19 giugno/ Csf/ Volantinaggio a Porta Torre
Volantinaggio giovedì 19 giugno dalle 9,30 – 10 al mercato di Como [Porta Torre, piazza della Pace, già nota come piazza Vittoria].

Perché Como lascia sola la città gemella di Nablus?
La città di Como è gemellata con la città palestinese di Naplus. Questo gemellaggio è
stato avviato nel 1988 allo scopo di promuovere amicizia, conoscenza e dialogo attraverso
iniziative comuni nei settori culturale, sociale, educativo, turistico e sportivo.
Oggi, mentre Nablus viene distrutta, la voce della comunità comasca tace.
Partecipiamo alle iniziative per la Pace e i diritti del popolo palestinese Sabato 21 giugno, Roma: manifestazione nazionale contro la guerra, contro il riarmo dell’Europa e per i diritti dei popoli.
Domenica 22 giugno, ore 18, Como piazza Verdi: La musica contro il silenzio contro l’apartheid e il genocidio in Palestina.
Oltre ogni limite
La Palestina e la fine dell’umanità.
In questi giorni, in questi mesi, in questi anni si sta consumando una vera e propria apocalisse, a poca distanza dalle nostre vite privilegiate, a fronte di una diffusa indifferenza, tanto più evidente ed esibita man mano che si salgono i livelli delle responsabilità politiche e governative.
La distruzione del popolo palestinese, delle sue aspirazioni e dei suoi diritti non è forse la più ingente tragedia della contemporaneità in termini numerici (le guerre dimenticate in Africa e in Asia assommano centinaia di migliaia di morti, dal Sudan al Myammar), ma certo è quella che più di altre indica il totale disinteresse per le conseguenze delle peggiori politiche di dominio da parte del mondo occidentale.
Nella tragedia del popolo palestinese – che certo non è iniziata il 7 ottobre 2023 – si evidenziano gli esiti delle pratiche colonialiste, delle logiche militari più spinte, del disprezzo per tutte le regole del diritto internazionale (umanitario, di pace, di guerra). Alle decine di migliaia di morti si aggiunge il consapevole azzeramento di tutte le strutture
indispensabili per la sopravvivenza della popolazione civile (dagli ospedali ai laboratori per la panificazione, dalle abitazioni alle istituzioni culturali); le scelte dello stato di Israele costringono un intero popolo, nella Striscia di Gaza, ma anche nella Cisgiordania occupata, a una stentata sopravvivenza, quando non a una morte certa.
Ormai è vietato anche portare aiuti: si impedisce la distribuzione di cibo, medicinali e altri generi di sussistenza da parte delle agenzie internazionali, si contrasta ogni singolo intervento umanitario, che l’esercito israeliano – con la complicità degli stati confinanti e alleati – stronca anche negli spazi internazionali, come il mare aperto, si spara deliberatamente sulle persone costrette ad attendere una parvenza di aiuti alimentari.
Il blocco dell’imbarcazione della Freedom Flotilla e l’arresto delle persone a bordo sono solo il simbolo della totale degenerazione della situazione; le centinaia di vittime affamate e falciate dal fuoco dell’esercito israeliano sono l’effetto di una precisa volontà di sterminio, a qualsiasi costo e con ogni mezzo; il silenzio dei governi del mondo occidentale è il segno della cieca complicità nei confronti del genocidio che si sta perpetrando sotto gli occhi di tutti.
E intanto altre guerre vengono scatenate, altre distruzioni vengono perpetrate, la volontà di dominio si espande e azzera persino la possibilità di comprendere quello che sta succedendo.
È la fine dell’umanità che non si può sopportare, a meno che non vogliamo risultarne complici anche noi.
Ci appelliamo a tutte le istanze civili, politiche e religiose: Fermiamo il massacro! Interrompiamo la catene di morte e devastazione! Difendiamo i diritti del popolo palestinese!
Restiamo umani!
Como senza frontiere

