Anno: 2019

Staffetta solidale intorno al Lario: la tappa di Como e Cernobbio

L’arrivo della staffetta a Como

La staffetta solidale promossa da Un miglio non ci basta, che ha percorso l’intero periplo del Lago di Como nelle giornate di venerdì, sabato e domenica 4, 5 e 6 ottobre, è passata questa mattina da Como e poi si è trasferita a Cernobbio.

A Como, durante la marcia per i nuovi desaparecidos di Como senza frontiere, dedicata anche a ribadire il No ai Centri di espulsione per migranti (Cpr), ci sono stati vari interventi, tra cui quello di Como senza frontiere, di Francesca di Un miglio non ci basta, di don Giusto Della Valle parroco di Rebbio e di Celeste Grossi.

Poi, a Cernobbio, dopo il trasferimento a piedi o in bicicletta, l’intervento di Paolo Limonta, maestro elementare e consigliere comunale di Milano, e le canzoni sull’emigrazione di D’Altrocanto (Franco Dall’Olio, Sandro Tangredi e Bruno Venturini).
Di seguito una cronaca per immagini della tappa di Como e Cernobbio. [foto Fabio Cani, ecoinformazioni] Guarda i video dell’iniziativa.

L’intervento di Francesca, di un Miglio non ci basta.
L’intervento di don Giusto Della Valle
Il passaggio dal Monumento alla Resistenza Europea
Il passaggio da Villa Olmo
Sulla strada per Cernobbio
L’intervento di Paolo Limonta
A Cernobbio, presso l’imbarcadero
Sandro Tangredi
D’Altro Canto (Franco Dall’Olio, Sandro Tagredi, Bruno Venturini)

Si firma contro i decreti “sicurezza” razzisti e gli accordi assassini con la Libia

Si firma a Como e a Cernobbio il 6 ottobre, durante le iniziative della Camminata solidale, per la Campagna Io accolgo, aperta a L’isola, che sostenuta a Como da Arci, Refugees welcome, Coordinamento comasco per la Pace, Acli e molte altre organizzazioni propone una raccolta di firme sull’ Appello a Parlamento e Governo per l’abrogazione dei Decreti Sicurezza e Sicurezza bis e l’annullamento degli accordi Italia-Libia.

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Cuba/ Resistenza a oltranza contro il Bloqueo statunitense

Nel pomeriggio di sabato 5 ottobre, la Sala Lissi di Rebbio ha ospitato l’incontro Cuba vs Bloqueo. Continuidad de la Revolucion.
Aleida Godinez, giornalista, e Alicia Zamora Labrada, fotografa, hanno raccontato la situazione cubana sessant’anni dopo la rivoluzione, parlando in particolare dell’ininterrotto conflitto con gli Stati uniti e della lotta per non cadere sotto l’egemonia nordamericana.


L’incontro, organizzato da Associazione Italia-Cuba, Associazione Svizzera-Cuba, Cgil, Arci Como e Anpi Como, ha visto una trentina di partecipanti.
Ha parlato prevalentemente Aleida Godinez, che ha ripercorso la storia del reiterato sabotaggio statunitense contro il paese rivoluzionario.

Il racconto inizia con Eisenhower, presidente Usa, che stabilisce la fine della rivoluzione cubana che ha portato alla presidenza del paese Fidel Castro. Per farlo, viene redatto un Programma di azione nascosta contro Cuba, che diffonda il germe controrivoluzionario e prepari un’azione armata contro il governo legittimo. Inoltre, è stato scritto un memorandum redatto dal sottosegretario di stato Mallory che afferma che, essendo la popolazione cubana in maggioranza castrista, non si può che avviare una manovra controrivoluzionaria anche violenta, da attuare il prima possibile.
L’attacco attraverso la Baia dei Porci dell’aprile 1961 è la prova delle intenzioni americane, che sono state confermate dall’attivazione del Bloqueo.
Il Bloqueo ha, fondamentale, l’obbiettivo di isolare economicamente Cuba, facendo sì che i rapporti commerciali tra Cuba e qualunque altro paese siano impossibili. In particolare, dopo che il paese filocomunista ha nazionalizzato la totalità delle attività economiche nazionali, gli Stati uniti hanno fatto sì che quasi tutti gli altri Stati rifiutassero di essere risarciti dei danni economici seguiti a questa manovra. L’unica eccezione sono stati Canada e Nuova Scozia, gli unici a non cessare i rapporti con Cuba. Da quel 13 aprile 1960, la storia di Cuba e degli Stati uniti non ha smesso di intrecciarsi.

