Aria/ Como turistica, ma non respirabile
Legambiente Como, nel rilanciare il comunicato stampa di Legambiente Lombardia, sottolinea la particolare situazione della città di Como che, pur evidenziando miglioramenti rispetto agli anni scorsi, presenta concentrazioni di inquinanti superiori ad altre città situate in zona pedemontana come Lecco e Varese.
«Le concentrazioni di polveri sottili PM10 e PM2,5, pur ritenute come valore complessivo per tutto il 2024 al di sotto delle soglie previste dalla norma vigente, superano ampiamente i valori cui dovremmo adeguarci in base alle indicazioni europee e soprattutto si discostano dalle linee guida dell’OMS per ridurre l’impatto sulla salute. Questo vale anche per la presenza di altri inquinanti non citati nel comunicato, come il biossido di azoto e le concentrazioni nei mesi estivi di ozono.
Segnaliamo che abbiamo iniziato il 2025 già con un superamento delle concentrazioni di PM10 e PM2,5. La centralina ARPA di Viale Cattaneo ha misurato infatti il 1 Gennaio 56 microgrammi/mc di PM10, con un forte incremento tra il 31 dicembre e il primo giorno del 2025. Oltre alle condizioni meteorologiche e al traffico possiamo ipotizzare, come causa di questo aumento, l’effetto dei botti e dei fuochi d’artificio di fine anno.
La strada affinché la Lombardia cessi di essere la regione più inquinata d’Europa è ancora lunga nonostante i miglioramenti rispetto al passato e anche chi amministra Como dovrebbe con maggiore convinzione adottare provvedimenti utili per tutelare la salute dei propri cittadini». [Enzo Tiso, presidente Circolo “Angelo Vassallo” – Legambiente Como]

