Economia

Un nuovo presidente per la Camera di commercio comasca

camera commercioAmbrogio Taborelli è stato eletto martedì 18 novembre alla guida dell’ente camerale fino al 2019.

 

«Per il nuovo Presidente sarà un impegno importante su un duplice fronte: da una parte il perdurare della crisi economica e dall’altro il cambiamento in atto nel sistema camerale italiano con la riduzione del diritto annuale, principale fonte di finanziamento per le Camere di commercio» dichiara un comunicato dopo la prima riunione del nuovo consiglio.

«Sono convinto che non siano le risorse economiche il principale problema con il quale il Consiglio dovrà confrontarsi – spiega il neoletto presidente –. Ma, ancora una volta sia la visione, la capacità di elaborazione di una strategia capace di rilanciare il territorio, di renderlo attrattivo, di valorizzarne i talenti, di individuare le iniziative strategiche che garantiscano un futuro come noi veramente vogliamo. Il programma lo costruiremo insieme con l’aiuto di tutti». [md, ecoinformazioni]

Nuovo Consiglio camerale

camera commercioMartedì 18 novembre si insedia, per il quinquennio 2014-19, il nuovo Consiglio della Camera di Commercio di Como.

 

«Il nuovo Consiglio risulta rinnovato nella composizione per oltre la metà – ben 16 nuove nomine – e rivela l’ingresso, per la prima volta, di oltre un terzo di componenti di sesso femminile (10 su 28) – sottolineano da via Parini –. All’interno del Consiglio camerale sono rappresentati tutti i settori dell’economia provinciale: agricoltura, artigianato, industria, commercio, cooperazione, turismo, trasporti e spedizioni, credito e assicurazioni e servizi alle imprese, rispecchiando, nella composizione, la struttura economica del nostro territorio. Del Consiglio, inoltre, fanno parte per legge due componenti in rappresentanza delle organizzazioni sindacali dei lavoratori (1) e delle associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti (1), designati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative e un rappresentante dei liberi professionisti, designato dai presidenti degli ordini professionali per la prima volta riuniti in apposita Consulta». [md, ecoinformazioni]

 

I consiglieri:

 

Agricoltura

Trezzi Fortunato;

Artigianato

Benati Enrico;

Galimberti Marco;

Gambarotto Ornella;

Maccioni Elisabetta;

Moscatelli Massimo;

Razzano Elena;

Commercio

Bassi Morena;

Cattini Giorgio;

Ferrario Sergio;

Montorfano Adriano;

Cooperazione

Frangi Mauro;

Credito ed assicurazioni

Lironi Enrico;

Industria

Bianchi Gloria;

Cattaneo Carlo Mario;

Mazzoccato Antonella;

Meraviglia Sergio;

Polacchini Annarita;

Taborelli Ambrogio;

Servizi alle imprese

Frigerio Lorenzo;

Frigerio Simona;

Poliani Stefano Carlo;

Pontiggia Giovanni;

Turismo

Camesasca Andrea;

Trasporti e spedizioni

Riva Luca;

Organizzazioni sindacali dei

lavoratori

Paolini Gloria;

Associazioni di tutela degli interessi dei consumatori e degli utenti

Brenna Silvana;

Consulta provinciale dei liberi professionisti della Cciaa di Como

Litigio Sandro.

14 novembre/ sciopero unitario e sociale dei movimenti, degli studenti e del sindacalismo di base

sciopero-generale-24-oreVenerdì 14 novembre sarà una giornata particolarmente importante per l’azione contro le politiche del governo Renzi. Nella stessa giornata dello sciopero della Fiom con manifestazione a Milano, si mobilita anche il sindacalismo di base  ed è previsto lo sciopero sociale anche di studenti e movimenti. Leggi nel seguito le motivazione dello sciopero.

«La Cub, insieme alla Confederazione Cobas, all’Usi e all’Adl Cobas, ha proclamato lo sciopero generale dei lavoratori del settore pubblico e privato, per l’intera giornata di venerdì 14 novembre.

Nella stessa giornata l’Usb proclama lo sciopero per almeno quattro ore.

Inoltre promuoveranno lo sciopero, rendendolo generalizzato e sociale, anche numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, comitati e coordinamenti dei precari, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

Lo sciopero generale si rende necessario per contrastare la politica fallimentare di austerità, imposta dall’Europa e condivisa dai governi, che ha assunto il pareggio di bilancio come obiettivo principale e ha portato fin qui solo all’aumento della povertà, alla disoccupazione di massa e alla distruzione della struttura produttiva; ora perseguono la completa deregolamentazione  del lavoro per far accettare qualsiasi occupazione, anche senza diritti e poco pagata se non addirittura gratuita, partendo dal diritto al lavoro e al reddito avvii la cura del territorio, la rivitalizzazione dell’agricoltura, il restauro delle nostre città, innovi l’industria e la struttura produttiva e ridefinisca un nuovo  modello di consumi.

Motivazioni dello stato di agitazione, e dello sciopero:
•    Contro la politica economica e sociale del governo Renzi e dell’Unione Europea, contro il Jobs Act e le altre misure per il mercato del lavoro, contro l’abolizione dell’art.18.
•    Per il diritto al lavoro, attraverso la riduzione d’orario a parità di salario, investendo per la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative.
•    Contro il Piano Renzi per la scuola, per l’assunzione di tutti i precari docenti ed Ata
Contro il blocco dei contratti nel pubblico impiego, per massicci investimenti nella scuola, sanità, trasporti e servizi pubblici, per la difesa dei Beni comuni, contro le privatizzazioni, le grandi opere dannose e la distruzione del territorio.
•    Per la redistribuzione del reddito attraverso consistenti aumenti salariali per tutti i lavoratori e i pensionati.
•    Per reddito garantito, salario minimo, rivalutazione delle pensioni, salute e sicurezza sui posti di lavoro, diritto all’abitare, contro precarietà e lavoro gratuito (modello Expo).
•    Contro il Fiscal Compact, contro il pareggio di bilancio inserito nella Costituzione.
•    Contro l’accordo del 10 gennaio 2014 tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil,  per la difesa e lo sviluppo della democrazia sui posti di lavoro e del diritto di sciopero». [da http://www.cub.it/]

Dibattito su lavoro e protezione

GiumelliAlla sede dell’Auser in via Castellini a Como, il 7 novembre, la presentazione del nuovo volume del sociologo Guglielmo Giumelli è stata l’occasione, per un ampio pubblico, per un confronto a tutto campo sui temi del lavoro.

In prima battuta il presidente di Auser Como, Gianfranco Garganigo, ha sottolineato il piacere di ospitare un’occasione prestigiosa di dibattito culturale nelle nuova sede dell’associazione (aperta da qualche mese) che si propone quindi come luogo di incontro per il quartiere e per l’intera città.

Aprendo poi il discorso sulla ricerca di Giumelli Lavoro e protezione. Quali scenari (Il Nuovo Melangolo, Genova 2014), Garganigo ha riassunto alcune “osservazioni” che Auser è in grado di fare a proposito delle condizioni materiali e relazionali delle persone fragili e delle famiglie che le supportano. In primo luogo, le situazioni di fragilità sono sempre più numerose a causa dell’evoluzione demografica e quindi sempre più gravoso il lavoro di cura che tocca alle famiglie. Ma – ed è la seconda considerazione – senza protezione viene meno la coesione sociale; quindi crescono l’abbandono e l’estraneità, e – di seguito – la rabbia che genera esclusione, il rancore che provoca frantumazione e derive populiste, l’inattività che si traduce in una sorta di nuovo luddismo che si scarica contro le innovazioni che tagliano il lavoro. In terzo luogo è stata sottolineata la difficoltà di ricomprendere nel tessuto sociale i fenomeni di esclusione: un processo per cui non bastano politiche settoriali, ma servono invece politiche coordinate di ampio respiro. Infine, servono luoghi dove costruire la programmazione e progettare le politiche necessarie.

