Giorno: 24 Luglio 2020

Nessuno spazio per chi inneggia al ventennio fascista

Sì è tenuta questa mattina, 24 luglio, la conferenza stampa per la presentazione pubblica dell’appello alle istituzioni democratiche perché impediscano l’ulteriore sfregio alla legalità repubblicana annunciato per domenica prossima, 26 luglio (a ridosso della data di nascita di Mussolini), quando i nostalgici della dittatura fascista intendono ricordare il loro duce e i loro gerarchi.

Quest’anno, a causa delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria covid-19, infatti, non si era potuta tenere la “commemorazione” fascista a ridosso del 25 aprile (Mussolini e i gerarchi vennero fucilati in nome del popolo italiano il 28 aprile 1945). Ma, pur dilazionata di qualche mese, la messa in scena nostalgica non perde di gravità, così come non diminuisce la responsabilità delle autorità che, anche quest’anno, hanno – almeno fino ad ora – deciso di dare via libera alla manifestazione.

Per questo un nutrito gruppo di realtà del territorio hanno rivolto un appello alle istituzioni – in primo luogo al prefetto, rappresentante sul territorio del governo nazionale – perché venga ripristinata la legalità repubblicana e ribadita la fedeltà alla Costituzione nata dalla Resistenza.

La manifestazione fascista di Dongo del 29 aprile 2018.

«Anche quest’anno, sia pure in data inconsueta, – si legge nella lettera ufficiale – associazioni cosiddette culturali si ripromettono di “commemorare” i fatti che sul Lago di Como hanno definitivamente chiuso il tragico ventennio dittatoriale fascista.

In nome dei valori espressi nella Costituzione Repubblicana, condivisi dalla stragrande maggioranza del popolo italiano, e conformemente a numerose leggi delle Stato, le sottoscritte realtà chiedono che in modo netto e irrevocabile tutte le manifestazioni di stampo apologetico (che nulla hanno a che fare con qualsiasi forma di suffragio e commemorazione funebre) NON siano consentite in questa occasione e negli anni futuri. Consideriamo questo un dovere per le autorità e per le istituzioni della Repubblica.»

La lettera è firmata da ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), Istituto di Storia Contemporanea “P.A. Perretta”, ARCI provinciale, ACLI, Como senza frontiere, Associazione Lissi, Soci Coop Lombardia, Osservatorio democratico sulle nuove destre, Articolo uno, Monimento 5Stelle, PD, PRC, Sinistra Italiana, CGIL, CISL e UIL.

L’appello è stato inviato oltre che al prefetto e al questore anche al procuratore della Repubblica perché anche a Como vengano intraprese le adeguate azioni giudiziarie, che a Milano hanno portato a recenti pronunciamenti del Tribunale di Milano (come si legge nella lettera dell’ANPI di Como pure consegnata ufficialmente alle autorità locali).

Al riguardo è stata anche presentata, dall’on. Chiara Braga del Partito Democratico, un’interrogazione al Ministro dell’Interno.

Non risulta che – fino ad ora – vi siano state risposte da parte delle istitutizioni.

[FC, ecoinformazioni]

ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Ercole Bianchi

Dalle 14/ Per finire, il racconto di una vicenda personale strettamente intrecciata con quella di questo antico quartiere: Ercole Bianchi, “Erculin”, barbiere e antifascista (e – forse – barbiere perché antifascista, o antifascista perché barbiere…), raccontata e contestualizzata da un suo grande amico, l’ingegnere Giordano Azzi (altra figura fondamentale della cultura democratica comasca), e letta da Gerardo Monizza.

I programmi del 24 luglio.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ La demolizione

Dalle 13/ Un breve approfondimento su una singola immagine, che raffigura in modo quasi esemplare la vicenda della demolizione. Cercando nei dettagli è sempre possibile scoprire qualcosa di nuovo.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Intorno la Cortesella

Della 12/ Per capire la città antica, però, è impossibile ragionare per compartimenti stagni. Anche nei secoli passati, e forse addirittura più di oggi, valgono i principi della fluidità e dell’interconnessione: è quasi impossibile dire dove finisca un pezzo di città e ne cominci un altro. Ecco perché la storia della Cortesella continua nelle vie adiacenti.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ I nomi della città

Dalle 11/ L’intreccio delle tante storie presenti all’interno dell’antico quartiere si può provare a scioglierlo in tanti modi. Nel volume “I nomi della città” edito da NodoLibri nel 1999 e promosso dall’Associazione Amici dei Musei di Como, si approfondiscono i temi legati alla toponomastica storica, grazie alla quale è possibile ricostruire le logiche “generative” della percezione della città.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Esaltazione del piccone

Dalle 10/ La storia della demolizione del quartiere è raccontata – quasi in diretta – da un filmato girato da un gruppetto “cinefilo” dei GUF (Gruppi Universitari Fascisti), con il lavoro di Ico Parisi, Giovanni Galfetti e Giuseppe Costamagna). Si tratta di una testimonianza a suo modo unica, anche nel suo tono un po’ enfatico. La sua “vera” storia è raccontata nell’articolo che trovate cliccando qui (ed è una storia un po’ diversa da quella continuamente ripetuta…). La sua copia video è da qualche anno disponibile e quindi ve la proponiamo.

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ARCI COMO WebTV/ “Èstate con noi”/ Palinsesto 24 luglio/ Fabio Cani/ Un quartiere scomparso: la Cortesella

La città di Como gode fama di essere una “città antica”; passeggiando per le sue strade si può cogliere l’atmosfera dei decenni passati e – in qualche caso – persino di secoli lontani, su su fin al medioevo. Ma anche all’interno della città murata, cioè di quella porzione urbana che ha maggiormente conservato i caratteri storici, non mancano interventi di sostituzione edilizia, anche pesanti. È il caso del quartiere in tempi recenti individuato col nome di Cortesella: un fitto intrico di strade, vicoli, case antiche, stretto tra la piazza del Duomo e la riva del lago, completamente demolito alla fine degli anni Trenta, sotto i colpi di quello che il fascismo chiamò “il piccone risanatore”.

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