Anpi/ Uggiate Trevano/ Il 25 aprile non è il 2 novembre
Siamo al tradimento della storia e alla farsa. IL Comune di Uggiate Trevano (non è certo il solo) invita alla «commorrazone dei defunti» invece che a rinverdire la memorai della Liberazione che fece l’Italia con la Costituzione nata dalla Resistenza. La sezione Anpi locale naturalmente dissente e affida a un’accorata e circonstanziata lettera aperta la speranza che non si trasformi il gioioso tributo a una pagina meravigliosa della storia repubblicana in una sorta di 2 novembre patriottico che metta insieme leberatori e carnefici. Non è possibile: basterebbe ossevare che il fiore dei morti è il crisantemo, quello del 25 aprile è il papavero. Rosso.
LETTERA APERTA DALLA SEZIONE ANPI DI UGGIATE TREVANO
«”In occasione della Giornata del 25 Aprile, con la presente si invita la S.V. alla manifestazione e alla commemorazione dei defunti. Tutte le associazioni albiolesi e non, sono invitate, con la preghiera di estendere l’ invito a tutti gli associati. Si invia in allegato il programma completo.”
Qui sopra è il testo del messaggio inviato dal Sindaco di Albiolo dopo aver negato ad ANPI la struttura Area Feste e il patrocinio.
Si intende commentare con la seguente lettera aperta:
”Con la presente vogliamo chiarire in modo fermo e trasparente la posizione della Sezione ANPI di Uggiate Trevano rispetto alla lettera di invito del Sindaco del Comune di Albiolo.
Alcune Amministrazioni Comunali hanno invitato la popolazione ad una manifestazione in occasione della Giornata del 25 aprile, spesso limitandosi a una commemorazione dei defunti.
Il nostro giudizio relativo a queste iniziative non può ridursi alla considerazione “è meglio di niente” ma merita una più attenta analisi, che, forse, è sfuggita ai vari rappresentanti della pubblica amministrazione che hanno seguito questa linea.
Su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia, il 22 aprile 1946 emanò un decreto legislativo: «A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale.»
Il 25 aprile di ogni anno si celebra quindi la Festa della Liberazione, il passaggio dalla mancanza di Libertà alla LIBERTA’: giorno fondamentale per la storia d’Italia che assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata durante la Seconda guerra mondiale a partire dall’8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista.
Questa vittoria è stata conquistata grazie al contributo e al sacrificio di moltissimi italiani di ogni estrazione politica e sociale, come sappiamo hanno partecipato alla lotta di liberazione formazioni partigiane comuniste e socialiste, le formazioni di Giustizia e Libertà, coordinate dal Partito d’Azione, le Brigate Fiamme Verdi, che nascono come formazioni autonome per iniziativa di alcuni ufficiali degli alpini, Brigate Osoppo, legate alla DC, perfino formazioni monarchiche e badogliane, come le formazioni azzurre, ma vi presero parte anche cittadine e cittadini comuni, militari (in particolare ricordiamo i 650.000 militari, definiti I.M.I. che hanno rifiutato di aderire al Nazismo e sono stati deportati in Germania); tutte hanno agito con il prezioso contributo dell’esercito alleato.
Per il popolo italiano il 25 aprile ha quindi sempre rappresentato un momento di gioia, di festa, di “liberazione” e tutte le associazioni, enti pubblici, sportivi, religiosi, associazioni politiche sono invitati a condividere questo momento dove si celebra la ritrovata pace e democrazia.
Questo è lo spirito che ANPI ha sempre voluto esprimere, anche attraverso momenti di riflessione, coinvolgendo il più possibile tutte le forze sociali, di qualsiasi parte politica purché capace di pronunciare la parola ANTIFASCISMO.
La domanda fondamentale che vogliamo porre a tutti voi che leggete questa lettera è: “Se io… (ciascuno metta il proprio nome) mi fossi trovato, in quel periodo, a vivere quella tragica situazione, con chi mi sarei schierato?”» [Anpi Ugiate Trevano]

