Al Gloria il 5 giugno/ Testimonianze dirette di obiettori e attivisti per i diritti umani in paesi in guerra
Giovedì 5 giugno 2025 alle 21, allo Spazio Gloria in via Varesina 72 a Como, Arci Como, Donne in nero Como e Coordinamento comasco per la Pace invitano all’icontro Signornò con chi dice no alla militarizzazione e alla guerra. Obiettor3 dai paesi in guerra per la Pace contro l’orrore di tutte le guerre e il militarismo che distrugge democrazia, diritti, ambiente, futuro, popoli.
Interverranno: Yuval Dag, obiettore di coscienza israeliano (Refusers Solidarity Movement), Raffaella Chiodo Karpisnsky, saggista e giornalista, attivista per i Diritti umani, collaboratrice di Avvenire; Mariam Pesvianidze, regista e giornalista, attivista contro la guerra e per i Diritti umani.
L’icntro sarà un’occasione per riflettere, ascoltare testimonianze dirette e rafforzare il nostro impegno per la Pace contro la militarizzazione della società e contro le armi.
Arci, Din, CcP
Yuval Dag è un cittadino israeliano di 20 anni. Contrario all’occupazione israeliana della Palestina, quest’anno ha passato più di due mesi in prigione per essersi rifiutato di svolgere il servizio militare. Fa parte di Mesarvot, una rete di supporto per giovani obiettori di coscienza che si rifiutano di prestare servizio militare nell’esercito israeliano. Ci parla da un moshav nel Sud di Israele, a pochi chilometri da Gaza. Mentre parliamo si sentono le bombe che cadono sulla Striscia: una è talmente forte da far tremare i muri della sua casa. Come per tutti i cittadini israeliani, per Yuval il massacro compiuto da Hamas dello scorso 7 ottobre è stato un trauma: soprattutto dal momento che conosceva personalmente diverse persone uccise dai miliziani di Hamas. Ma come oppositore dell’occupazione e difensore dei diritti umani dei palestinesi, è convinto che bombardare e mettere sotto assedio Gaza non sia la soluzione.
Dag, qual è la sua posizione, e la posizione di Mesarvot, sull’escalation di violenza iniziata lo scorso 7 ottobre con l’attacco di Hamas, e continuata con il bombardamento della Striscia di Gaza da parte di Israele?
Come Mesarvot riteniamo che ciò che Hamas ha compiuto sia semplicemente orribile, riprovevole e da condannare fermamente. Condanniamo ciò che è accaduto e non lo riteniamo in alcun modo giustificabile. Ma pensiamo anche che sia necessario guardare al contesto storico e considerare l’assedio che Israele ha imposto su Gaza per anni, e riteniamo che anche i bombardamenti su Gaza siano altrettanto orribili e da condannare. Condanniamo l’uccisione di vite innocenti in qualsiasi luogo. Al contempo conosco persone che sono state uccise nell’attacco di Hamas, e vedo l’attacco come il nostro 11 Settembre. Ma, ripeto, credo che sia molto importante guardarlo in un contesto storico: stiamo parlando di una popolazione, quella di Gaza, in cui la maggior parte dei bambini ha una diagnosi di PTSD [uno studio del 2021 ha rivelato che il 91% dei bambini di Gaza soffre di qualche forma di trauma legata al conflitto], che vive senza acqua potabile. E che ciò che i palestinesi di Gaza chiedono non è qualcosa di radicale. Nessuno vuole vivere in quelle condizioni. Per questo credo che parte di questo sangue grondi dalle mani del governo israeliano e dell’occupazione. Penso anche che non si risolverà nulla con un’altra Nakba, come quella che è in corso a Gaza. Quanto ad Hamas? Hamas rappresenta un lato estremo della lotta per la liberazione della Palestina, non rappresenta tutto quello che è la lotta per la Palestina, e molti palestinesi condannano ciò che ha fatto Hamas. Per questo motivo credo che, per quanto l’attacco di Hamas sia stato brutale e disumano, non toglie legittimità e rilevanza alla lotta di liberazione. [Da left]
Per Mariam Pesvianidze, una regista georgiana nata e cresciuta in Russa e da diversi anni stabilitasi Tbilisi, la gentrificazione di Tbilisi è l’altra faccia del governo del Sogno georgiano. “Stanno gradualmente riportando gli schemi di corruzione ai più alti livelli del potere. Questo vale anche per tutti i tipi di progetti urbani”, spiega Mariam. “Da fuori la città ha cominciato ad apparire migliore, il sindaco ha sostituito i vecchi bus e riqualificato alcuni parchi. Ma si tratta della superficie, in realtà sono ancora tante le questioni irrisolte legate alla corruzione e al nepotismo”. [Da gariwo.net]
Raffaella Chiodo Karpinsky, autrice freelance di articoli e pubblicazioni su temi di politica e cooperazione internazionale, lotta al razzismo, sport come strumento di inclusione dei rifugiati, promozione della salute. E’ stata autrice e ha curato: il volume e la relativa mostra “Il Contributo Italiano alla lotta all’Apartheid” insieme a Vincenzo Curatola; la mostra “E’ tutto in gioco” che attraverso episodi e personaggi racconta come il razzismo si è manifestato nello sport e come lo sport può essere utile per combattere il razzismo nella società realizzata nell’ambito del Progetto Europeo “Towards a European Sport Diplomacy”; il libro “Apolidi nell’ordine cinico del mondo” insieme a Patrizia Salierno; la pubblicazione “Persone più attive per un mondo migliore –che contiene il Piano D’azione Globale sull’Attività Fisica dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per conto della UISP; la pubblicazione- fotoracconto “Mosca agosto 1991” che ripercorre i giorni del colpo di Stato. Autrice della trasmissione radiofonica Siamo noi la Terra su RADIOARTICOLO1 dedicata alle culture e storie dei migranti. Per oltre trent’anni ha lavorato per ong e istituzioni italiane e internazionali nella cooperazione internazionale occupandosi in particolare di paesi dell’Africa Australe e del Medio Oriente. È stata osservatrice nei processi di pace ed elettorali in Sud Africa, Mozambico, Angola, Russia e Ucraina. Dal 2009 collabora con la UISP in progetti europei e nazionali in qualità di esperta in materia di lotta al razzismo, Grassroots Sport Diplomacy) e di promozione della salute attraverso lo sport e l’attività fisica. Tra il 2021 e 2022 ha coordinato l’Osservatorio Nazionale contro le discriminazioni nello Sport , progetto della UISP in collaborazione con l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali). E’ membro eletto del board della rete europea FARE (Football Against Racism in Europe) con la quale durante i Mondiali di calcio del 2018 ha collaborato alla realizzazione di eventi con associazioni e gruppi della società civile russa sui temi dei diritti umani, razzismo, di genere nella Diversity House a Mosca. Dal 2021 fa parte della Consiglio degli esperti per la giuria del Premio internazionale di giornalismo Fetisov Journalism Awards destinato a giornalisti di ogni parte del mondo che con le loro storie innovative sui diritti umani e pace contribuiscono a cambiare il mondo. Da tempo impegnata nella promozione della conoscenza della società civile che in Russia si esprime contro la guerra e contro l’oppressione delle libertà di espressione e informazione del regime di Putin. Per questo dall’inizio dell’aggressione della Russia all’Ucraina pubblica articoli ed editoriali sul quotidiano Avvenire e ha pubblicato il libro Voci dall’atra Russia. [Da Forum of mediterranean women jornalist]
Ingresso libero/ Gli interventi degli ospiti saranno tradotti in italiano.


