Video e testi/ Corridoi umanitari/ Salvezza per pochi
I corridoi umanitari sono le vie legali e sicure per arrivare in Italia da Paesi nei quali gli interessi dell’Europa determinano guerre, catastrofi ambientali, fame. Sono cunicoli strettissimi dai quali meno di 5000 persone sono riuscite a passare grazie a un salvacondotto (un visto d’ingresso) rilasciato dal 2015 a oggi dai recalcitranti governi italiani che centellinano la possibilità di arrivare in Italia in modo legale favorendo di fatto le rotte dei mercanti di morte e della strage dei migranti nel percorso impossibile verso l’Europa.
Sono percorsi legali con i quali i pochissimi “fortunat3” viaggiano in aereo, per una volta considerati persone. Ma già all’arrivo il governo li abbandona e sono organizzazioni umanitarie a accoglierli e a pagarne interamente i costi della sopravvivenza e dell’inserimento in Italia. I corridoi umanitari sono infatti possibili grazie a Arci, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche e Tavola Valdese, Istituto Buddista Italiano che in assenza di qualsiasi aiuto economico del governo sostengono interamente i costi della permanenza in Italia delle persone arrivate. A Como questo nobile vitale compito è assicurato dalla Parrocchia di don Giusto e dalla Chiesa Valdese. Nella serata del 13 novembre nel Teatro nuovo di Rebbio hanno avuto la parola quattro famiglie accolte nell’oasi di umanità di don Giusto. Nei loro racconti – tradotti in modo efficace e partecipato dal mediatore culturale nigeriano Mark Yohana – la tragedia di una via crucis durata anni per giungere poi a essere “fortunatamente” beneficiari della possibilità di arrivare in Italia legalmente. A esse si sono aggiunte nella serata, seguita da oltre 100 persone nel Teatro Nuovo di Rebbio, le voci, coordinate da Michele Luppi che ha anche illustrato sinteticamente la situazione geopolitica del Sahel, di Annamaria Francescato che ha introdotto per Csf, Anne Zell, Silvia Turati operatrice umanitaria in Libano, Gianpaolo Rosso, Giusto Della Valle. Presto on line le foto di Fabio Cani e Matteo Ferrario, ecoinformazioni.
Testi di tutti gli interventi.

