Economia

17 marzo/ Ttip, se lo conosci lo eviti

nottipIl Comitato comasco Stop Ttip organizza una serata di approfondimento e confronto sul tema del negoziato noto con l’acronimo Ttip (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti), in corso fra Usa e Ue con l’obiettivo di ridurre fortemente le barriere tariffarie e non tariffarie fra i due Paesi. L’appuntamento è per  martedì 17 marzo, alle 20.45, alla Circoscrizione 1 di Como-Albate, Cascina Massè, via S. Antonino 4. Vai al sito nazionale Stop TtipPresto on line su ecoinformazioni.

 

13,14 e 15 marzo/ Fa’ la cosa giusta!

falacosagiustaFieramilanocity, presso i padiglioni 2 e 4 dello storico quartiere fieristico di Milano, si prepara ad ospitare anche per il 2015, dal 13 al 15 marzo, la dodicesima edizione della fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili Fa’ la cosa giusta!.

Fa’ la cosa giusta!, fin dalla sua prima edizione, ha come obiettivo quello di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione e di valorizzare le specificità e le eccellenze, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.

Arci Lombardia sarà presente alla fiera con uno stand nella zona rossa Associazioni e partecipazione sociale. Info http://falacosagiusta.terre.it/

Pescato costante sul Lario

pescato foto Salmerini del Lario«I pescatori di professione che hanno lavorato nel Lario e nel lago di Mezzola nel 2014 sono 77 – annuncia Villa Saporiti –. Il pescato complessivo è sostanzialmente stabile. Le catture dell’anno 2014 hanno raggiunto le 194 tonnellate e sono leggermente al di sotto della media del decennio, pari a 199 tonnellate».

 

«Come sempre, la “parte del leone” la fanno i coregoni, l’agone e il pesce persico, che insieme superano l’85% del pescato totale – afferma Carlo Romanò, responsabile del Servizio pesca della Provincia di Como –. Il calo più vistoso riguarda i coregoni (più noti come lavarelli) che, anche se restano di gran lunga la specie più abbondante, hanno fatto registrare un calo di circa il 20% rispetto all’anno precedente. L’aumento delle catture di agone, pur significativo (+28% rispetto al 2013), probabilmente non ha colto il reale incremento della popolazione. Nel periodo di massima resa della pesca (dal 20 giugno a tutto luglio) molti professionisti Dati pescato con LCsi sono dedicati ad altre specie perché le catture straordinariamente abbondanti dei pescatori sportivi hanno fatto crollare il mercato dell’agone in molte zone rivierasche».

«Per quanto riguarda l’aumento del salmerino una volta sottolineato che si tratta di una buona notizia per lo stato di salute generale del lago (il salmerino è una specie molto esigente dal punto di vista ambientale), non si può escludere che la predazione di uova e avannotti esercitata da questa specie sia una delle possibili cause della diminuzione dei coregoni – continua Romanò –. La diminuzione del cavedano purtroppo non fa più notizia e, trattandosi di una specie che non si allontana molto dalla sponda, è stata notata da tutti coloro che frequentano le rive del lago. Infine, per la prima volta il siluro ha fatto la sua comparsa nelle statistiche del pescato. Per ora le catture sono poco significative – poco più di un quintale nell’intero lago – ma cominciano a destare qualche preoccupazione perché si fanno sempre più frequenti. Nel fiume Adda a pochi chilometri dal Lario quest’anno sono stati catturati alcuni individui con peso superiore a 30 Kg». [md, ecoinformazioni]

Tutti con i frontalieri

FRONTALIERI ALTRIRegione Lombardia e i deputati del Pd comaschi e varesini contro le aziende svizzere che si rivalgono sui lavoratori italiani per il franco forte.

«L’ultima vicenda che ha coinvolto i lavoratori della Exten Sa di Mendrisio è un ulteriore segnale preoccupante dell’atteggiamento di alcune aziende oltre confine che sempre più spesso adottano comportamenti discriminatori e ricattatori nei confronti dei lavoratori frontalieri» affermano i deputati Pd comaschi, Chiara Braga e Mauro Guerra, e varesini, Maria Chiara Gadda, Daniele Marantelli e Angelo Senaldi.

«È inaccettabile che gli effetti del super franco svizzero vengano fatti ricadere sul trattamento dei lavoratori, con un particolare accanimento su quelli frontalieri, senza che ci sia nessun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in un’eventuale trattativa – proseguono i parlamentari democratici –. Proprio mentre si stanno definendo nuovi accordi di grande rilevanza tra Italia e Svizzera, chiediamo che ci sia la massima attenzione del nostro Governo anche su episodi di questo genere, a tutela della dignità dei nostri lavoratori e a garanzia di un rapporto fondato sul rispetto e la reciproca dignità dei due Paesi».

Per questo i cinque deputati hanno scritto anche una lettera ai ministri del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni e dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, per chiedere di: «Voler prestare, proprio mentre il Governo italiano si appresta oggi a definire i nuovi accordi bilaterali in materia fiscale tra Italia e Svizzera, la massima attenzione affinché la dignità dei lavoratori frontalieri venga tutelata e garantita, in un quadro di rispetto reciproco tra gli Stati nazionali».