Se l’introduzione ha messo sul piatto considerazioni molto pratiche, nello sviluppo del discorso di presentazione del suo libro, Giumelli (coadiuvato dalle domande – in vero molto discrete – del direttore del quotidiano “La Provincia”, Diego Minonzio) ha allargato la prospettiva a una riflessione più teorica. Nel suo testo Giumelli riflette sulla fine della crescita economica, sulla crisi del lavoro industriale e in particolare sulla scomparsa del “lavoro-posto di lavoro” (inteso come lavoro a tempo inderminato) che per lungo tempo ha garantito una occupazione quasi piena e quindi un’ampia fascia di protezione a consistenti settori di popolazione.

“Protezione” è quindi un concetto fortemente legato al paradigma della fabbrica (cioè del lavoro industriale/fordista) e la crisi di questa impone una rifondazione del concetto stesso di protezione. In una situazione in cui si assiste a uno sdoppiamento del mercato del lavoro (dove a un mercato primario, del lavoro propriamente detto, si affianca un mercato secondario, quello del precariato) è necessario ripensare tutti i sistemi di riferimento. L’attore principale di un riequilibrio non può che essere – a giudizio dell’autore – lo “stato sociale”, mettendo in conto la possibilità che la protezione non si esplichi più attraverso compensazioni monetarie ma attraverso la garanzia di diritti. Attore di questo cambiamento potrebbe essere, secondo Giumelli, il sindacato che però gli appare ancora al momento troppo invischiato nelle logiche del lavoro industriale.

Se il quadro di riferimento, così delineato, appare abbastanza chiaro, assai meno convincenti sono apparse le proposte operative: più di una volta a chi gli chiedeva di chiarire alcune ipotesi (per esempio la marginalizzazione del denaro) Giumelli si è limitato a rispondere, con bonaria provocazione, che proprio quello è il problema.

Il dibattito, piuttosto acceso e tutt’altro che rituale, ha cercato di mettere a punto alcune questioni teoriche, ma anche di riportare all’attenzione questoni pratiche; una su tutte: il fenomeno delle migrazioni di massa che si muove in direzione contraria rispetto alle dinamiche economiche, per cui se i capitali si allontanano dalla vecchia Europa, le persone reali continuano a cercare di entrarci.

Il dibattito è poi continuato anche a incontro finito, dimostrando l’interesse della proposta di Auser, nonostante qualche rigidità libresca nel discorso dell’autore. [Fabio Cani, ecoinformazioni]

Bobba col Pd a Cantù: Verso un nuovo welfare

WelfarebobbaVenerdì 14 novembre alle 21 nella Sala convegni Enaip in via XI febbraio a Cantù si terrà l’incontro Verso un nuovo welfare. Il rapporto tra comunità, terzo settore ed istituzioni locali. Alla serata interverranno Luigi Bobba, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Savina Marelli, Chiara Braga, Mauro Guerra, Luca Gaffuri, Angelo Orsenigo. Coordina Fausto Tagliabue. Info.

Stop Ttip anche a Como

nottipMedicina democratica, Movimento per la decrescita felice, Comitati Como per l’acqua pubblica, Attac, Gas di Cernobbio, Civiltà Contadina, Rete donne nella crisi, Price is rice, M5s, Comitato altra Europa Como, Sel, PRC con il sostegno dell’Arci collaborano a Como nel comitato Stop Ttip. Leggi nel seguito il comunicato.

 «Un numeroso gruppo di persone e di rappresentanti di associazioni e organizzazione politiche si è incontrato il 4 novembre, a Como, per costituire anche nella nostro territorio un coordinamento per approfondire i temi connessi al Ttip (il Partenariato Trans-Atlantico per il commercio e investimenti in corso di negoziazione tra Stati Uniti e Unione Europea).

Come è noto, l’obiettivo del negoziato per il Ttipèl’abbattimento delle barriere non tariffarie al commercio e agli investimenti tra Usa e Ue.

Al centro del negoziato sono infatti principalmente le “barriere normative”, cioè le legislazioni degli stati coinvolti nel negoziato e le normative che in Europa e negli Stati membri della UE tutelano (anche se purtroppo residualmente) ambiente, sicurezza alimentare, salute, beni comuni, produzione dell’energia, servizi pubblici, diritti del lavoro, diritti legati ai diritti d’autore e alla privacy.

Il trattato si configura come un radicale intervento di “deregolamentazione” a favore delle grandi lobby finanziarie ed economiche. Fino a comprendere  una clausola (ISDS) che prevede la costituzione di un apposito organismo di arbitrato nelle controversie tra investitori e Stati che avrà la facoltà di prescrivere risarcimenti agli investitori da parte degli Stati, qualora le normative degli stessi possano limitare o ridurre il rendimento degli investimenti.

Un aspetto cruciale di questi negoziati, in corso dal 2013, è la loro segretezza: i testi sui quali si discute e ci si confronta sono accessibili solo ai team tecnici che se ne occupano e, per parte politica, al Governo Usa e alla Commissione Ue. Nemmeno i Parlamenti e i Governi degli Stati membri sono obbligatoriamente coinvolti e a conoscenza dell’andamento delle trattative.

Tutte le informazioni e i documenti emersi confermano l’orientamento del TTIP a favore dei grandi investitori e a discapito delle economie locali e della capacità produttiva territoriale, dei beni comuni,  e dell’esercizio stesso della democrazia.

Si è quindi costituito il comitato Stop Ttip Como, aperto alle adesioni individuali e di  associazioni e organizzazioni sociali, di volontariato e politiche. Obiettivi principali: informazioni ai cittadini, approfondimento delle ricadute del TTIP sul territorio della provincia, confronto e approfondimento con le parti sociali e con le istituzioni. Il comitato aderisce alla campagna Stop Ttip Italia». [Medicina democratica, Movimento per la decrescita felice, Comitati Como per l’acqua pubblica, Attac, Gas di Cernobbio, Civiltà Contadina, Rete donne nella crisi, Price is rice, M5s, Comitato altra Europa Como, Sel, Prc. L’Arci ha dato la sua disponibilità a ospitare e collaborare alle iniziative]

ShopinComo premiata per il secondo anno consecutivo

appshopincomoIl Distretto del commercio cittadino comasco ha ricevuto un premio per la propria App da Smau Milano 2014.

 

«È il secondo anno consecutivo che Shopincomo riceve un riconoscimento nell’ambito dell’importante rassegna milanese – spiega il Comune di Como –. Lo scorso anno era stato premiato il programma di intervento del Distretto urbano del commercio, che aveva ottenuto anche un cofinanziamento di 75mila euro da parte di Regione Lombardia, per sviluppare progetti a supporto del commercio e del turismo. Quest’anno, appunto, il riconoscimento è andato alla App Shopincomo finanziata con lo stesso contributo regionale».

Il comunicato precisa che: «La App, disponibile per tutti i principali dispositivi smartphone (Android, I Phone e Windows Phone) è gratuita e permette al pubblico di individuare i negozi dello shopping ricercando l’insegna, l’indirizzo e, soprattutto, il brand e i prodotti. In questo modo, tutti i commercianti (oltre 450 quelli che hanno già aderito) possono promuovere la propria attività anche indicando i brand e i prodotti che caratterizzano la propria offerta. La App rappresenta il primo passo, insieme al rinnovato sito www.shopincomo.com, verso l’utilizzo sempre più massiccio della tecnologia a supporto del commercio».

In vista di Expo 2015 saranno attivate anche due nuove App: «La App Parcheggi per conoscere in tempo reale la disponibilità degli autosili cittadini ed essere guidato ai parcheggi con un sistema analogo a quello dei navigatori satellitari e la App Oggi in vetrina che permetterà a gli esercenti di inserire e fare conoscere, gratuitamente, le proprie offerte e promozioni». [md, ecoinformazioni]

Con il pareggio ci perdi/ partita la raccolta firme

col-pareggio-ci-perdiCon la prima raccolta di firme tenutasi a piazza del Pantheon a Roma il 15 ottobre, è partita ufficialmente la campagna Con il pareggio ci perdi a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare di revisione costituzionale per cancellare l’introduzione del principio di pareggio di bilancio nella nostra Costituzione, attraverso la modifica di alcuni articoli fra cui l’art.81. Tra le prime firme anche Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, che quindi sosterrà l’iniziativa.

Il Parlamento assunse questa decisione nel 2012, sotto il governo Monti, raccogliendo una proposta del precedente governo Berlusconi. I fautori di tale modifica si appellarono alla volontà dell’Europa. Ma la Ue non ha mai imposto ai paesi membri di mettere in Costituzione il pareggio di bilancio, tanto è vero che altri paesi non lo hanno fatto. In questo modo il nostro paese si è invece privato della possibilità di aumentare la spesa sociale, anche in deficit, per creare le condizioni di un incremento del Pil e di produrre una crescita secondo modelli ambientalmente e socialmente compatibili. E infatti le politiche di rigore e di austerità in atto in  Italia e in Europa, basandosi sul taglio della spesa sociale, impoveriscono i paesi, riducono i diritti, aumentano la disoccupazione. È esattamente la fotografia attuale dell’Europa e dei paesi mediterranei in particolare, fra cui il nostro. Che l’obbligo di pareggio in Costituzione non stia in piedi, lo dimostra anche il fatto che lo stesso governo Renzi, alla sua prima applicazione, ha chiesto alla Ue di potere scivolare di un anno, per fare fronte alle urgenze della crisi economica.

Nella proposta di legge di iniziativa popolare non si propone solo di tornare al testo precedente alla modifica dell’art. 81, ma si vuole introdurre un principio fondamentale che è presente nelle più avanzate e recenti costituzioni, come quelle di alcuni paesi latinoamericani. Al vincolo contabile si sostituisce quello della soddisfazione dei bisogni e dei diritti dei cittadini. E quindi le manovre di bilancio non possono avere come conseguenza il taglio di spese sociali che ledono quei diritti.
In questo modo la proposta di legge, pur non potendo influire direttamente sul Fiscal compact, che è un trattato europeo, rafforza gli argomenti per contrastarlo, dal momento che la logica del rientro forzato dal debito nel giro di venti anni comporta necessariamente una diminuzione della spesa sociale, che è proprio quanto la proposta di legge vuole venga vietato costituzionalmente. Il primato delle leggi contabili verrebbe così sostituito dal primato dei diritti.

L’obiettivo minimo  consiste nella raccolta di 50mila firme in sei mesi, ma il comitato promotore si propone obiettivi molto più ambiziosi.
Nei prossimi giorni verrà attivato il sito colpareggiociperdi.org dove verranno precisati tutti i dettagli della raccolta, inseriti materiali da scaricare, con risposte alle obiezioni più frequenti in modo da mettere in condizioni le organizzazioni locali di partecipare alla raccolta. I moduli verranno stampati centralmente per poi essere vidimati in loco.

Di seguito la composizione del comitato promotore, cui ne seguirà uno di sostegno composto da organizzazioni, associazioni  e sindacati,  per evidenziare l’ampio spettro di persone e forze sociali coinvolte nella iniziativa:
Stefano Rodotà (Presidente), don Vinicio Albanesi, Gaetano Azzariti, Giorgio Airaudo, Andrea Baranes, Leonardo Becchetti, Fausto Bertinotti, Alberto Campailla, Luciana Castellina, Francesca Chiavacci, Giorgio Cremaschi, Cecilia D’Elia, Monica Di Sisto, Vittorio Cogliati Dezza, Antonello Falomi, Roberta Fantozzi, Stefano Fassina, Luigi Ferrajoli, Nicola Fratoianni, Mauro Gallegati, Luciano Gallino, Alfonso Gianni, Patrizio Gonnella, Riccardo Laterza,  Danilo Lampis, Maurizio Landini, Giulio Marcon, Grazia Naletto, Mario Pianta, Felice  Roberto Pizzuti, Norma Rangeri, Marco Revelli, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Mario Sai, Riccardo Troisi, Francesco Vignarca, Alex Zanotelli, don Armando Zappolini.[Fonte sito Arci Nazionale]

50 contratti di rete nel Comasco

lavoroCoinvolte 106 imprese «che hanno deciso di fare gioco di squadra», come risulta da un’indagine di Unioncamere Lombardia su dati Infocamere.

 

«Al 1° settembre 2014 risultano stipulati in Italia 1.713 contratti di rete, di cui 164 con soggettività giuridica per un totale di 8.735 aziende coinvolte – precisa un comunicato della Camera di commercio di Como –. In Lombardia sono stati siglati complessivamente 538 contratti, a fronte di ben 1.961 imprese che si sono alleate. 29 reti registrano l’alleanza di imprese provenienti da più province lombarde e ben 16 il coinvolgimento di aziende anche extra lombarde, 17 vantano l’aggregazione di tre aziende e 13 posseggono un numero di componenti dalle sei alle dieci imprese».

«Nella provincia di Como nel dettaglio risultano essere nati 45 contratti registrati senza soggettività giuridica (rete contratto) e 5 che si sono dotati di soggettività giuridica autonoma (rete soggetto) – prosegue la nota –. Collaborazione ed integrazione sono le carte vincenti per riuscire a vincere la sfida economica del prossimo futuro e il contratto di rete può rappresentare una delle più efficaci risposte di programmazione per aumentare la competitività delle aziende e superare la frammentazione del tessuto imprenditoriale. Le imprese aggregate in rete, infatti, mostrano in genere performance economiche migliori del settore produttivo di appartenenza e riescono con maggior facilità ad accedere al credito».

«Le opportunità per chi si aggrega in rete – termina lo scritto – sono infatti molte: dai vantaggi fiscali alle economie di scale, dall’ampliamento delle capacità produttive all’allargamento del ventaglio di mercati potenziali». [md, ecoinformazioni]

11 ottobre/ Stop Ttip

nottipAnche Sel di Como si mobilità contro il  Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership), il Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti l’accordo capestro che quasi clandestinamente avanza e potrebbe dare un colpo mortale ai diritti dei cittadini e alle loro condizioni economiche a vantaggio esclusivo delle grandi aziende multinazionali, delle economie più forti e della parte della popolazione più ricca. A Como è in programma un gazebo sabato 11 ottobre tutta la giornata avanti a Liceo classico (Largo già noto come Miglio).

«Sinistra Ecologia Libertà aderisce a livello nazionale alla campagna stop Ttip e sabato 11 ottobre parteciperà alla giornata di informazione europea contro il Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti  (Ttip – Transatlantic Trade and Investment Partnership). A Como sarà presente, tempo permettendo, in Largo Miglio (Porta Torre, davanti al liceo Classico) con un gazebo informativo sui temi del commercio e del lavoro.

I contenuti dell’accordo Ttip, che è ancora in discussione, interessano settori diversi, dal commercio ai servizi locali, agli investimenti e rappresentano un tentativo di erosione delle garanzie conquistate in anni di lotte sociali dal punto di vista del diritto del lavoro, dei diritti umani, della tutela ambientale, della sicurezza alimentare, degli istituti democratici. Il primo obiettivo del Ttip, infatti,  non saranno le tasse doganali già abbastanza basse tra Europa e Usa, bensì quelle “non doganali”, che riguardano gli standard di sicurezza e di qualità della vita di tutti i cittadini: l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, le tutele e la sicurezza sul lavoro. Questo perché l’omologazione delle normative porterà inevitabilmente ad una perdita delle garanzie esistenti in Europa, oggi molto più elevate rispetto a quelle statunitensi. Per fare un esempio: in base al referendum del 2012, in Italia l’acqua è un bene pubblico; ma le aziende statunitensi potrebbero contestare questo principio, sancito dalla volontà popolare, in base alla legislazione Usa per la quale l’acqua è una merce come un´altra.

Il materiale informativo verrà distribuito anche in altri territori della provincia e una bozza di mozione sul tema del Ttip, verrà inviata ai consiglieri comunali e provinciali».

[Marco Lorenzini, coordinatore provinciale Sel Como]

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