Mese: Novembre 2025

Art d’eco a + eco!

Parole e immagini sono due strumenti preziosi per raccontare la realtà e darle una lettura – visiva e d’intenti – capace di risuonare, a vari livelli, sia con chi le lavora sia con chi le legge.
Il giornalismo partecipato di ecoinformazioni è da sempre costituito da una pluralità di voci e menti: la personale unicità di ciascuna di esse coesiste con le altre in una diversità talvolta marcata, ma sempre positiva, che è caratteristica così importante sia in quanto circolo Arci che strumento d’informazione indipendente.
Le differenti visioni raccontate attraverso la partecipazione attiva alla cultura, alla politica e ai cambiamenti del territorio di Como e del mondo – con video, articoli, fotografie, interviste – costruiscono ecoinformazioni quotidianamente, e sono parte integrante della sua identità.

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Intrecciat3 con l’arte in rinascita di Nidaa Badwan

La storia di Nidaa Badwan, raccontata alla rete Intrecciat3 e al pubblico presente allo spazio Gloria del circolo Arci Xanadù sabato 29 novembre, parla di come l’arte salvi – letteralmente – la vita, e la faccia rinascere più libera e luminosa.

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Vuoti a rendere/ Catarsi e speranza

Il 28 novembre allo Spazio Gloria lo spettacolo Vuoti a RendereCanzoni e parole contro la violenza sulle donne, di Tranquillo Osvaldo Scalabrini e Paola Mancuso.  Una condivisione collettiva tra musica, danza, parole e approfondimento. Uno spettacolo che spettacolo non è, è un potente messaggio di consapevolezza, veicolato dalle voci di chi la violenza l’ha subita e la interpreta. Il punto di vista che si fa avanti offre uno spunto di riflessione sull’analisi di fenomeni di violenza non noti, ma altrettanto dolorosi, si fa denuncia coraggiosa verso quelle forme subdole che non appaiono come tali, ma che lo sono e che segnano fortemente. 

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8000 a Milano per lo sciopero di base

Si sapeva che i numeri non sarebbero stati quelli di fine settembre, e non sappiamo neppure quanta sia stata la percentuale di scioperanti, ma la manifestazione di Milano è venuta molto bene. Appuntamento alle nove e mezza, giornata serena, ma molto fredda. Come spesso avviene all’inizio si è in pochi e gli umori sono piuttosto bassi.

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La piazza dei sindacati di base

Esaurita la spinta mediatica che sull’onda della straordinaria lotta nonviolenta e unificante della Flotilla aveva generato un marea di politica attiva nelle piazze – perfino lariane – l’opposizione alle destre liberiste e guerrafondaie contro popoli e diritti riesce comunque a essere attiva.

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Patelli/ Serve pianificazione

Le recenti dichiarazioni del Sindaco contengono alcuni principi anche condivisibili — come l’idea di trasformare Viale Geno in ZTL — ma restano due grandi domande inevase: perché non lo faccia davvero e, soprattutto, perché nel frattempo metta in campo scelte che vanno nella direzione opposta, trasformando la via in un parcheggio ad alta rotazione H24.
Anche l’aumento delle tariffe in centro può essere uno strumento corretto per favorire una migliore rotazione. Ma funziona solo se viene accompagnato da due condizioni essenziali:

  • Certezza della sosta per i residenti, con posti dedicati e tutelati.
  • Soluzioni reali per i pendolari, con parcheggi di interscambio e collegamenti rapidi.
    Senza questi elementi, ciò che si genera non è ordine, ma un vero “Far West della sosta”, dove a rimetterci sono proprio:
  • i residenti, che la Giunta dichiara di voler proteggere,
  • e i pendolari, totalmente assenti dalla pianificazione.
    Capire chi usa la città è fondamentale
    In una città come Como non si possono mettere in competizione categorie di utenti che hanno esigenze completamente diverse:
  • Residenti → necessitano stabilità, soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera.
  • Pendolari → hanno bisogno di sosta lunga vicino ai nodi di trasporto.
  • Sosta breve → genera un turnover continuo.
  • Turisti → arrivano a picchi, spesso nelle aree più fragili.
    Se questi flussi non vengono gestiti in modo differenziato, il risultato è un disastro annunciato.
    Il boomerang della sosta breve nelle aree residenziali
    Forzare la sosta breve in quartieri residenziali, in zone di pregio ambientale o vicine alle stazioni produce effetti immediati e negativi:
  • più rotazione → più traffico ovunque, perché attira nuovi veicoli;
  • meno posti per i residenti, costretti a girare per minuti o ore;
  • zero spazio per i pendolari, che vengono spinti lontano con ricadute sociali e lavorative;
  • aumento di stress, rumore, congestione e inquinamento;
  • un quartiere che da luogo abitato diventa luogo consumato, con perdita di identità e qualità della vita.
    Situazioni pericolose e assurde: il caso di viale Rosselli
    La nuova impostazione rischia di creare situazioni al limite dell’assurdo e della pericolosità. Un esempio evidente è viale Rosselli, dove:
  • i parcheggi sono già pochissimi;
  • gli attuali stalli gialli verranno sostituiti dalla tariffazione “Vulcano” a rotazione rapida;
  • gli spazi a spina di pesce si trovano incastrati tra gli alberi del viale, con manovre difficili e arretrate;
  • l’uscita delle auto sfocia direttamente sul marciapiede, che è area di passaggio continuo per pedoni e ciclisti.
    È un mix che aumenta il rischio di incidenti, aggrava la congestione locale e peggiora drasticamente la vivibilità della zona.
    Conclusione
    La priorità deve essere una sola e cristallina:
    Serve una pianificazione che distingua i flussi e non li metta in competizione, mettendo al centro il benessere di chi la città la vive ogni giorno: i residenti.
    Serve una Como pensata per essere abitata, non consumata.
    Elisabetta Patelli
    Portavoce regionale Europa Verde

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