Salario minimo a 10 euro, firme ignorate

Denuncia Prc sulla sua proposta di iniziativa popolare del salario minimo a 10 euro. Analoga difficoltà si osserva per la proposta parlamentare sempre sul salario minimo del centrosinistra. «Il governo straccia le firme per il salario minimo a 10 euro. Il centro sinistra tace di fronte allo scempio di democrazia. Nel novembre del 2023 la campagna di raccolta firme a sostegno della Lip per il salario minimo legale a 10 euro promossa da Unione popolare e dal Partito della Rifondazione Comunista giunse al termine con la sottoscrizione di più di 70.000 persone in tutta Italia. Nella provincia di Como furono 1000 le firme raccolte per introdurre un salario minimo legale di 10 euro/ora, indicizzato al costo della vita e interamente a carico dei datori di lavoro. Mille persone che accorsero a firmare, apprezzando anche il nostro progetto come capace di proposte politiche concrete, vicine ai bisogni e alle necessità di chi lavora e di chi un lavoro giustamente retribuito lo cerca disperatamente.


Noi, nonostante quello che è successo in Parlamento e che raccontiamo di seguito, continuiamo a pensare che le centinaia di conversazioni avute raccogliendo le firme siano la premessa per una pratica di democrazia e partecipazione che, partendo dalla richiesta dei cittadini e delle cittadine, porti al centro del dibattito politico, oltre al tema di un salario dignitoso, anche quello della sanità pubblica, della scuola, delle pensioni, della sicurezza sul lavoro». [Prc Como]

«Ignorata nella X commissione del Senato la proposta di legge di iniziativa popolare per il salario minimo

È trascorso un anno e mezzo dalla consegna al Senato della Repubblica di oltre 70 mila firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per un salario minimo di 10 euro l’ora indicizzato all’inflazione e con il costo a carico delle imprese.

Nel frattempo, i bassi salari italiani, tra i più bassi d’Europa, rappresentano la vera emergenza del nostro paese nel quale le retribuzioni continuano a perdere valore reale mentre nella maggior parte dei paesi dell’Ocse sono cresciute, spesso significativamente.

Le magnifiche sorti dell’occupazione raccontate dalla Presidente del Consiglio nascondono una realtà fatta di milioni di lavoratrici e lavoratori che ricevono stipendi che li collocano sotto la soglia di povertà; di crescita, questa sì eccezionale, del lavoro precario e part time, spesso obbligato, senza diritti e malpagato;

Di fronte al dramma che condanna alla povertà milioni di lavoratori. Il governo delle destre si oppone strenuamente all’introduzione di un salario minimo mentre taglia le spese sociali, le pensioni e destina al contratto dei pubblici dipendenti un terzo delle risorse necessarie per il solo recupero dell’inflazione.

Intanto non possiamo non denunciare il fatto grave accaduto nella decima commissione del Senato, dove era calendarizzata la discussione su tre proposte di legge sul salario minimo, tra cui quella di iniziativa popolare presentata da Unione Popolare.

In realtà hanno potuto partecipare alla discussione, durata diverse sedute, solo i sostenitori delle due proposte di iniziativa parlamentare mentre ai promotori di quella sostenuta dalle firme di decine di migliaia di cittadine e cittadine non è stata concessa neppure un’audizione.

Così la Commissione è arrivata alla scelta di un testo base, la proposta di legge 957, presentata originariamente dall’opposizione di centrosinistra e successivamente svuotata dal governo, senza prendere in nessuna considerazione la nostra proposta.

Denunciamo con forza quanto accaduto senza che l’opposizione parlamentare si sia sentita in dovere di denunciarlo e opporsi. È uno schiaffo alla democrazia e un segno di disprezzo intollerabile verso le cittadine e i cittadini che si sono mobilitati nel sostegno a questa legge confidando in una possibilità di partecipazione democratica che invece viene brutalmente negata». [Antonello Patta, Prc-Se]

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