Rapinese aliena l’accoglienza
Il Comune di Como, la maggioranza di destra civica che ora lo amministra, intende alienare diverse proprietà, lo farà prossimamente. Tra queste c’è anche un luogo storico per la nostra città, il centro di via Sacco e Vanzetti che ha ospitato nel tempo tante persone provenienti diversi vari paesi in guerra o vittime della fame causata dalle politiche coloniali dei paesi ricchi.
Penso che ricorderete tutti: libanesi, kossovari, africani di vari paesi e tante altre persone. Persone che avevano scelto la nostra città quale luogo di transito per poi passare in altre parti della Fortezza Europa. Ora questo luogo di “memoria”, ma comunque di reale accoglienza, la Giunta Rapinese lo vuole vendere. Penso sia una scelta sbagliata, come fu sbagliato chiudere il Centro di via Sacco e Vanzetti per poi lasciarlo abbandonato per anni. Il sindaco e la sua Giunta monocolore non vedono i diritti negati in questa città, tutte le persone costrette a viverla anche di notte, anche d’inverno, in giacigli improvvisati? Non vedono le persone che giungono a Como alla ricerca di una vita migliore e che non trovano accoglienza in una delle città più ricche del pianeta ma insensibile? Alienare, svendere quel luogo è una scelta non condivisibile, una scelta che una città “Messaggera di pace” non può compiere. Non è possibile citare di esserlo e non realizzare nulla che a questo prestigioso titolo corrisponda. Tale ingiusto e egoista comportamento stride con la storia di Como e delle tante persone impegnate per una città aperta e accogliente. Insulta la memoria di chi per questo ha addirittura pagato con la vita e le tante associazioni che operano quotidianamente sul territorio. Perché non dare alla città solidale quel luogo da gestire e da fare vivere? Questa sarebbe la scelta giusta da fare. Io spero che ci si confronti su questa ipotesi in Consiglio comunale, per fare prevalere la forza della ragione. [Luigi Nessi, ecoinformazioni]

