Giro di mostra/ L’Iran di Newsha Tavakolian
Fino al 28 gennaio il Mudec di Milano ospita la grande mostra fotografica And they laughed at me dell’artista iraniana Newsha Tavakolian, vincitrice del prestigioso riconoscimento fotografico Photo Grant di Deloitte, promosso da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte e in collaborazione con 24 ORE Cultura, la direzione artistica di Denis Curti e il team di BlackCamera.

La mostra “And they laughed at me” intende riflettere su una strategia di repressione militare iraniana finalizzata ad accecare le persone mediante proiettili di gomma. Questa misura distopica, spesso utilizzata dalla polizia per impedire la diffusione di informazioni, mira a prevenire che la popolazione sia consapevole di ciò che accade nella contemporaneità.
Il percorso espositivo svela la maturità narrativa delle immagini e la profonda carica umana del lavoro dell’artista, un vero e proprio manifesto che utilizza il linguaggio visivo per contrastare il terrorismo repressivo di un organismo politico che mira a sopprimere l’autodeterminazione individuale a vantaggio di fini totalitari.
Fotografie dalla forte potenza espressiva, cariche di interrogativi, che mettono in evidenza il conflitto tra la società imposta e il desiderio di cambiamento individuale. Nel contesto di questa realtà oppressiva, le opere in mostra rappresentano una voce coraggiosa che si oppone a un destino ineluttabile, combinando elementi tipici del reportage e composizioni concettuali che rivelano il dramma dell’oppressione e finiscono per tracciare un cammino rivoluzionario verso la libertà, ispirato dall’unione di tante anime coraggiose.
A corredo della mostra, sarà presentata anche una selezione dall’idea progettuale Dust From Home della fotografa brasiliana Fernanda Liberti (Rio de Janeiro, 1994), che ha vinto la Open Call del concorso, dedicata alle artiste e agli artisti Under 35.
L’artista
Nata a Teheran nel 1981, Newsha Tavakolian, ha lavorato per strada come fotografa in momenti di apertura del suo paese, l’Iran, ma nei periodi di grande censura ha trovato e sperimentato modi alternativi per contribuire con il suo linguaggio artistico a documentare quei cambiamenti e quegli eventi che inevitabilmente continuano a plasmarci oggi. [da Mudec.it]






Album foto di Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni.

