Accoglienza a Albate/ Lettera aperta al prefetto


«Al prefetto di Como
. Mi permetto di scriverle pubblicamente per invitarla a promuovere, insieme ai responsabili della Croce Rossa, un momento di informazione e confronto con la cittadinanza del quartiere di Albate in merito al trasferimento delle persone dal campo Cri di Lipomo. Questa notizia, che ritengo sia veritiera e imminente, non è stata a oggi ufficializzata e condivisa. Ciò porta inevitabilmente a innescare discussioni, malumori e opposizione di una parte delle persone che vivono a Como Albate. 

Di quante persone stiamo parlando? Quando arriveranno ad Albate in via Al piano e da chi verranno gestite?
Spero vivamente che queste persone non vengano “ghettizzate”, che gli si dia la possibilità di imparare la nostra lingua e di poter condividere la vita del quartiere. Perché Albate ha una lunga storia di accoglienza e di condivisione a partire dai tantissimi meridionali giunti tanti anni fa fino ai libanesi negli anni Novanta. Ciò è stato possibile grazie agli albatesi, alla Cooperativa, alla chiesa locale e alle tante associazioni di quartiere. Un impegno che in tante forme continua tuttora. Proprio per questo è indispensabile la convocazione di un incontro con i residenti del quartiere per avere maggiore consapevolezza e accogliere meglio. Parafrasando Gaber la libertà è partecipazione. Mi auguro valuterà questa richiesta pubblica e le auguro buon lavoro». [Luigi Nessi, Sinistra Italiana Como]

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