12 anni senza Stefano Ferrario
Il ricordo dell’attivista varesino scomparso il 3 giugno 2012 in una videointervista al missionario comboniano Piercarlo Mazza.
Il 3 giugno 2012 moriva tragicamente Stefano Ferrario, in un incidente tra la sua moto e un trattore rubato che viaggiava a luci spente. Obiettore di coscienza alla produzione bellica e antimilitarista radicale, Stefano era un “gigante di Pace”, come recita il titolo del libro che gli hanno dedicato gli amici (in primis Alex Zanotelli e Piercarlo Mazza, che ne hanno curato le due introduzioni) raccogliendo alcuni dei suoi scritti. Un gigante non solo per il suo imponente aspetto, ma anche e soprattutto per la sua statura morale, per la forte passione per la causa della giustizia che gli bruciava dentro, e che spesso lo faceva soffrire.
Proprio la sera della sua morte era stata comunicata a Stefano una prossima assunzione da parte dei Missionari Comboniani affinché potesse finalmente realizzare un desiderio a cui aveva aspirato a lungo: dedicarsi a tempo pieno all’educazione alla Pace e alla mondialità dei giovani nelle scuole e nelle associazioni locali. Nella mente e nel cuore di Stefano c’era la volontà di fondare nel Castello di Venegono Superiore un centro per la Pace, fucina dell’altro mondo possibile che egli si impegnava tenacemente a realizzare.
Purtroppo Stefano non ha avuto modo di vedere concretizzato il suo sogno, che vive però nella vocazione del Centro di documentazione Abbasso la guerra, fondato nel 2018 e intitolato proprio a Stefano Ferrario.
Le bandiere di Stefano Ferrario sventolano oggi nelle marce della pace, nelle manifestazioni contro l’industria bellica e la Nato, nei cortei per la causa popolo palestinese. I suoi libri sulla nonviolenza, il disarmo, la riconversione al civile sono alla base di una sempre più ricca biblioteca specialistica. La sua esperienza di vita viene raccontata ogni anno a decine di ragazzi nelle scuole superiori della provincia di Varese e di Como. E il suo nome e sempre pronunciato con grande affetto da chi lo ha conosicuto, a riprova che chi ha compagni non muore mai.
L’Organo di amministrazione di Abbasso la guerra ha voluto commemorare il dodicesimo anniversario della morte di Stefano pubblicanodo un’intervista finora inedita al suo grande amico, Padre Piercarlo Mazza. [Abramo Francescato, ecoinformazioni]

