11 maggio/ Cessate il fuoco!

Sabato 11 maggio alle 18 a Como in piazza della Pace (già nota come piazza Vittoria). Cessate il fuoco! L’angoscia per l’orrore della guerra che in queste ore con l’invasione israeliana del valico di Rafah e il blocco di ogni canale per gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza sembra non avere limite spinge anche le nostre organizzazioni alla mobilitazione per il cessate il fuoco!

La manifestazione unitaria dell’11 maggio propone la libera partecipazione di tutte le persone e organizzazioni che chiedono: il cessate il fuoco in Palestina e in tutte le altre guerre che insanguinano il pianeta; la fine della produzione e del commercio degli strumenti di morte; il primato della democrazia del confronto e della nonviolenza ripudiando la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti. Nella piazza, espressione popolare del pacifismo e della nonviolenza attiva, parlerà a nome di tutt3 Roberto Caspani, presidente del Coordinamento comasco per la Pace. A tutt3 sarà chiesto di indossare un cartellone con le lettere della frase “Cessate il fuoco!” che si comporrà liberamente in tutte le sequenze possibili circondando la statua della piazza, intitolata dal pacifismo lariano già nel 2001 alla Pace perché il termine “Vittoria” associato alla guerra è un ossimoro fuorviante, parte della propaganda bellicista. Nelle guerre infatti gli unici vincitori sono i mercamti di armi e i dittatori. Per tutti gli altri la guerra è morte, sangue, dolore, devastazione delle società, dell’ambiente, annullamento dei diritti, arretramento culturale e perdita di umanità. Nella manifestazione le diverse bandiere di associazioni, partiti, sindacati comporranno l’arcobaleno della Pace costituito da diversità che si arricchiscono reciprocamente nel comune orizzonte di Pace e nonviolenza attiva.

Il documento della manifestazione

Facciamo nostre le parole della Rete italiana Pace e disarmo che, «si unisce alla voce di oltre 250 organizzazioni di tutto il mondo (una coalizione globale di attivisti per i diritti umani, esperti sul commercio di armi, operatori sanitari, organizzazioni di base, attivisti per il clima, leader religiosi, giornalisti, movimenti, accademici, professionisti legali e studenti) che chiedono di fermare tutti i trasferimenti di armi,  componenti e parti di armi, munizioni utilizzate per alimentare la crisi a Gaza.

A fronte di una Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco, il governo di Israele continua a usare armi e munizioni esplosive in aree densamente popolate, con enormi conseguenze umanitarie per la popolazione di Gaza. L’attività militare  dell’esercito israeliano ha distrutto una parte sostanziale delle case, delle scuole, degli ospedali, delle infrastrutture idriche, dei rifugi e dei campi profughi di Gaza. La natura indiscriminata di questi bombardamenti e la tipologia sproporzionata di danni ai civili che questi causano  sono illegali e possono essere considerati crimini di guerra. Con l’aggravarsi della crisi, alimentata dalla proliferazione delle armi, è indispensabile chiedere che i Governi di tutto il mondo (Italia compresa) non si rendano complici di queste violazioni del diritto internazionale trasferendo armi a Israele».

Hanno già aderito: Arci, Cgil, Coordinamento comasco per la Pace, Auser, Anpi, Emmaus Erba, Como senza frontiere, Donne in nero, Centro servizi per il volontariato, Acli, Attac, Avs, Prc, M5s, Pd, Psi. Altre adesioni saranno comunicate appena possibile.

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