Lettera aperta al nuovo prefetto di Como

«Premetto che molti, me compreso, hanno già scritto al Prefetto che l’ha preceduta e al Sindaco della Città di Como riguardo a questa questione. Premetto che è una situazione che si trascina da anni e che Lei, senza dubbio, ha vissuto durante i Suoi precedenti incarichi istituzionali a Como.

Domenica 8 settembre , passando per San Rocco verso le ore 13 sotto la pioggia battente, ho visto una ventina di persone, in gran parte provenienti da altri Paesi, rifugiate sotto le tettoie di quelle ex attività commerciali all’angolo tra la Napoleona e Via Teresa Rimoldi. Mi permetta di dire che in quel momento non mi sono sentito né cittadino della ricca Como né cittadino italiano. Mi sono chiesto se qualcuno dei politici che erano a Cernobbio al Forum Ambrosetti, tornando a casa nelle loro auto, li abbia notati…

Mi permetto di affermare che non si possono più lasciare queste persone, che hanno trascorso la notte, come tante altre, dormendo sotto qualche colonnato di una chiesa o in qualche altro riparo, in condizioni così precarie, esposte alla pioggia, al freddo, al vento, con un clima che preannuncia ormai l’inverno.

Non volendo soffermarmi su discorsi riguardanti l’etica e l’umanesimo, pur importanti e necessari, desidero sottolineare a Lei, rappresentante della Repubblica a Como, questa situazione in base ai principi della nostra Carta Costituzionale.

Mi riferisco agli articoli della nostra Costituzione, spesso citati nel corso dell’anno, in particolare all’articolo 3, che afferma: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”. E all’articolo 10, che recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica…”. Diritto di asilo che, aggiungo e penso sia sottointeso, va garantito nel rispetto della dignità della persona.

Mi permetto inoltre di farLe notare che in queste condizioni non si trovano solo stranieri, ma anche numerosi italiani, tra cui diverse donne.

Penso che questa situazione, e credo che Lei sia d’accordo, debba essere risolta. Non è accettabile lasciare persone in queste condizioni. Non è in questo modo che si realizza una città civile, solidale e inclusiva.

Mi sembra che questa realtà contrasti con i principi della nostra Costituzione, che Lei è chiamato a far rispettare.

Consideri quanti spazi vuoti ci sono nella nostra città: dai luoghi comunali ai molti vani di proprietà del Comune, un patrimonio di tutti noi cittadini, ora gestito dall’ALER. Case e spazi vuoti che, se adeguatamente sistemati, potrebbero offrire un tetto e restituire dignità a molte persone.

Anche la casa, come ha ribadito più volte la Corte Costituzionale, è un diritto di tutti.

Confido che nel Suo nuovo incarico queste problematiche, che coinvolgono molte altre tematiche come la solidarietà e la sicurezza, specialmente quella sociale, siano prioritarie nella Sua agenda.

Mi creda, in queste condizioni, sotto la pioggia battente o in ogni caso per strada, non si possono lasciare delle persone. Sottolineo: persone.

Non è questo che molti cittadini di Como desiderano per la loro città, che vanta comunque numerosi esempi di volontariato e di impegno sociale, e che, se coinvolta, credo sia disposta a fare ancora di più la propria parte.

La Costituzione, che Lei rappresenta, non è certo allineata con queste situazioni.

Sicuro del Suo intervento, Le porgo i miei auguri di buon lavoro». [Luigi Nessi, Sinistra Italiana Como]

About The Author

Ecoinformazioni è un circolo Arci

Anche ecoinformazioni in Pressenza

Scopri di più da [Arci - Giornalismo partecipato]

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere