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9 ottobre / i lunedì del cinema / “La vendetta di un uomo tranquillo”

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Quarto appuntamento della rassegna I lunedì del cinema dello Spazio Gloria / Circolo Arci Xanadù in programma per le 21 di lunedì 9 ottobre. Sarà proiettato La vendetta di un uomo tranquillo (Tarde para la ira, 2016, 92′), film spagnolo firmato dal regista esordiente Raúl Arévalo, anche autore della sceneggiatura. Premiato per il Miglior film, miglior regista esordiente, migliore sceneggiatura e miglior attore non protagonista ai premi Goya 2016.

Madrid, agosto 2007. Curro è l’unico di una banda di quattro criminali che viene arrestato per una rapina in una gioielleria. Otto anni più tardi, la sua fidanzata Ana e il loro figlio sono in attesa che lui esca di prigione. José è un uomo chiuso e solitario, che non sembra trovare il suo posto nel mondo. Una mattina di inverno si reca nel bar gestito da Ana e da suo fratello e da quel giorno la sua vita si intreccia con quella degli altri frequentatori abituali del bar, che lo accolgono come uno di loro. In particolar modo, è Ana a vedere nel nuovo arrivato una speranza per la sua penosa esistenza. Scontata la pena, Curro viene rilasciato e nutre la speranza di iniziare una nuova vita con Ana. Tornando a casa, però, Curro trova una donna confusa e insicura e dovrà affrontare un uomo che, distruggendo le sue aspettative, cambierà tutti i suoi piani.

Ha detto il regista:
Non volevo fare nulla di originale, esistono già mille ottimi film di vendetta, io volevo esprimere un punto di vista. La violenza fa parte dell’essere umano, per questo c’è qualcosa che ci attrae nel cinema di vendetta. Come spettatore mi piacciono i film nello stile di Tarantino, quelli che mi fanno sfogare l’adrenalina che non sfogo nella vita di tutti i giorni, ma per il mio di film non volevo un violenza spettaco- lare, la volevo brutta e cruda come nella realtà come vediamo nei film di Audiard, dei Dardenne o di Matteo Garrone.

La vendetta di un uomo tranquillo segna l’esordio alla regia del 36enne Raúl Arévalo, attore molto noto in Spagna, che in Italia abbiamo visto in Ballata dell’odio e dell’amore e ne Gli amanti passeggeri, ma soprattutto in quel La isla mínima, di cui era coprotagonista, predecessore evidente del suo debutto dietro la cinepresa: stesso rigore, stessa tensione noir, stesso sguardo rivolto al cinema americano ma anche stesso radicamento nel territorio e nella cultura spagnoli.

Ingresso riservato ai soci Arci 7 euro, – Ridotto (under 21, over 65) 5 euro.

Visita il sito web dello Spazio Gloria / Circolo Arci Xanadù

14 e 28 ottobre / Oltre lo sguardo / “Essere donna”

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Essere Donna è il tema scelto per la rassegna cinematografica di Oltre lo sguardo per il mese di ottobre 2017. Due appuntamenti previsti alla sede di Enfapi a Lurate Caccivio (largo Caduti per la pace, 2), nelle date di sabato 14 e sabato 28 ottobre, alle 21. 

Sabato 14: Il diritto di contare di Theodore Melfi (Hidden Figures, USA, 2016, 127′)
L’incredibile storia mai raccontata di Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary
Jackson, tre brillanti donne afroamericane che – alla NASA – lavorarono ad una delle più
grandi operazioni della storia: la spedizione in orbita dell’astronauta John Glenn, un obbiettivo importante che non solo riportò fiducia nella nazione, ma che ribaltò la Corsa
allo Spazio, galvanizzando il mondo intero.
Relatrice: Sara Introzzi, mediatrice familiare.

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Sabato 28: La pazza gioia di Paolo Virzì (Italia, 2015,
Beatrice Morandini Valdirana è una chiacchierona istrionica, sedicente contessa e a suo
dire in intimità coi potenti della Terra. Donatella Morelli è una giovane donna tatuata, fragile e silenziosa, che custodisce un doloroso segreto. Ospiti di una comunità terapeutica per donne con disturbi mentali, classificate come socialmente pericolose. Il film racconta la loro imprevedibile amicizia, che porterà ad una fuga strampalata e toccante, alla ricerca di un po’ di felicità in quel manicomio a cielo aperto che è il mondo dei sani.
Relatrice: Antonella Mundo, arteterapeuta.

Ingresso: adulti 5 euro con tessera valida per l’intera rassegna e acquistabile direttamente prima di ogni incontro. Gratuito per i ragazzi fino ai 16 anni.

La rassegna è organizzata dal Coordinamento comasco per la Pace, in collaborazione con: Comune di Lurate Caccivio, Biblioteca, Associazione InTerragire, Comunità pastorale SS. Ambrogio e Carlo, Encuentro, Enfapi, Associazione Parco Ubuntu.

7, 9, 12 ottobre/ IX rassegna di teatro poetico “Nivul e sogn”

      

Tra sabato 7 ottobre e giovedì 12 ottobre si svolgerà l’ultimo ciclo di eventi della IX rassegna di teatro poetico Nivul e Sogn. Deliri di-versi, proposto da Teatro arte orizzonti inclinati e patrocinato dal Comune di ComoDi seguito il programma di ogni incontro.

Sabato 7 ottobre dalle 20,30 al centro civico di Albate (via Sant’Antonino 4), Mauro Fogliaresi, poeta, e Gin Angri, fotografo, presenteranno il loro libro Un cuore all’indice. Parole sospese del libraio annuvolato.  Nell’opera, gli autori si muovono in un paesaggio di emozioni dell’inquietudine del vivere e la solidarietà verso le vite “storte” della moltitudine degli esclusi. Farà da sottofondo alla presentazione l’accompagnamento musicale di Paolo Fan.

Ingresso libero.

Lunedì 9 ottobre, il Centro studi Panta Rei presenterà il libro di Maria Cristina Foglia Manzillo Il mio primo lavoro da psicologa. La presentazione, gratuita, inizierà alle 20,30 all’agriturismo Shakei a Grandate (via Monte Rosa 1).

La rassegna si concluderà con la famosa trasposizione cinematografica del romanzo di Ken Kasey Qualcuno volò sul nido del cuculo (1962). La proiezione avverrà al cinema Gloria / circolo Arci Xanadù di Como (via Varesina 72) alle 20,30. Ingresso 5 euro.

Prodotto dalla United Artists e diretto dal regista cecoslovacco Milos Forman, il film, uscito nella sale nei primi anni Sessanta, venne considerato volgare e dai contenuti sovversivi: la società perbenista dell’epoca non era pronta per un personaggio come Randle “Mac” McMurphy (Jack Nicholson), ex galeotto accusato di abusi sessuali su una minorenne, frequentatore di prostitute, sboccato e irrispettoso. Solo nel 1975, il turpe e rozzo Mac, fattosi internare in un manicomio per sfuggire alla prigione e ai lavori forzati, si impose agli occhi del pubblico come una sorta di atipico eroe, capace, con il suo schietto vitalismo, di sollevare la sua voce contro la morale comune e la mentalità conformista.

Associazione orizzonti inclinati www.teatroarte.it  con il patrocinio del Comune di Como

 

Tessile/ 2: l’arte contemporanea Borderline

Giunta alla 27ma edizione, Miniartextil non rinuncia alla sua esperienza e, contemporaneamente, non smette di rinnovarsi, in costante dialettica con l’attualità.

Il tema di quest’anno – Borderline – a questo serve. È al tempo stesso evocativo di una condizione permanente del fare arte (chi vi si dedica – lo si sa – è sempre un po’ strano, un po’ borderline, appunto), e portatore di problematiche attuali (di quei confini che anche a Como, come in tutto il mondo, hanno recentemente rivelato tutta la loro drammatica importanza).

Come sempre, la riflessione di Miniartextil (cioè di tutte le persone che la costruiscono, da chi la organizza a chi partecipa) fa della lievità la propria chiave di accesso, ma è sempre bene sottolineare che anche questo è un modo per far sì che la complessità del mondo diventi consapevolezza dei problemi. E quindi abbiamo molto apprezzato il sollecitare un modo divertito, a volte stravagante ma sempre intelligente, di guardare al mondo, alle sue criticità, ma anche alle sue possibilità di comunicare e di entrare in relazione.

Impossibile ignorare la grande installazione centrale Forest of numbers di Emmanuelle Moreaux: una coloratissima foresta di 10.800 cifre (se non abbiamo fatto male i calcoli: 50x10x24 a cui va sottratta la “galleria” centrale di 50x4x6 – cos’altro si poteva fare se non contare, di fronte a tante cifre?), che non può che far pensare al ruolo che i numeri (o le cifre?) svolgono nella vita contemporanea. Cosa c’entra questo con il confine? Pensate al sottotitolo delle marce che anche a Como si sono svolte sul tema delle migrazioni: Sono persone non numeri!

Anche nei minitessili (da cui nacque molti anni fa l’idea di Miniartextil) il tema borderline affiora di tanto in tanto in modo più esplicito, attraverso le tante sensibilità messe in campo. Dichiaratamente politiche – a mio avviso – le opere di Collettivo Alraune Teatro e di Roland Krutovs, ma tutte – davvero – meritano uno sguardo attento, non superficiale, volto a comprendere le logiche che le hanno determinate. Tra le altre non si può dimenticare la grande immagine del fotografo comasco Gin Angri.

Quest’anno poi, la mostra internazionale di arte contemporanea si arricchisce anche di una dépendance al Museo del Cavallo giocattolo di Grandate.

Le sorprese non mancano mai.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

Alcune installazioni di Miniartextil 2017

Emmanuelle Moureaux, The forest of Numbers

Rolands Krutovs, Porcelain Coasts

Alexandra Kehayoglou, Refugio para un recuerdo II

 

Alcuni minitessili:

Ana Lucia Fugueiredo, Reachable Forest

Anny Ferrario, Siamo tutti sulla stessa barca

Gertrud Enzinger, Both sides now

 

Borderline

Miniartextil – XXVII mostra internazionale di arte contemporanea

a cura di Luciano Caramel, Mimmo Totaro, Nazarena Bortolaso, Paola Re

7 ottobre – 26 novembre 2017

Como, Spazio culturale Antonio Ratti (ex San Francesco), largo Spallino 1

Grandate, Museo del Cavallo giocattolo, via Tornese

Orari: martedì-domenica 11-18, sabato 10-139

Ingresso: euro 7, ridotto 5

Info: 031 4492481, http://www.miniartextil.it

7 ottobre / “Paesaggi dipinti”. Inaugurazione mostra di Massimo Gabaglio

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Prevista per sabato 7 ottobre alle 19 allo Spazio Parini a Como (via Parini 6) l’inaugurazione della mostra Paesaggi dipinti, realizzata dal fotografo Massimo Gabaglio. Sarà presente per l’occasione don Giusto Della Valle, a cui il ricavato della mostra sarà interamente devoluto.

(dalla pagina Facebook dell’evento):
Massimo Gabaglio, fotografo per passione e tradizione familiare (il padre Sandro, detto Sandrino, fu pittore e raffinato fotografo a sua volta) espone al pubblico una scelta delle sue realizzazioni fotografiche. Paesaggi dipinti non è soltanto un titolo ma anche il modo più sintetico ed immediato per definire uno stile fotografico, un percorso di immagini che restituisce un racconto interiore. Le immagini proposte sono frutto di un intimo dialogo tra obiettivo fotografico e forme della natura, da cui l’autore attinge
atmosfere poetiche che appaiono dipinte. Accordi cromatici, geometrie essenziali e contrasti di luce: il paesaggio perde la sua naturale identità per diventare immagine grafica, un non luogo in cui ciascun osservatore può ritrovare se stesso. Un effetto seduttivo che appare il frutto più dello sguardo pittorico, che di un pur sapiente uso di capacità tecnica.

La mostra fa parte della rassegna Territori Migranti ideata dall’Associazione culturale territori, di Como, che propone alla cittadinanza, sin dal 2010, appuntamenti volti a favorire occasioni di conoscenza e scambio fra la città, il territorio circostante e le persone migranti appartenenti alla comunità lariana.
L’Associazione culturale territori intende con questa rassegna offrire il suo contributo all’integrazione, alla socialità ed al buon vivere collettivo.

La mostra fotografica Paesaggi dipinti è allestita e curata dagli organizzatori insieme ad alcuni ospiti stranieri di comunità di accoglienza del comasco che hanno scelto di contribuire a questo progetto. Sarà possibile acquistare le fotografie esposte e il ricavato sarà totalmente devoluto a don Giusto Della Valle, parroco di Rebbio, per sostenerlo nell’impegno di accoglienza dei migranti che transitano e vengono ospitati in parrocchia.
Le foto in vendita possono essere richieste in formati differenti da quelli esposti.

Ingresso libero.
Orari della mostra: da lunedì a venerdì 16-20, sabato e domenica 10-12.30 e 15-19.

 

5 ottobre / Il cinema ritrovato /”Blow up”

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Secondo appuntamento della rassegna Il cinema ritrovato con Blow up: il  film capolavoro di Michelangelo Antonioni (1966, 111′), in edizione restaurata da Cineteca di Bologna, Istituto Luce – Cinecittà e Criterion, sarà proiettato al circolo Arci Xanadù di Como alle 21 di giovedì 5 ottobre.

L’importanza del film, al di là dei riconoscimenti di pubblico e di critica, viene confermata dalla storia delle sue interpretazioni. In fondo, Blow up è uno dei film sul cui significato i critici si sono più esercitati: metafora dell’incipiente contestazione del Sessantotto, saggio filosofico sull’immagine e la sua riproduzione, autoanalisi d’artista, poesia sul cinema e sulle sue potenzialità, film d’autore travestito da opera hitchcockiana, sono soltanto alcune delle letture interpretative sorte intorno alla pellicola. 

Ancora più importante è stata l’influenza esercitata dal film sul cinema successivo: quella figurativa su A Clockwork Orange di Stanley Kubrick, quella teorica su Blow Out (1981) di Brian De Palma, quella narrativa su Profondo rosso di Dario Argento (che utilizza David Hemmings in forma di “citazione vivente”).
(Roy Menarini, Blow Up, Enciclopedia del Cinema Treccani)

La proiezione prevista per giovedì sera è riservata ai soci Arci a 5€; è prevista una
replica venerdì 6 ottobre alle 15,30 (ingresso intero 6€, ridotto 4€ over 60, ridotto 5€ under 18).

Consulta qui il programma dello spazio Gloria del circolo Arci Xanadù.

In mostra a Cantù la storia e il fascino del mobile

“Cantù città del mobile”: una sintesi efficace, che però produce il più delle volte un effetto di totale ovvietà. Cantù città del mobile? ma certo, che bisogno c’è di pensarci su?… come Como città della seta, lo si sa, a parte – si intende – i recenti problemi di crisi.

Poi, per fortuna, c’è qualcuno che a quella domanda cerca una risposta. Così nasce, poco a poco, la storia del mobile a Cantù, una storia che quest’anno ricostruisce un nuovo affascinante capitolo grazie alla mostra Gio Ponti e Cantù (e al volume pubblicato per l’occasione).


Quel qualcuno che si fa le domande e cerca le risposte è Tiziano Casartelli, architetto, da tempo impegnato nell’approfondimento della storia del mondo del lavoro canturino (e brianteo) e quindi – ovviamente, in primo luogo – della storia della manifattura mobiliera, con il lento passaggio dalla riproposizione dei mobili tradizionali (“in stile”) a quelli moderni. L’evoluzione del distretto produttivo canturino avviene lentamente, e trova un suo momento fondamentale nell’esperienza della Selettiva, la mostra-concorso che, a partire dal 1955 e per un intero ventennio, si sforza di “modernizzare” la produzione canturina, con la progettata iniezione di massicce dosi di modernità, ampliando la prospettiva dalle morbide colline briantee fino ai panorami dell’intera Europa (e, addirittura, dell’Estremo Oriente). All’esperienza della Selettiva, Tiziano Casartelli ha dedicato una mostra e volume l’anno scorso, sull’onda dei quali aveva promesso un approfondimento. Nemmeno lui immaginava, però, che lo sviluppo sarebbe stato così importante. Continuando a studiare il rapporto tra le botteghe e le manifatture canturine e i progettisti milanesi (e, in particolare, la relazione con Gio Ponti, figura centrale per l’organizzazione della prima Selettiva del 1955), è infatti riuscito a risalire ai primordi di questo rapporto, fino all’inizio degli anni Venti, quando un Gio Ponti fresco di laurea comincia le sue prime esperienze professionali dedicandosi alla progettazione di arredamenti, e quindi entrando in contatto – per la realizzazione di questi mobili – con una delle più affermate botteghe canturine, quella di Paolo Lietti e Figli.

Risalire fino ai primi mesi del 1923 significa modificare radicalmente la storia della produzione del principale centro mobiliero italiano, e significa anche riuscire a connettere tutta una serie di avvenimenti posteriori in una sequenza significativa (a Gio Ponti si affiancheranno Albini, Palanti, Pica, Daneri, Buffa, Cassi Ramelli…), così da poter mettere in chiaro che Cantù, già negli anni Venti e Trenta, è tutt’altro che una realtà periferica e marginale; può essere considerata, invece, una delle culle della cultura del progetto in Italia.

Se questo è il nocciolo essenziale della ricerca storica (con il suo seguito, ovviamente, fino ai fasti degli anni Cinquanta e Sessanta), la sua articolazione in mostra non è da meno: grazie a un minuzioso lavoro di ricerca, viene esposto un nutrito gruppo di autentici capolavori, alcuni mai più visti dalle prime presentazioni degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta (e qualche altro ricostruito in seguito, uno – poi – addirittura eseguito appositamente per questa esposizione). Basta uno sguardo attento al divano in radica di noce ed ebano Macassar con intarsi in avoriolina di Franco Albini e Giancarlo Palanti (esposto alla IV Triennale di Monza del 1930 e da allora mai più visto), per rendersi dell’importanza di questa mostra e del lavoro di ricerca che l’ha prodotta. E basta soffermarsi davanti al prototipo ricostruito della cassettiera progettata nel 1959 da Gio Ponti, Antonio Fornaroli e Alberto Rosselli per comprendere l’importanza della cultura progettuale che in quegli anni a Cantù trovava, pur con tutte le difficoltà che è facile immaginare, la strada per diventare cultura materiale, conquista della piena modernità.

Con tutti i suoi mobili, i progetti, i documenti e le immagini fotografiche, la mostra è davvero un’occasione imperdibile per entrare nel “mondo del mobile”, non dalla strada della “mitologia” della Brianza operosa, ma da quella – saldamente fondata sull’indagine storica – dell’incontro fecondo tra progettisti e artigiani, tra cultura teorica e competenze pratiche.

Inutile dire che tutti si augurano che lo sviluppo delle ricerche riservi sorprese altrettanto stimolanti e godibili.

[Fabio Cani, ecoinformazioni]

 

Alcuni dei mobili in mostra:

Gio Ponti, Antonio Fornaroli e Alberto Rosselli, cassettiera (1959, realizzazione 2017)

Franco Albini e Giancarlo Palanti, divano (1930)

Gio Ponti, cassettiera con specchio (1947, realizzazione 1973)

Gio Ponti e Cantù

Design e artigianato del Mobili dalla Rinascente alla Selettiva

a cura di Tiziano Casartelli

Cantù, La Permanente Mobili, piazza Garibaldi

30 settembre – 22 ottobre 2017

orari: martedì-venerdì 15-18.30, sabato-domenica 10-12.30, 15-18.30

ingresso libero

 

venerdì 6 ottobre 2017, ore 21

presso la sede della mostra

presentazione del volume di Tiziano Casartelli

Gio Ponti e Cantù

edizioni Canturium

4 ottobre / Lezione prova gratuita per il corso di teatro di Artificio

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Dalla pagina Facebook dell’evento di Artificio:

Mercoledì 4 ottobre dalle 20,30 alle 22, 30 potete partecipare gratuitamente alla prima lezione del corso di teatro al Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4, Como.
Il corso è aperto a tutti.

PRENOTATI scrivendo a organizzazioneartificio@gmail.com

Programma annuale:
Quando: ogni mercoledì, ore 20,30-22,30.
Durata: ottobre-maggio
Dove: Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4 – Como

Contatti: segreteria.luminanda@gmail.com, cell. 345 456 2969

Un teatro legato alla vita, dove è possibile sperimentare la propria espressività naturale attraverso la relazione, il gioco, l’improvvisazione, per acquisire le tecniche base del linguaggio teatrale e una maggiore consapevolezza per stare bene con se stessi e gli altri.
Al termine del percorso è previsto un saggio finale. Quest’anno vorremmo portare “il teatro fuori dal teatro“, facendo degli spazi cittadini un palcoscenico naturale, mischiandoci con le persone in un viaggio in cui lo spettacolo si fa riflesso dell’esperienza individuale e di gruppo, amplificandola e aprendola alla condivisione con il pubblico.

Consulta qui tutte le iniziative e i progetti di Artificio

Ottobre / appuntamenti a Villa del Grumello

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Decisamente ricche di eventi le domeniche di ottobre a Villa del Grumello (via Cernobbio 11).

Si comincia domenica 1 ottobre in occasione della festa dei nonni organizzata da Ca’ d’Industria in collaborazione con l’associazione Villa del Grumello. La giornata sarà comprensiva di un’esposizione celebrativa per i duecento anni della Fondazione, attività e laboratori. Orari: 10-13 e 14,30. aree interessate: villa, serra e serretta.

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Domenica 8 ottobre il team La senda de la emoción offrirà dalle 11 una “passeggiata sensoriale” alla scoperta del genius loci del Parco del Grumello e, dalle 15, un laboratorio creativo di poesia in lingua spagnola sulla natura per bambini; entrambe le attività saranno organizzate sia in italiano, sia in spagnolo.

