Stereotipi e discriminazioni da rimuovere

Con una comunicazione all’amministrazione Comunale di Como, inviata al sindaco Alessandro Rapinese, all’assessora alle Politiche sociali ed educative Nicoletta Roperto, all’assessora alle Politiche giovanili Francesca Quagliarini la rete Intrecciat3 richiede la rimozione dei manifesti oltraggiosi, pericolosi e offensivi per le perosne impegnate per i dirtitti Lgbtqia+ affssi negi spazi pubblci da Pro vita e famiglia. Nel seguito il testo integrale della lettera.

«Oggetto: richiesta intervento di verifica del rispetto della normativa e rimozione dei manifesti affissi negli spazi dedicati alle pubbliche affissioni del comune di Como;

Recentemente sono apparsi nella città di Como, presso gli spazi di pubbliche affissioni del comune alcuni manifesti dell’associazione Pro vita e famiglia. Tali manifesti espongono contenuti inerenti le seguenti tematiche:

• identità di genere; • educazione sessuale e all’affettività nelle scuole; • carriere alias.

Riteniamo necessario segnalare che i concetti espressi in tali manifesti sono a nostro parere lesivi della dignità e limitano la possibilità dell’individuo di sentirsi socialmente accettato qualora lo stesso si identificasse come persona non binaria, discriminano le organizzazioni LGBTQIA+, dichiarando che le stesse diffondono la “ideologia gender” (chiamata nel manifesto “gender”). Ricordiamo che il concetto “gender”/“ideologia gender” è utilizzato strumentalmente per diffondere una cultura di odio sulla comunità LGBTQIA+.

Per queste motivazioni siamo a chiedere all’Amministrazione Comunale una verifica dei contenuti di tali manifesti con riferimento alla normativa vigente in particolare relativamente al rispetto dell’art. 23 comma 4 bis del Codice della Strada, che reca la seguente dicitura: “4-bis. E’ vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche.”

La presente segnalazione è già di per sé indice di turbamento e disagio relativamente ai contenuti dei manifesti per le realtà che la sottoscrivono. Il percorso per eliminare gli stereotipi e le forme di discriminazione e odio è ancora molto lungo. Per questo è importante spiegare l’esistenza della diversità anche nelle scuole.

L’incontro con le differenze, il riconoscimento nell’altro/a, l’educazione e la conoscenza, in un percorso di consapevolezza all’interno di un contesto accettante e non discriminante, consentono il sano sviluppo dell’individuo. Lo scopo dell’educazione all’affettività, alla sessualità e alla tolleranza nei confronti delle tante differenze è proprio volto a favorire il rispetto di chiunque, indipendentemente dalla propria identità di genere e dal proprio orientamento sessuale. Inoltre il riconoscimento delle carriere alias (anche nelle scuole), favorisce l’inclusione e lo sviluppo di sensibilità ed empatia, costituisce un importante deterrente ai fenomeni di bullismo.

Ricordiamo che nel novembre 2020 la Commissione Europea ha adottato il documento “Verso l’uguaglianza LGBTIQ: liberi di essere sé stessi nella UE” nel quale si individuano, strategie per garantire un’istruzione sicura e inclusiva.

Anche il Ministero dell’Istruzione nel 2017 aveva promosso il Piano Nazionale per l’Educazione al Rispetto, finalizzato a contrastare nelle scuole ogni forma di violenza e discriminazione e a favorire il superamento di pregiudizi e disuguaglianze, secondo i principi espressi dall’articolo 3 della Costituzione italiana.

Sono inoltre state emanate dal Ministero “Linee guida nazionali per l’attuazione del comma 16 della legge 107 del 2015 per la promozione dell’educazione alla parità tra i sessi e la prevenzione della violenza di genere”, con la finalità di offrire alle scuole uno strumento culturale per combattere le disuguaglianze e gli stereotipi, rendere centrale l’educazione al rispetto e alla libertà dai pregiudizi, riconoscendo dignità a ogni persona (indipendentemente dal genere), senza esclusioni, nell’uguaglianza di diritti e responsabilità per tutte/i.

Per quanto sopra esposto chiediamo all’amministrazione comunale l’immediata rimozione dei cartelli citati e riteniamo doverosa la vigilanza per il futuro, nel rispetto dei regolamenti e leggi citate.

Siamo convinte che la strada da seguire sia quella di educare alla diversità, all’inclusione e all’accoglienza.

Ribadiamo la nostra ferma contrarietà a messaggi che diffondono odio e discriminazione. Infine comunichiamo che sarà nostra premura segnalare i contenuti dei manifesti alle competenti autorità in merito all’osservanza delle normative vigenti relative al rispetto delle minoranze ed all’incitazione all’odio. [Rete Donne Intrecciat3 (Camera del lavoro di Como Cgil , Svolta arcobaleno – Arcigay Como, Non Una Di Meno Como, Donne in nero Como, Arci Como, SiFaRumore, Scuola di italiano per donne straniere, Telefono Donna Como odv]

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