E ora dove andiamo?

È bene che siano offerte possibilità di dormire al coperto in luoghi puliti e ordinati, qualcuno con colazione. Ma i dormitori chiudono presto, alle 9, tassativamente, gli ospiti sono costretti a uscire. E poi?  Poi, specie in questi giorni di tempo inclemente, pioggia e neve, le persone senza dimora, persone –  parola da sottolineare sempre – vagano in una città, chiusa: chiusi i bar per un caffè, chiusi i ritrovi, parrocchiali e non, chiuse persino le mense. Per loro c’é solo un cestino con i viveri per sopravvivere ed però amaro constare che devono consumarlo su una panchina al freddo, o quando piove sotto un portico.

Gravissimo il problema della solitudine del non poter far nulla, un dramma che la pandemia ha maggiormente evidenziato. «E ora dove andiamo?»  viene chiesto sempre all’uscita dei dormitori o al termine delle colazioni ai volontari e alle volontarie del gruppo che continua l’opera di don Roberto Malgesini.

Occore assolutamente creare luoghi dignitorsi fruibili l’intera giornata perché queste persone possano sostare, incontrarsi, dialogare, leggere, studiare o dare spazio alla propria creatività. Vivere.

C’è tanto sapere in questi ragazzi che girano la città con il loro zaino in spalla, aspettando l’orario della distribuzione del sacchetto del pranzo e poi quello della cena. Altrettanto nelle persone più anziane che vivono nello stesso modo avvilite dai problemi della loro vita difficilissima. C’è tanta ignoranza del valore supremo dei diritti umani nelle istituzioni che in una delle città più ricche del pianeta non fanno ciò che dovrebbero fare.

Sergio Mattarella, il  presidente della Repubblica, ha invitato tutti alla coesione sociale per un’Italia giusta. Ha invitato ad essere “costruttori”. Unanime il consenso persino di quelle forze politiche da sempre attive perché i diritti non siano di tutti ovunque.  Ora, anche per la nostra città, istituzioni e volontariato, è ora di mettere in pratica questo appello.

E un luogo per le persone senza fissa dimora, per la loro giornata, è una priorità. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

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