Lotte intergenerazionali
Nell’ambito della settimana di mobilitazione, dal 17 al 21 novenbre, promossa dal Spi Cgil per contrastare le storture della manovra economica presentata dal Governo, il 20 novembre mattina, a Como in piazza della Pace (già nota come Vittoria) a Como, si è tenuto un presidio.
Negli interventi che si sono succeduti è stato posto l’accento sulle dichiarazioni propagandistiche della presidente del Consiglio in merito alla situazione economica e sociale che, come si rileva dai dati Istat e di Banca d’Italia, non rispondono al vero e ,anzi, vedono le fasce più deboli della società in forte sofferenza.
La segretaria Spi Marinella Magnoni, punta il dito sulla rivalutazione delle pensioni che, in quanto inadeguata, erode piano piano, il potere di acquisto dei pensionati e delle pensionate, anche a causa del drenaggio fiscale.
Un altro punto particolarmente sentito, è quello della sanità pubblica, dalla mancanza dei medici di base, 149 nella sola provincia di Como, alle liste di attesa interminabili, alla volontà di dirottare i cittadini e le cittadine verso la sanità privata.
Facendo una sintesi, contrariamente da quello che dichiara il Governo, nella sanità e, più in generale, per il welfare e la cura della persona, i soldi investiti, sono insufficienti per risolvere i problemi, mentre vengono dirottate cifre astronomiche verso il riarmo.
Nell’intervento del segretario generale della Camera del lavoro di Como, Sandro Estelli, si ritrovano le ragioni della mobilitazione odierna e quelle dello sciopero generale indetto dalla Cgil per il 12 dicembre contro la manovra economica.
Tornando sulla sanità pubblica, il segretario, annuncia una raccolta di firme per una legge che la riporti alla sua dimensione e che combatta la duopolio pubblico/privato.
C’è un filo rosso tra le rivendicazioni di oggi dei pensionati e quelle, la settimana scorsa, dello sciopero degli studenti in piazza anche a Como. Le esigenze sono diverse ma siccome studenti e pensionati rappresentano le due grandi categorie “improduttive” della nostra società, sorprendentemente ci sono molti punti di contatto fra questi due gruppi sociali, se così li possiamo definire.
La richiesta maggiore, più o meno gridata, più o meno esplicitata, è l’attenzione e la cura che questa società egoista e ingorda, nega in maniera sempre più cruenta ed evidente. Una società civile si regge sulla solidarietà, su quel patto sociale che serve per tenere in piedi la casa comune, non si regge con le guerre e le ingiustizie sociali. [Massimo Borri, ecoinformazioni] [Foto Massimo Borri ecoinformazioni]


















