Non è roba da social/ Quando la più grande associazione di promozione sociale europea chiama il suoi quadri a un incontro aperto al pubblico sull’organizzazione della lotta contro il capitalismo, l’esito dei lavori non può essere ridotto a poche battute. Anzi forse il messaggio dell’approfondimento della manifestazione politica nazionale regionale e milanese dell’Arci eQua 2026 è proprio il rifiuto dell’imbecillimento, parimente assicurato dalla costrizione del pensiero in tweet e dall’affidamento, senza ragione e costrutto, all’intelligenza artificiale che rapidamente si afferma nel main stream come fine più che come mezzo.

L’Arci non è una pantera, assomiglia più a pacioso elefante capace di un’energia immensa, certo in grado anche di correre, ma più efficace nell’assicurare per tempi lunghi una capacità di azione considerevole, frutto di forza e di memoria insieme.

Così in via Bellezza, nella sede di Arci Milano e Arci Lombardia, i panel si solo susseguiti con un tripudio di acume e empatia con le giuste differenze tra interventi quasi tutti convergenti, ma estranei alla pappetta incolta dell’essere tutti completamente coincidenti e senza significato così diffusa nella convegnistica da salotto. No, a eQua sono state date piste per pensare, per studiare, per approfondire ancora e contemporaneamente sono state raccontate esperienze, lotte, paure, necessità. Perché l’Arci la lotta politica la sviluppa davvero, forte  – come ha ricordato il presidente Walter Massa – di oltre un milione di soc3 e consapevole che la repressione in atto è proprio contro di noi; capirla non è accademia, ma necessità di dare basi alla nostra “rivoluzione ballando”. E a eQua si è praticato anche il valore assoluto della convivialità e della relazione tra persone, palestra dalla quale nascono le idee migliori nel “lavoro di corridoio” che nel caso della splendida sede della quinta edizione di eQua è stato il bellissimo terrazzo nel quale certamente sono nati confronti, analisi di problemi e conflitti, progetti. E  con Raffaella Bolini con La pace si può fare le lacrime di emozione e l’orgoglio della grandezza della storia del pacifismo e del ruolo fecondo in esso dell’Arci di Tom Benetollo, di tutte e tutti noi. 

Trovate tutto in questa numero frutto di uno sforzo enorme di professionalità animate da attivismo politico di ecoinformazoni che è stato illustrato da Amelie Di Matteo per permettere a tutte e tutti di fruirne. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

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