C’è del marcio in Ungheria/ Ignobile attacco a don Giusto
In un mondo normale, quello nel quale i genocidi non sono ammessi, quello nel quale tutti hanno diritto alla casa, quello nel quale chi è accusato è innocente almeno fino alla condanna di un giudice, certe cose non accadono. Ma si sa, non siamo in un mondo normale e proprio mentre Orban incassa il sostegno di Trump per continuare il suo dominio dispotico sull’Ungheria, fatto di violazioni gravissime dei diritti umani, di subordinazione della giustizia al suo governo (vi ricorda qualcosa?), di contrasto ai valori dell’Unione e persino ostentazione della fraterna amicizia con Putin, qui a Como, in periferia, c’è chi si indigna perché una parlamentare europea accusata dal regime di Orban e mai condannata prende parola in un dibattito a sostegno dei diritti delle persone recluse.
Secondo costoro sostenere Orban che riempie di oppositori con processi farsa le carceri ungheresi sarebbe forse addirittura cristiano, mentre sarebbe giusto tenere fuori dal tempio e persino dagli oratori chi lotta contro quel potere assassino di diritti e di persone. Tutto ciò è ingiusto e coinvolgere don Giusto in una polemica senza ragioni e senza senso è ignobile. [Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como]


