Sconcerto e richiesta smentita per l’articolo de La provincia
Sindacati, partiti, associazioni, reti, organizzazioni rappresentative di una parte rilevante della comunità comasca sono indignate e sorprese per la cronaca de La provincia dei reati commessi dalle camicie nere il 27 aprile a Dongo. Chiedono al direttore del quotidiano una rettifica che riaffermi con chiarezza il valore antifascista di Dongo e del 25 Aprile.
«Lettera aperta al Direttore del quotidiano La Provincia sui fatti di Dongo. Egregio direttore, abbiamo letto con sconcerto l’articolo pubblicato il 28 aprile 2025 riguardo i fatti accaduti a Dongo. Riteniamo inaccettabile che un luogo simbolo della Resistenza e della Liberazione venga raccontato come teatro di una semplice “nostalgia” fascista. Dongo è parte viva della memoria antifascista del nostro Paese, è il luogo in cui si è chiusa una delle pagine più buie della nostra storia, grazie al coraggio di chi scelse la libertà contro l’oppressione.
Minimizzare, come il vostro articolo fa, il saluto romano — gesto che rappresenta l’adesione a un regime criminale — a una manifestazione nostalgica, significa assolvere chi si richiama apertamente al fascismo e offendere la memoria delle vittime di quella dittatura, ignorare il sacrificio di chi ha combattuto per la libertà e tradire i valori scolpiti nella nostra Costituzione.
La scelta del suo quotidiano, voce importante del nostro territorio, di catalogare invece la commemorazione al Duce di ieri come consuetudinaria è una scelta poco rispettosa della responsabilità civile che il giornalismo ha. Nell’articolo leggiamo: «è stato chiamato l’attenti e all’appello dei gerarchi c’è stato il consueto “presente” accompagnato dal saluto romano». E ancora «il gruppo si è sciolto dirigendosi verso Giulino di Mezzegra per l’altrettanto consueta commemorazione di Benito Mussolini».
Etichettare come consuetudinario un gesto penalmente rilevante è una scelta che consideriamo scellerata da parte di chi dovrebbe raccontare il territorio, i suoi eventi e le sue tradizioni in modo imparziale e professionale.
Fa sorridere che il giornalista mostri fastidio non per la parata neofascista ma per qualche manifestante antifascista che «è andato oltre, salendo con bandiere e fischietti sul Monumento dei Caduti». Se c’è qualcuno che “è andato oltre”, che ogni anno continua a voler andare oltre quella che è la verità storica della sconfitta totale del nazifascismo, sono proprio quei nostalgici neofascisti che abbiamo visto sfilare ieri e non certo chi manifesta a difesa della verità, della libertà e della democrazia, affinché queste provocazioni surreali evocative di ideali liberticidi non vengano più consentite. Bisognerebbe invece invitare chi scrive ad aggiornarsi in maniera adeguata evitando di dare notizie false: l’articolo riporta che l’evento è «consentito da sentenze di Cassazione che ammettono il saluto romano», si dà qui una notizia falsa. Nel 2024 una sentenza a sezioni riunite della Cassazione, la n. 16153 ha stabilito che il saluto romano e la chiamata al presente costituiscono fatto punibile ai sensi dell’art.5 della Legge Scelba in presenza di specifici requisiti tutti presenti nell’ipotesi di Dongo, questo è quanto chi rispetta i propri doveri di cronista e rispetta i propri lettori, avrebbe dovuto scrivere.
Per questo chiediamo una rettifica, chiediamo che venga riaffermato con chiarezza il valore antifascista di Dongo e del 25 Aprile.
Chiediamo che un giornale che si rivolge a una comunità democratica prenda posizione senza ambiguità a difesa della democrazia, della libertà e della Costituzione nata dalla Resistenza.
Non esistono nostalgie innocenti del fascismo, il fascismo è stato ed è negazione della democrazia, dei diritti, della dignità delle persone.
Non può esserci spazio, in una narrazione giornalistica responsabile, per l’assoluzione o la minimizzazione di simboli e gesti che oltraggiano la memoria collettiva.
Confidiamo che “La Provincia” voglia onorare questo impegno, nella verità dei fatti e nel rispetto della storia». [Anpi provinciale Como, Comitato per l’80mo della Liberazione, Cgil Como, Cisl dei Laghi, Uil del Lario, M5s, Pd, Avs, Prc/Se, Comitato referendum cittadinanza, Arci, Acli, Auser, Rete Como senza frontiere, Istituto di storia contemporanea P. A. Perretta].

