Bruno Magatti/ Considerazioni sui nidi comunali

«Gravissimi avvenimenti hanno chiarito a tutti i potenziali esiti funesti dei “subappalti”. Il subappalto ha motivazioni in una “convenienza” economica che si proietta sulle condizioni dei lavoratori alle voci salario, precarietà, diritti e sicurezza. Tutto ciò si può tradurre in ridotta capacità di svolgere una mansione e quindi in maggiori rischi e ridotta qualità.

Cosa c’entra tutto questo con i nidi?

Un’amministrazione priva di strutture, di personale e competenze proprie per svolgere un servizio non può che appaltare il servizio e mantenere il ruolo di controllore.

Altra storia è quella di un Comune che decide di affidare a terzi UN COMPITO CHE PER DECENNI HA SVOLTO CON QUALITÀ e gradimento da parte degli utenti, in STRUTTURE COSTRUITE, MANTENUTE e ATTREZZATE con soldi pubblici.

Interrompere la “GESTIONE” diretta del servizio ha motivazioni esclusivamente ideologiche ed economiche.

La scelta è una sorta di subappalto di un servizio e non uno “qualunque”, ma di un ambito che tocca una speciale sensibilità ed esigenze particolari delle persone. (sostegno genitoriale)

Il Comune è in grado di svolgere direttamente un servizio che ha gestito per decenni, dispone di competenze e personale adeguato e di ottime strutture.

Questa svolta sarà pagata direttamente dal personale alle voci salario, precarietà, diritti e sicurezza con effetti sulla qualità del servizio reso ai cittadini.

Davvero nessuno più si indigna per risparmi sulla pelle di chi lavora?

Il proposito è chiaro. La gestione dei nidi “COMUNALI” viene progressivamente (sub)appaltata. Ma ciò segue ad altre azioni “silenti”: la cancellazione delle direzioni (prezioso ruolo di coordinamento educativo) e lo svuotamento della “graduatoria” per la sostituzione di chi cessa il servizio o di chi in congedo per malattia o altro.

La qualità del servizio dei nidi “COMUNALI” si rileva nella cura dei molteplici elementi che la crescita nei primi anni pretende, realizzati in ambienti sereni e ricchi di stimoli, con la continuità delle figure di riferimento, col dialogo educativo con i genitori, con l’attenzione ai segnali taciti di piccoli o grandi problemi latenti, con una quotidiana passione sostenuta da professionalità e competenza.

Non trovo un solo argomento per giustificare chi non è capace o non sceglie di valorizzare una Storia di cui la città è orgogliosamente fiera e con barbara freddezza affonda colpi mortali». [Bruno Magatti da fb]

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