Carcere/ Rammendare la pena
Apre Filodritto, un servizio di riparazione di capi di abbigliamento che coinvolge le persone recluse nel carcere del Bassone di Como. L’iniziativa, ideata e gestita dalla sartoria sociale CouLture Migrante, rientra nelle attività di progetto LINK-ed-IN 2023-2025.
Filodritto è ideato e gestito dalla sartoria sociale comasca CouLture Migrante e rientra nel progetto LINK-ed-IN – Tessere legami per favorire inclusione, realizzato nell’ambito delle iniziative promosse nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027 ed in particolare del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus.
Le richieste di riparazione vengono raccolte tramite il form online presente sul sito filodritto.it: dopo aver inserito i propri dati e i propri eventuali desiderata relativi al rammendo, è possibile scegliere se spedire il capo di abbigliamento oppure portarlo in uno dei sei punti di raccolta dislocati sul territorio: Como, La Libreria del Ragionier Bianchi;
Saronno, Bottega il Sandalo; Erba, Libreria di Via Volta; Cantù Bottega il Ponte; Menaggio, Bottega Piano Terra; Lurate Caccivio, Biblioteca Comunale di Lurate Caccivio. Il capo passerà quindi nelle mani esperte degli uomini e delle donne della Casa Circondariale “Il Bassone”, che se ne prenderanno cura prima di restituirlo, come e meglio di prima, al proprietario.
«Filodritto è un progetto che ho accolto con grande favore, perché implica un recupero di autostima e di consapevolezza di poter ancora contribuire in qualche maniera al benessere della comunità esterna» spiega il direttore della Casa Circondariale di Como, Fabrizio Rinaldi.
Martino Villani, direttore del Csv Insubria di Como e Varese, aggiunge: «Crediamo che Filodritto rappresenti molte occasioni: per la Casa Circondariale e i suoi abitanti quella di essere sempre più parte della città e della comunità territoriale, assumendo un ruolo attivo e creativo; per i cittadini che invieranno i propri capi da rammendare quella di riconoscere, al di là della posizione giuridica, persone in formazione e impegnate nel proprio reinserimento lavorativo fin dalla detenzione; per le nostre organizzazioni quella di rinsaldare ulteriormente la relazione con i servizi della Giustizia, e contribuire ad arricchire la rete territoriale per il reinserimento sociale delle persone in esecuzione penale».


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