La Lombardia SiCura/ 88970 firme per la sanità pubblica

Il 21 giugno 2024 si è tenuta, a palazzo Pirelli Milano, la conferenza stampa riguardante i risultati raggiunti dalla petizione La Lombardia SiCura: la numerosa rete composta inizialmente da Medicina Democratica, Osservatorio Salute, Arci Lombardia, CGIL Lombardia, SPI CGIL Lombardia e ACLI Milano è riuscita a raccogliere quasi 90mila firme, grazie anche all’interesse per la centralità della sanità pubblica che ha ottenuto anche le adesioni di diverse forze politiche e altre associazioni che ritengono fondamentale la salute come diritto imprescindibile dei cittadini.

Alle 10:30 circa sono state consegnate le quasi novantamila firme, alla presenza di quasi tutti i rappresentanti delle associazioni e gruppi promotrici. Come ha poi voluto sottolineare Vittorio Agnoletto di Osservatorio Salute nella conferenza stampa tenutasi sempre a Palazzo Pirelli subito dopo, a questo punto Regione Lombardia non può fare finta di niente: si andrà avanti con la richiesta di un referendum sulla centralità della sanità pubblica. [Matteo Ferrario e Dario Onofrio, ecoinformazioni]

Ricordiamo i punti della petizione:

1. Centro unico di Prenotazione: istituzione da parte della Regione entro il 30/6/2024 di un CUP, che dovrà disporre delle agende di tutte le strutture, pubbliche e private contrattualizzate, e di ogni specialità; sospensione dei contratti con quelle aziende private che si rifiutano di consegnare le agende al CUP. Il CUP dovrà fissare visite ed esami nel territorio di residenza (ASST) del cittadino/a richiedente.

2. Abbattimento delle liste d’attesa: a) attraverso un periodico controllo, da parte di Regione e Ats, sulle strutture pubbliche e private accreditate, per verificare: che non siano chiuse le agende, pratica vietata dell’attuale legislazione; la corretta gestione dei fondi nazionali e regionali destinati all’abbattimento delle liste d’attesa; l’assenza di qualunque pratica finalizzata a trasferire la richiesta del cittadino/a dal pubblico al privato; b) interruzione temporanea dell’intramoenia nelle strutture sanitarie che non rispettano i tempi di attesa relative alle classi di priorità indicate dai Medici di Medicina Generale; c) monitoraggio e controllo attività a pagamento delle strutture private (tempi di attesa).

3. Medici a gettone (non dipendenti): rispetto rigoroso della legislazione e delle delibere che prevedono la soppressione della pratica del medico a gettone sotto qualunque forma si realizzi. Stabilizzazione a tempo indeterminato del personale sanitario precario, assunzione di medici, infermieri e ostetriche, riconoscimento e valorizzazione, anche economica, a partire dal contratto nazionale, del lavoro di tutti gli operatori sanitari.

4. Residenze Sanitarie Assistenziali e anziani: miglioramento dell’insieme dei servizi per anziani: case popolari dignitose, assistenza domiciliare, servizi vicini a casa (negozi, ambulatori, attività culturali e sportive), piccole residenze comunitarie. Per le persone ospitate nelle RSA e nelle ASP prevedere che la copertura dei costi sanitari sia tutta a carico di Regione, sgravando le rette alle famiglie da qualunque costo sanitario (almeno 50% retta), così come prevedono le leggi sui Livelli di assistenza. Monitoraggio delle cure e della loro appropriatezza anche al fine di individuare eventuali pratiche coercitive. Istituzione da parte della Regione di un sistema di indicatori di qualità e pubblicazione periodica dei risultati.

5. Servizi Territoriali: diffusione e potenziamento dei servizi territoriali dotandoli di tutte le risorse, il personale e le professionalità necessarie alla qualità del loro lavoro, e in particolare: consultori pubblici e servizi dedicati alla tutela della salute sessuale e riproduttiva delle donne, servizi di salute mentale, servizi di medicina del lavoro per la riduzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, servizi di prevenzione, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente.

Guarda tutte le foto di Matteo Ferrario, ecoinformazioni

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