AVS/ Sanzione fa rima con repressione

I senatori di Sinistra Italiana AVS Tino Magni e Giuseppe De Cristofaro hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Interno e al Ministero della Difesa, che pubblichiamo per intero, dopo la sanzione che ha colpito Marco Borrella, apicoltore, durante il mercato di Desio del 14 ottobre, “reo” di aver esposto uno striscione pacifista contro il genocidio a Gaza. «L’Italia sta diventando sempre più un paese di polizia. E questo prima ancora che diventi legge il Decreto Legge sulla Sicurezza proposto dalla destra dove, addirittura, viene criminalizzato il disagio sociale e il dissenso».

«Dopo le identificazioni indiscriminate per chi partecipa a manifestazioni, oggi siamo arrivati alla multa per uno striscione. Il tutto è avvenuto al mercato di Desio, in provincia di Monza e Brianza, dove un apicoltore è stato multato dai Carabinieri perché sul suo banchetto aveva esposto uno striscione pacifista con su scritto ‘Stop bombing Gaza, stop genocide’. Una multa di 430 euro per ‘propaganda politica non autorizzata’, una cosa assurda. Le forze dell’ordine però, dovrebbero sapere che in Italia vige una Costituzione che tutela la libertà di pensiero e il diritto di manifestarlo pubblicamente. All’articolo 21 c’è scritto che ‘tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’. Forse sarebbe il caso di fare un piccolo ripasso. Su questa brutta repressione del dissenso ho presentato una interrogazione. Esprimo solidarietà all’apicoltore Marco Borella e alla sua battaglia per la pace in Medio Oriente». Lo afferma il sentore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

«Interrogazione scritta al Ministro dell’Interno e al Ministro della Difesa.
MAGNI, DE CRISTOFARO
Premesso che:
da notizie di stampa si apprende che nella giornata del 14 ottobre u.s. a Desio, in Brianza, durante il mercato settimanale nell’Area Mercato Desio Sud in via Prati, Marco Borella, un apicoltore di Caslino d’Erba (CO) dell’azienda agricola “Api e Nanni”, che presenziava – munito di regolare licenza – con il suo banco al mercato, è stato multato per aver esposto uno striscione, apposto frontalmente sul banco di vendita, nel quale si leggevano le seguenti parole: “Stop bombing Gaza Stop genocide”;
la sanzione di 430 euro è stata contestata da due Carabinieri, i quali inizialmente avrebbero intimato all’apicoltore di togliere lo striscione che a loro dire avrebbe costituito propaganda politica non autorizzata, mostrando sul cellulare all’uomo il testo del comma 4 bis dell’articolo 23 del Codice della Strada e paventando il rischio di sequestro del banco e di incorrere in sanzioni penali più gravi qualora avesse rifiutato la rimozione dello striscione. In seguito al rifiuto manifestato dall’apicoltore avrebbero telefonato e fatto intervenire un terzo collega di grado superiore, in presenza del quale, e sotto sua dettatura, uno dei primi due ha compilato il verbale, nel quale non si fa più riferimento al comma 4-bis ma ai commi 1 e 11 del suddetto articolo 23 C.d.S.
in sostanza quindi nel verbale sarebbero contestate più violazioni del Codice della Strada relative all’articolo 23 C.d.S. il quale impone il divieto di collocare insegne, cartelli, manifesti, impianti di pubblicità o propaganda, segni orizzontali reclamistici, sorgenti luminose, visibili dai veicoli transitanti sulle strade, che per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possano ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possano renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione. Il tutto nonostante il fatto che lo striscione fosse esposto alle spalle della strada e rivolto verso il centro del piazzale del mercato interdetto alla circolazione e che dunque in nessun modo possa aver turbato o distratto gli utenti della strada;  
considerato che, se confermato, l’accaduto costituirebbe un pericoloso antecedente, rappresentando l’operato delle forze dell’ordine intervenute, un vero e proprio abuso di potere e nei confronti dell’apicolture si sarebbe verificata una pericolosa e inaccettabile limitazione al suo diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Evidente in tal caso la violazione degli articoli 2 e 21 della Costituzione;
considerato inoltre che, anche se l’uomo, come si apprende dai giornali, procedesse per vie legali e impugnasse vittoriosamente la sanzione comminata, difficilmente potrà tornare ad esporre lo striscione contestato liberamente e senza paura di una nuova sanzione;
a parere dell’interrogante, è opportuna una netta presa di distanza da parte delle Istituzioni competenti con riguardo a episodi, come quello accaduto a Desio, di palesi abusi di potere da parte delle forze dell’ordine in violazione ai diritti fondamentali costituzionali, come di certo è quello di manifestare liberamente il proprio pensiero politico.  
Tutto ciò premesso e considerato, si chiede di sapere:
se il Ministro interrogato sia a conoscenza della vicenda di cui in premessa; se non ritenga opportuno intervenire nel caso descritto per verificare la legittimità dell’operato delle forze dell’ordine intervenute e nel caso siano accertate violazioni ai propri doveri professionali e/o un uso abnorme del potere pubblico, attivarsi affinché si intervenga nei loro confronti anche a livello disciplinare; come intenda intervenire per garantire nel Paese un clima di sereno confronto democratico nel quale a ciascun cittadino sia consentito di manifestare liberamente il proprio pensiero politico
».

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