Bush è stato probabilmente uno dei presidenti più duri contro Cuba, avendo permesso che si promulgasse una legge composta di quattro Titoli che, in sintesi, forzano lo smantellamento dell’apparato rivoluzionario e del Parlamento, la restituzione dei beni nazionalizzati agli americani che ai tempi erano a Cuba e che respingono dagli Usa gli stranieri che hanno avuto a che fare con le attività confiscate dallo stato. Il paese centramericano sarebbe risultato così imbrigliato dai vincoli americani, oltre che controllato da un proconsole statunitense a tempo indeterminato.

Il Titolo III, sulla restituzione dei beni nazionalizzati, è stato però annullato prima che la legge entrasse in vigore.
Sotto Obama, la situazione sembrava essere leggermente migliorata, sebbene il presidente del mandato 2008-2016 avesse intenzione di operare solo un cambiamento di strategia per distruggere la rivoluzione; le cose sono però di nuovo precipitate con Trump. Il presidente americano eletto nel 2016 non solo ha messo il blocco ai rifornimenti petroliferi a Cuba, ma ha anche attivato il Titolo III, azione questa assolutamente insegna nei confronti del paese di Castro.
Grazie al supporto boliviano e soprattutto del Venezuela, che sotto Maduro ha destinato l’interezza della sua flotta cargo alla distribuzione di petrolio a Cuba, il paese resiste, pur essendo tutt’ora molto limitato dal punto di vista della rete dei trasporti.

Come è emerso nel dibattito seguito all’incontro, al giorno d’oggi negli Stati uniti esiste una minoranza non del tutto contraria a Cuba, ma è l’ultradestra a tenere le redini del rapporto tra i due paesi.
In ogni caso, ha ricordato la relatrice in conclusione, più Cuba è osteggiata dalla potenza a stelle e strisce, più il popolo cubano reagisce orgogliosamente forte del proprio spirito antiamericano e antimperialista e, come hanno ricordato alcuni dei presenti, dal supporto di un’ampia parte della sinistra mondiale.

[Pietro Caresana, ecoinformazioni]

A Rebbio l’omaggio al partigiano Alfonso Lissi

Alfonso Lissi caduto per la nostra libertà! Come ogni anno, sabato 5 ottobre alle 15, la sezione Anpi di Como ha ricordato al cimitero di Rebbio, a pochi giorni dall’anniversario della sua uccisione per mano nazifascista ( 3 ottobre 1944), il partigiano Alfonso Lissi. Con l’occasione, è stato ricordato anche Erminio Lissi, fratello di Alfonso, anch’esso partigiano scomparso nel 2018.

La sezione, dopo i saluti del presidente Nicola Tirapelle, ha omaggiato la figura di Lissi con un breve discorso per voce di Francesco Dalla Mura. In seguito ha preso parola Grazia Lissi, nipote di Alfonso ed infine, hanno tenuto un breve intervento le compagne cubane Aleida Godinez Soler e Alicia Zamora Labrada, ospiti dell’iniziativa CubaVsBloqueo che si è tenuta poco dopo alla sala Lissi di via Ennodio.

Alla cerimonia, oltre a esponenti della sezione Anpi di Como e dell’Associazione Italia Cuba, erano presenti esponenti dell’Anpi provinciale, dell’Arci, dell’Associazione Lissi e del Prc comasco. [Jl, ecoinformazioni]

ecoinformazioni on air/ Camminiamo per chi non può arrivare

Il servizio di Gianpaolo Rosso a Metroregione di Radio Popolare il 4 ottobre alle 7,15. Da Menaggio a Menaggio passando per Colico Lecco, Como Camminiamo per chi non può arrivare. E’ la staffetta solidale che a piedi in bici e in barca farà il periplo del Lago di Como per sostenere Mediterranea e i diritti contro barbarie e razzismo. Appuntamento per la prima tappa venerdì 4 alle 12,45 all’imbarcadero di Menaggio. In ogni tappa incontri, musica, manifestazioni. A Lecco la staffetta partirà in bici alle 7 di domenica 6 da via Cesare Cantù, arriverà a Como alle 11,30 in piazza Cavour dove si svolgerà la Marcia per i nuovi desaparecidos e parlerà don Giusto della Valle; poi alle 12,30 a piedi e in bicicletta verso Cernobbio dove interverrà Paolo Limonta infine in battello e a piedi a Menaggio per la conclusione con Un miglio non ci basta. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

