Mercanti di morte più liberi
Procede l’offensiva del Governo italiano e della maggioranza parlamentare contro la Legge 185/90, che regola il commercio delle armi. Il provvedimento, prodotto avanzato della mobilitazione pacifista e, in particolare, delle lotte di alcuni settori disarmisti del movimento operaio, ha subito numerosi tentativi di assalto nel corso della sua pluriennale storia da parte di forze politiche ultrasensibili ai desideri dei mercanti di morte. Con il voto in Senato di mercoledì 21 febbraio si procede a scardinare i meccanismi che hanno garantito finora un, pur non sufficiente, livello di trasparenza di un settore tanto sensibile e potenzialmente pericoloso per i Diritti umani e dei popoli. Tra i vari interventi peggiorativi, è preoccupante, su tutti, la volontà di eliminare la relazione annuale relativa agli istituti di credito coinvolti nella vendita di armi, strumento cardine della Campagna di pressione contro le Banche armate, le cui ragioni sono da tempo nel mirino del ministro della Difesa Crosetto.
Il Governo, inoltre, intende estendere la propria discrezionalità nell’autorizzazione dell’export di armi affidando la valutazione dell’applicazione degli eventuali divieti in merito a un rinato Comitato interministeriale per gli scambi di armamento per la difesa (Cisd), presieduto proprio dal Presidente del Consiglio.

L’unico minuscolo barlume di speranza in uno scenario sempre più nero è il riferimento, nel corso del’dibattimento d’aula, all’elaborazione teorica e etica sviluppata nel corso delle lotte per il disarmo. Il senatore Delrio ha espressamente citato l’azione di Elio Pagani, storico obiettore alla produzione bellica in Alenia-Aermacchi (oggi Leonardo spa) e attuale presidente del centro di documentazione Abbasso la guerra.
Elio Pagani è stato un lavoratore della Aermacchi, negli anni Ottanta fece obiezione di coscienza a fronte dell’esportazione di armi al Sudafrica dell’apartheid, al Sudafrica razzista. Furono le persone come lui che fecero riflettere sul fatto che non ci può essere priorità di interessi, priorità del commercio, priorità di bilanci, priorità di amministratori delegati che devono far vedere ai loro azionisti i rendimenti in crescita, rispetto all’attenzione alla civiltà, al senso di democrazia che deve animare il comportamento della politica estera italiana e del Governo italiano. Elio Pagani e tanti come lui ci hanno invitato a riflettere sul fatto che l’esportazione di armi non è un commercio qualsiasi. [Abramo Francescato, ecoinformazioni] [Immagine di copertina Andrea Rosso, ecoinformazioni]
I comunicati della Campagna Banche armate e della Rete Italiana Pace e disarmo.

