Le coperte non bastano
Ho fatto appello a tanti amici e conoscenti per raccogliere coperte da destinare alle persone che dormono per le strade e sotto i portici della nostra città.
Appello che è stato raccolto dal giornale La Provincia. Coperte ne sono arrivate tante e ne arriva ancora qualcuna. Coperte ne servono sempre, ma mi sembra sia giunto il momento che di sostenere l’idea che le coperte non bastano più, occorre lavorare per mettere a disposizione di chi non lo ha, un tetto, una casa, un luogo di accoglienza. pensiamoci. La stagione del freddo sta arrivando preannunciata dalle pioggie serali.
Sarebbe brutto che anche quest’anno nella nostra città ci sia ancora “l’emergenza freddo” e l’operazione Betlemme che la Caritas sostiene – sottolineo e dico… meno male che c’è lei.. – ma penso che sia la politica che deve lavorare per questo diritto per tutti.
Pensate che brutto per una città come Como, considerata uno dei luoghi più belli d’Italia, apprezzata in tutto il mondo, senz’altro una città ricca,la città dei Plinii, di Volta, del Beato Guanella e di don Roberto Malgesini, debba avere ancora gente che dorme sotto i portici delle chiese, negli angoli delle strade, con volontari che tutte le sere donano a loro delle coperte.
Compito quindi anche della società civile superare queste situazioni e far si che le tante persone in difficoltà, le tante persone giunte a Como da diverse parti del mondo, abbiano la possibilità di un tetto.
Pensiamo ai tanti vani vuoti presenti nella nostra città, pensiamo a, luoghi vuoti,…il centro di Via Sacco e Vanzetti è un esempio.
Quindi positiva è stata la raccolta di coperte, ma ora serve davvero fare un passo ulteriore, un passo sociale e civico.
Un tetto per iniziare, per poi continuare e seguire queste persone a inserirsi (o reinserirsi) nella vita quotidiana. Sono tante le persone che arrivano da paesi lontani, ma anche tanti e tante italiane dormono per strada sotto una coperta. [ Luigi Nessi Luigi, Como senza frontiere]