6 ottobre 2019/ Oltre lo sguardo/ Lorax il guardiano della foresta

Domenica 6 ottobre alle 15 a Bregnano Centro Polifunzionale Mantero in via Nazario Sauro 16 verrà proiettato il film Lorax il guardiano della foresta per la rassegna di Oltre lo sguardo.  Entrata con tessera di Oltre lo sguardo  valida tutte le 66 proiezioni del ciclo al prezzo di 5 euro.

«Ted, un ragazzo che ama in segreto la bella Audrey, è alla ricerca di quanto possa tornargli utile a conquistare il cuore dell’amata, quando s’imbatte in un Lorax, una piccola creatura, burbera e affascinante» .
[Fi, ecoinformazioni]

6 ottobre/ Oltre lo sguardo/ Un giorno devi andare

Il 6 ottobre a Tavernerio, Missionari Saveriani via Urago 15, verrà proiettato il film un giorno devi andare per la rassegna di oltre lo sguardo 1.  Entrata con tessera di Oltre lo sguardo  valida tutte le 66 proiezioni del ciclo al prezzo di 5 euro.

Dolorose vicende familiari spingono Augusta, una giovane donna italiana, a mettere in discussione le certezze su cui aveva costruito la sua esistenza. Su una piccola barca e nell’immensità della natura amazzonica inizia un viaggio accompagnando suor Franca, un’amica della madre, nella sua missione presso i villaggi indios, scoprendo anche in questa terra remota i tentativi di conquista del mondo occidentale. Augusta decide così di proseguire il suo percorso lasciando la comunità italiana per andare a Manaus, dove vive in una favela. Qui, nell’incontro con la gente semplice del luogo, torna a percepire la forza atavica dell’istinto di vita, intraprendendo il “suo” viaggio fino ad isolarsi nella foresta, accogliendo il dolore e riscoprendo l’amore, nel corpo e nell’anima. In una dimensione in cui la natura assume un senso profetico, scandisce nuovi tempi e stabilisce priorità essenziali, Augusta affronta l’avventura della ricerca di se stessa, incarnando la questione universale del senso dell’esistenza umana.
[DN, ecoinformazioni]

Per ulteriori informazioni

Staffetta solidale per conoscere le migrazioni

È una staffetta particolarmente composita, varia e multiculturale (e anche allegra) quella che nei giorni 4, 5 e 6 ottobre percorrerà le sponde del Lago di Como per far conoscere a un pubblico il più vasto possibile il complesso fenomeno delle migrazioni, che molto spesso assume i toni più drammatici proprio perché respinto dalla coscienza collettiva.

Quindi, per continuare a parlare di questi temi e modificare quanto più possibile la distorta percezione che – purtroppo – una buona parte della “gente” ne ha, un gruppo di persone e realtà del Centro Lago ha pensato di provare a girare tutte le sponde per parlare e fare discutere. Gli appuntamenti dei tre giorni sono moltissimi [vedi il programma qui sopra], e i tratti tra una tappa e l’altra saranno percorsi in vario modo: a piedi, in bicicletta, in barca o in battello.

La tappa di Como e Cernobbio, domenica 6 ottobre, a partire dalle 11.30 circa (quando la staffetta arriverà a Como in piazza Cavour) e fino alle 14.50 (quando a Cernobbio si imbarcherà su un battello di linea per fare ritorno in Tremezzina) è anch’essa varia e articolata, organizzata con la collaborazione di Como senza frontiere, dei Cas, della Parada par tucc e della parrocchia di Rebbio. Ci sarà la marcia “per i nuovi desaparecidos” di Como senza frontiere (dedicata anche al rifiuto dei CPR – nuovi luoghi di detenzione ed espulsione per migranti, di cui si chiede l’immediata cancellazione), ci sarà l’intervento di don Giusto Della Valle, ci sarà qualche gruppo di animazione (trampolieri forse e giocolieri…). Poi a piedi o in bicicletta si andrà a Cernobbio (si può anche prendere i mezzi pubblici, ma attenzione che domenica a Villa Erba c’è Orticolario e l’intasamento è assicurato), dove ci sarà l’intervento di Paolo Limonta, maestro elementare di Milano e vicepresidente della commissione Affari sociali del Consiglio comunale milanese); infine qualche canzone sugli emigranti con alcuni musicisti del gruppo D’Altrocanto.