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La mattina di domenica 22 ottobre è prevista un’esperienza di “coaching umanistico” a cura di Como Life Coach (prenotazioni: info@comolifecoach.it); il pomeriggio, nella serra, si terrà invece (S)punti di vista – piccoli giornalisti al Grumello, un laboratorio di giornalismo turistico-ambientale a cura di Associazione Villa del Grumello e Viviana Dalla Pria, giornalista, aperto ai bambini dagli 8 ai 12 anni.

Infine, domenica 29 ottobre, avranno luogo animazioni e Quante zampe nel verde del Grumello, quanti fiori in villa Bernasconi, un laboratorio creativo per bambini a cura de gruppo Fata Morgana; contestualmente, si terrà un’iniziativa di bookcrossing in collaborazione con Liberty tutti e Villa Bernasconi a Cernobbio; la mostra Europa in versi e i giovani, curata da La casa della poesia di Como  , realizzata da studenti delle scuole superiori Alessandro Volta, Teresa Ciceri e Enaip di Como e ospitata all’interno di Villa del Grumello in orari pomeridiani.

La prenotazione, effettuabile scrivendo a info@villadelgrumello.it, è consigliabile soprattutto per il laboratorio di poesia del 15 ottobre, per le attività programmate per il 22 ottobre (percorso di coaching umanistico e laboratorio di giornalismo per bambini) e per il laboratorio creativo in data 29 ottobre.

La villa e il parco del Grumello rimarranno chiusi al pubblico domenica 15 ottobre, mentre il parco sarà aperto dalle 10 alle 17 del giorno mercoledì 1 novembre.

10-19 è l’orario di apertura domenicale al pubblico dei parchi di Villa del Grumello e Villa Sucota, situati sul percorlo del Km della conoscenza. Il parco botanico di Villa del Grumello, in particolare, dispone di QR code in corrispondenza di ogni specie, permettendo una visita più consapevole e approfondita. Situato presso la serra, il Bistrot del Grumello propone un menù biologico a filiera corta ;la stessa serra dispne di un’area di lettura dove consultare quotidiani, riviste, e libri sul territorio e sulla natura.

Per ulteriori informazioni, si può scrivere allo stesso indirizzo o consultare il sito web o la pagina Facebook dell’Associazione Villa del Grumello.

3 ottobre / prima riunione organizzativa per la Parada par tücc 2018

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La cooperativa Csls di via Col di Lana 5/a ospiterà, martedì 3 ottobre dalle 21, la prima riunione organizzativa per la prossima Parada par tücc, che compierà dieci anni proprio nel 2018.

Gratuità, libertà ed ecologia: questo il “tricolore” di un evento auto-sponsorizzato (ma promosso da Associazione Partucc e Associazione del Volontariato Comasco-Centro Servizi per il Volontariato di Como, in collaborazione con Comune di Como) e aperto, nomen omen, a tutti, “gemmato” (come idea) dalla bolognese Par tòt parata ma decisamente dotato di vita propria. Di colori, comunque, la Parada comasca ne mostra assai più di tre, senza lesinare sulla creatività, sulla curiosità e sull’entusiasmo contagioso che riesce puntualmente a destare, nei partecipanti – attivi ogni anno su decine di laboratori  – e in chi si trova, casualmente o no, ad assistervi nelle vie del centro storico in un sabato di quasi-estate.
La scelta di un tema per ogni edizione – dal 2011 ad oggi – mette ulteriormente alla prova la fantasia di un vulcanico staff di volontari, ogni anno – non a caso – un po’ più numeroso di quello dell’anno precedente. Decisamente, infatti, la Parada è un’occasione di aggregazione sociale e di divertimento condiviso tra tutti gli individui, i gruppi e le associazioni che vi prendono parte, e sebbene il “serpentone” variopinto di maggio-giugno sia la celebrazione di tanta inventiva, sarebbe senz’altro riduttivo e fuorviante dimenticarsi del percorso annuale che anticipa la ri-creazione del corteo, tra incontri, cene a tema, laboratori e momenti di animazione sparsi nel tempo e nello spazio.

Insomma: tutti e tutte invitati/e a portare le proprie idee e le proprie energie a questo incontro d’apertura, per fare della decima Parada un evento ancora più partecipato e colorato del solito.

(per ulteriori informazioni e collaborazioni. info@patadapartucc.it )

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