Intrecciat3/ Aprile/ Lotto tutto l’anno

La rete Intrecciat3 propone un percorso di idee e pratiche per l’autodeterminazione, che parte dal presidio di piazza dello scorso 8 marzo e lo ripercorre, mensilmente, con le voci di chi l’ha costruito.


APRILE – 1. SÌ AL DISARMO NO ALLA GUERRA – DONNE IN NERO

«Un attimo prima della morte
Scriverò 
dalle tenebre delle caverne. Forse potrò resuscitare il fiore del mattino
perché la poesia 
è come il filo delle spade
come il tuono del cielo
perché tutti i proiettili che hanno sparato
per soffocare le parole
per uccidere la nostalgia, per uccidere l’antico e il nuovo
per il nostro annientamento aumentano la resistenza
rafforzano la volontà.
(Dareen Tatour – poeta, fotografa e attivista palestinese)

La morte di 165 bambine e ragazze e di alcune loro insegnanti, il ferimento di tante altre donne nel bombardamento di una scuola femminile nel primo giorno della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran è nei nostri occhi, è nei nostri cuori, è nelle nostre menti. E svela fin da subito l’ipocrisia occidentale della guerra per la liberazione delle donne.

«Non posso credere che chi si nutre di suprematismo o di genocidio possa nutrire una reale solidarietà per noi», scrive l’iraniana Negin Bank di Donna Vita Libertà di Roma.
E noi con lei pensiamo che al popolo iraniano non servano bombe, ma libertà e autodeterminazione per affrancarsi dal regime teocratico della Repubblica islamica dell’Iran che da anni pratica sistematicamente l’apartheid di genere. Lo dimostra il fatto che iraniani e iraniane, anche a costo della vita, non abbiano aspettato azioni dall’esterno per iniziare la loro rivoluzione contro il regime degli ayatollah.
E sono state proprio le donne con il movimento Donna, Vita, Libertà le prime a sfidarlo apertamente.

Rifiutare la mattanza – che si svolga a Gaza, in Cisgiordania, in Libano, in Ucraina, in Sudan, alla frontiera tra Pakistan e Afghanistan, in Iran o lungo i confini blindati dell’Occidente – significa per noi rifiutare anche le violenze sistemiche contro le persone immigrate, rifiutare le stragi in mare, rifiutare l’espulsione delle persone povere: facce diverse dello stesso sistema patriarcale, coloniale e capitalista che si nutre di esclusione, paura e morte.

Con la criminalizzazione delle e dei migranti, con il loro abbandono in mare, con la criminalizzazione di chi tenta di soccorrerli/e, sperimentati a lungo nel Mediterraneo, si è testato il livello di sopportazione dell’opinione pubblica. E dentro una lenta ma costante assuefazione, l’orrore è diventato possibile, fino ad arrivare al genocidio in diretta. Il genocidio ancora in corso a Gaza è stato – ed è – un laboratorio che ha normalizzato l’orrore e ha reso ‘accettabile’ il sovvertimento del diritto umanitario, del diritto internazionale, e degli obblighi durante le guerre di protezione delle popolazioni civili, in particolare delle bambine e dei bambini.

Disarmare il patriarcato e il sistema economico della guerra è disarmare anche le menti: è svelare il legame tra potere privilegio maschile e violenza armata; è disinnescare le logiche, i linguaggi, le immagini, le economie e i gesti che legittimano i conflitti armati; decostruire i discorsi dominanti, che chiamano ‘pace’ l’occupazione militare, ‘sicurezza’ il controllo; è mettere al centro la vita, la nascita e non la morte, la relazione e non la competizione, la libertà e non il dominio, la pace come giustizia attiva, capace di cura, di riparazione, di trasformazione; è immaginare mondi fondati sui valori di mediazione, nonviolenza, disarmo, antimilitarismo, obiezione alla guerra, ecopacifismo; è riconoscere la vulnerabilità come fondamento dell’umano; è trasformare la cura in gesto politico. [Donne in nero]

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Questo intervento è stato parte dell’azione performativa dal titolo Liber3 a 360° proposta dalla rete Intrecciat3 in piazza delle Donne (già piazza San Fedele) in occasione della Giornata internazionale delle donne 2026.
Nel corso della medesima occasione si sono succeduti altri 8 interventi con altrettante idee e pratiche per l’autodeterminazione a cura, ciascuno, di una delle realtà convergenti nella rete stessa.
Poiché in piazza ha risuonato forte il grido: «NON SOLO L’OTTO MARZO – LOTTO TUTTO L’ANNO», ecco che da qui a fine anno – ogni OTTO del mese – pubblicheremo uno degli interventi di cui sopra.
Per farne tesoro e per attualizzarli nelle nostre vite.
A partire da qui: Sì al disarmo, no alla guerra». [Rete Intrecciat3; fotografie di Alle Bonicalzi]

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