L’intenzione è quella di una tre giorni di approfondimento serio ma anche festoso. Quante più persone parteciperanno, quanto più la staffetta sarà solidale e riuscita.

[FC, ecoinformazioni]

Mostre/ La Triennale, il mobile e Cantù

Nell’ormai pluriennale opera di riappropriazione della storia dell’industria e dell’artigianato del mobile, condotta con intelligenza e tenacia da Tiziano Casartelli, Cantù è giunta quest’anno a riconsiderare il rapporto con la Triennale di Milano (e, prima, con l’originaria manifestazione di Monza).

Il rapporto dei produttori mobilieri canturini con l’importante manifestazione dedicata alla decorazione d’interni, all’arredo e all’architettura deve essere considerato per molti versi inevitabile e addirittura scontato, poiché quella era un naturale luogo non solo di promozione, ma anche di incontro e di confronto con quanto si andava contemporaneamente facendo in tutta Italia. Assai meno scontato è però indagare i modi concreti di questo rapporto: le partecipazioni, le sperimentazioni, i successi e le criticità, nonché le fondamentali relazioni avviate in previsioni e a seguito di quelle partecipazioni. Così la prima partecipazione alla “vetrina” di Monza, nel 1927, fu determinata dalla realizzazione da parte della ditta Paolo Lietti e Figli di un progetto di arredo “per il ceto medio” messo a punto da Gio Ponti ed Emilio Lancia per la Rinascente di Milano. Altrettanto importante fu, negli anni seguenti, la collaborazione con i progettisti d’avanguardia, non solo i razionalisti comaschi (Giuseppe Terragni, Gianni Mantero, Gabriele Giussani, Pietro Lingeri, Mario Cereghini), ma anche quelli milanesi (Mario Asnago, Claudio Vender), o altre personalità ai margini dell’avanguardia ma di sicuro mestiere (Agnoldomenico Pica, per esempio – o, appunto, Ponti e Lancia).

Tiziano Casartelli, curatore della mostra, all’inaugurazione

Nella mostra La Triennale, il mobile e Cantù – curata da Tiziano Casartelli -, aperta nell’ex chiesa di Sant’Ambrogio fino al 27 ottobre, questo pluridecennale rapporto viene indagato in modo approfondito e coinvolgente grazie alla presenza di numerosa documentazione, ma soprattutto di parecchi esemplari di mobili, alcuni originali (mai più presentati al pubblico dopo il loro passaggio alle varie Triennali) e altri fedeli riproduzioni. Poter vedere dal vivo questi modelli (e non solo percepirli attraverso la documentazione) è una questione fondamentale, poiché proprio su questo rapporto diretto con le persone (che avrebbero dovuto vivere con loro) sono fondati.

Si può così comprendere che i differenti mobili incarnano non solo differenti “stili” artistici,  ma veri e proprio modelli di vita, di cultura, di comportamento, così come si può apprezzare il ruolo, tutt’altro che marginale, avuto in questo sviluppo da Cantù e dalla sua produzione mobiliera, in un rapporto continuo e mai banale con una delle più importanti (e più antiche) manifestazioni del design italiano.

La sedia di Agnoldomenico Pica.
La scrivania di Gianni Albricci.

La Triennale, il mobile e Cantù

Un secolo di scambi e di confronti

Ex chiesa di Sant’Ambrogio, Cantù, fino al 27 ottobre

orari: fino al 6 ottobre lunedì-venerdì 16-19, sabato-domenica 10-12.30 16-19; dal 7 a 27 ottobre lunedì-venerdì 15.30-18.30, sabato-domenica 10-12.30 15.30-18.30

ingresso libero

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