Sciopero vincente/ Azienda in lotta contro la Cgil
Grave espisodio a Como di tradimento delle relazioni sindacali con accordi separati ottenuti per dividere la forza dei lavoratori. Lo sciopero sembra comunque aver sortito effetti positivi. La nota della cgil che riportiamo denuncia il comportamento dell’azienda e rivendica ogni eventuale successo.
«In prima si srl appalto Cosmint prima giornata di sciopero con ampia partecipazione. Vergogna: l’azienda firma accordi senza confronto con la filt cgil como. Basta menzogne: se hanno tolto i licenziamenti dal tavolo è merito dello sciopero
Si è svolto oggi lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori Prima Si Appalto Cosmint Olgiate Comasco contro la proposta di presa d’atto di più di 30 licenziamenti in cambio del ticket: ampia partecipazione sia all’astensione dal lavoro che al presidio di stamane dalle 6.00.
Il comportamento vergognoso della controparte non ha limiti: l’azienda è corsa ai ripari firmando l’aumento di Ticket escludendo la Filt CGIL Como dalla trattativa e ha accusato il sindacato di dichiarazioni non veritiere.
Non abbiamo ancora visionato l’accordo perché non è stato fatto circolare tra i lavoratrici e lavoratori che chiedono di poterlo vedere.
Una cosa è certa: in precedenza Cosmint e Prima Si avevano posto come condizione per il ticket la presa d’atto di 35 licenziamenti: se adesso questa condizione non c’è più è merito delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero, non di una trattativa partita con intenti inaccettabili.
All’azienda Prima Si, che accusa la Filt CGIL di dire il falso chiediamo di non prendere in giro lavoratrici e lavoratori: abbiamo messo a loro disposizione la bozza di presa d’atto dove si parla di 35 licenziamenti da sostituire con personale interinale e precario, ed è quindi innegabile.
Ci sono ancora troppi nodi da sciogliere: che fine ha fatto il calo di lavoro e le preoccupazioni? Come intendono affrontarle? È possibile leggere questo fantomatico accordo?
Non finisce qui, il nostro timore è che questo passaggio serva a distrarre da un imminente licenziamento collettivo. Se così fosse non potremo che continuare nella mobilitazione.
È dovuta la convocazione dell’assemblea sindacale retribuita per la data di domani per confrontarci con le lavoratrici e i lavoratori sul da farsi.
Loro scelgono le accuse, noi scegliamo la solidarietà, il confronto e se necessaria, come in questo caso, la mobilitazione». [Filt Cgil Como]
[Foto di copertina Massimo Borri, ecoinformazioni]

