Neofascismo a Dongo, tra “orticaria” e delinquenza

Ignazio La Russa, Presidente del Senato della Repubblica italiana – e non di quella di Salò – ha dichiarato che: «A Dongo c’erano 100 persone che ricordavano dei morti. Facevano bene? Facevano male? E’ questo il loro modo per esprimere il loro sentimento? Potevano urtare altri? Tutto è possibile. Ma, grazie a Dio, non c’era odio e non c’era violenza.»

Al di là dello sconcerto che va ben oltre ogni “urto sentimentale” o irritazione primaria, stupisce che la seconda carica dello Stato ignori le motivazioni della Sentenza di Cassazione a Sezioni Unite in materia di “saluto romano”, nonché le disposizioni in materia di occupazione stradale di cui all’art. 14 del DDL Sicurezza recentemente approvato.
Infatti:

  • 100 persone ” che ricordano dei morti” sono e restano un’adunata anche se autorizzata;
  • 100 persone sono state convocate come ogni anno da diverse associazioni, movimenti o gruppi che rientrano tra quelli di cui all’art.604 bis secondo comma cod.pen.;
  • 100 persone come ogni anno hanno ripetuto il rito di “commemorazione” con il saluto romano “presente” e pertanto in tal modo integrano quel delitto, di pericolo presunto, previsto dall’art. 2, comma 1, d.I. n. 122 del 26 aprile 1993, convertito dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, riconosciuto nella sentenza delle Sezioni Unite in materia in quanto “espressiva di manifestazione propria o usuale delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’art. 604-bis, secondo comma, cod. pen.
  • 100 persone hanno violato le disposizioni che vietano ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attivita’, e’ punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni.(art.604bis)
    -100 “persone riunite” hanno occupato una strada, un suolo pubblico, impedendo la circolazione e, pertanto, non dovrebbero aver violato l’art. 14 DDL Sicurezza “relativo all’impedimento della libera circolazione su strada” che prevede la pena della reclusione da sei mesi a due anni se il fatto e’ commesso da piu’ persone riunite”?
    Di conseguenza signor Presidente La Russa non si tratta né di presunta assenza di odio, né di opinabile mancata manifestazione di violenza attiva, né tantomeno di suscettibilità emotiva. Non c’è nemmeno da ringraziare Dio o di nominarlo ancora una volta…invano, piuttosto sarebbe suo dovere far rispettare le leggi, anche quelle ordinarie, anche quelle repressive da voi tanto desiderate, oltre che, come dovrebbe essere da parte di un “uomo delle istituzioni”, dare il suo dovuto rispetto alla Costituzione italiana antifascista sulla quale lei stesso ha giurato! [Grazia Villa, ecoinformazioni]

[Foto di copertina Alle Bonicalzi, ecoinformazioni]

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