Fascisti a Dongo/ Dori, Avs, interroga Piantedosi
«Dongo, 26 aprile: interrogazione parlamentare sui raduni neofascisti e richiesta di intervento urgente
In vista delle celebrazioni del prossimo 26 aprile a Dongo, a 81 anni dalla fine della guerra e dalla Liberazione dal nazifascismo, è stata presentata un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno da parte dell’Onorevole Devis Dori di Avs in merito al periodico raduno di gruppi neofascisti e neonazisti che, negli ultimi anni, ha accompagnato questa ricorrenza.
L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per la diffusione di manifestazioni e simboli riconducibili a ideologie che la storia e il diritto internazionale qualificano come responsabili di crimini contro l’umanità. In particolare, viene richiamata l’attenzione sulla necessità di garantire l’effettiva applicazione dei divieti nei confronti di organizzazioni neonaziste e neofasciste, nonché di associazioni e fondazioni che ne promuovano o glorifichino i contenuti.
Il 26 aprile, a Dongo, l’Anpi, insieme ad associazioni, sindacati, forze politiche e movimenti, celebra la memoria della Liberazione con iniziative pacifiche, nel segno dei valori della Resistenza: libertà, democrazia e pace. Un impegno civile e condiviso che rischia tuttavia di essere offuscato da provocazioni illegali, quali la presenza di gruppi organizzati che esibiscono simboli e gesti riconducibili al fascismo.
Tali manifestazioni, oltre a rappresentare un’offesa alla coscienza democratica del Paese e ai principi fondanti della Costituzione italiana, sono ritenute un potenziale fattore di turbamento per l’ordine pubblico.
Attraverso l’interrogazione, si chiede al Ministro dell’Interno:
quali informazioni siano disponibili in merito al raduno fascista di Dongo;
quali iniziative urgenti si intendano adottare per impedirne lo svolgimento;
quali azioni strutturali siano previste per contrastare la diffusione di ideologie violente e razziste promosse da gruppi neofascisti e neonazisti.
L’obiettivo è garantire che le celebrazioni della Liberazione possano svolgersi nel rispetto della legalità e dei valori democratici, senza interferenze che ne snaturino il significato storico e civile». [Europa Verde Como]