«Riteniamo ingiustificabile che le conseguenze dell’apprezzamento del franco, deciso dalla Banca Nazionale Svizzera, vegano fatte ricadere dai datori di lavoro svizzeri sui lavoratori e, con particolare accanimento, sui lavoratori frontalieri che sono colpiti non solo dalle misure di contenimento dei costi operate da parte delle aziende svizzere – scrivono nella lettera –, ma sempre più spesso anche da veri e propri atti di prevaricazione che si traducono in tagli indiscriminati ai salari, applicati senza alcun criterio né negoziato a livello sindacale, spesso di importo molto superiori ai differenziali di cambio. Oltre al fenomeno del c.d dumping salariale si assiste al rischio, di far arretrare di decenni le condizioni di migliaia di lavoratori e lavoratrici, italiani e svizzeri» (la lettera).

Anche Regione Lombardia si attiva per i frontalieri e Francesca Attilia Brianza, presidente Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, Confederazione elvetica e Provincie autonome, intervenuta alla firma del Protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale, siglato in Prefettura a Milano dal ministro Padoan e dal capo Dipartimento federale delle finanze della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf, afferma: «Il nostro impegno è rivolto a tutelare gli oltre 60mila lavoratori frontalieri e le loro famiglie e salvaguardare i comuni di frontiera. Continueremo a vigilare sull’evoluzione di questi accordi e in particolare sulle azioni che saranno intraprese da parte di governo e parlamento italiani, ma è fondamentale che i nostri concittadini non siano penalizzati, soprattutto nella attuale situazione di particolare criticità legata alla liberalizzazione del cambio del franco svizzero».

«Ci siamo mossi in questi mesi con interrogazioni, mozioni e interpellanze per sollecitare il governo, abbiamo anche ascoltato in audizione in Consiglio regionale Vieri Ceriani, capo negoziatore da parte italiana, e ci sono state date rassicurazioni: ma noi anche oggi ribadiamo che lavoriamo per evitare i nostri frontalieri possano essere penalizzati da questo accordo – ha sottolineato Brianza –. Noi non abbiamo partecipato attivamente alla predisposizione di questi accordi, ma negli incontri avuti con il negoziatore Ceriani abbiamo chiesto e ottenuto assicurazioni relative al fatto che il trattamento fiscale nei confronti dei frontalieri non subirà variazioni nell’immediato e per questo vogliamo tenere la situazione costantemente monitorata».

Il protocollo, spiega la Regione: «Prevede lo scambio automatico di informazioni tra le autorità fiscali dei due Paesi (a regime dal 2017), un nuovo sistema di tassazione dei lavoratori transfrontalieri italiani, ma anche l’uscita della Confederazione elvetica dalla Black List dei Paesi che l’Italia considera non collaborativi in materia fiscale. Questo passaggio è fondamentale per la piena applicazione della Voluntary Disclosure, il provvedimento varato dal governo italiano che ha l’obiettivo di spingere i contribuenti ad autodenunciare i redditi detenuti illecitamente oltreconfine con il pagamento delle imposte dovute e di sanzioni penali e amministrative ridotte».

«Il testo del Protocollo siglato a Milano prevede l’assoggettamento dei lavoratori frontalieri ad una imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all’imposizione nello Stato di residenza, mediante suddivisione del gettito fiscale derivante in ragione di un massimo del 70 per cento del totale dell’imposta prelevabile alla fonte da parte dello Stato del luogo di lavoro. Per quanto concerne la tassazione – è stato sottolineato dai ministri italiano e svizzero – il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà né inferiore né superiore a quello attuale. L’allineamento con la legislazione domestica dovrà essere molto graduale».

Saltano quindi le erogazione dalla Svizzera ai Comuni di frontiera: «Prima avevano i ristorni da parte Svizzera ma il governo ha detto che ora ci saranno trasferimenti da parte italiana – ha terminato Brianza –. È indispensabile che gli impegni del governo siano garantiti anche in futuro». [md, ecoinformazioni]

Annarita Polacchini nuova coordinatrice del Tavolo per la competitività di Como

tavolo competitività comoNella seduta di lunedì 16 febbraio la dirigente di Asf è stata nominata al posto di Mauro Frangi alla guida dell’ente di raccordo fra «organizzazioni e istituzioni rappresentative della realtà economico-produttiva, sociale e politica del territorio comasco, ed i rappresentanti locali nelle istituzioni provinciali, regionali e nazionali».

 

«Al termine dei lavori il presidente della Camera di commercio di Como, Ambrogio Taborelli, ribadendo l’importanza del ‘Tavolo’ e ringraziando Mauro Frangi per il lavoro fin qui svolto ha individuato Annarita Polacchini, consigliere camerale, quale nuova coordinatrice del Tavolo».

«Esprimo gratitudine per la fiducia e ringrazio il presidente Ambrogio Taborelli e Mauro Frangi a cui chiedo un supporto per la capacità dimostrata nella conduzione del Tavolo negli scorsi anni – afferma la nuova coordinatrice del Tavolo della competitività e lo sviluppo della provincia di Como –. Credo che sia più che mai il momento che le forze del territorio si dimostrino coese per portare avanti le istante per lo sviluppo dello stesso». [md, ecoinformazioni]

Tavolo per la competitività per la Variante della Tremezzina

rendering variante tremezzinaServe però una: «Intensificazione degli sforzi comuni e convergenti di tutti i soggetti coinvolti per pervenire, entro la scadenza del prossimo 31 agosto 2015, a garantire tutte le condizioni tecniche e finanziarie necessarie alla effettiva cantierabilità dell’intervento».

 

Il Tavolo per la competitività e lo sviluppo comasco riunitosi lunedì 16 febbraio: «Ha ribadito la scelta – più volte unanimemente condivisa – e l’impegno di tutte le sue componenti per la realizzazione della “Variante Tremezzina” alla Strada Statale 340 “Regina”, quale intervento infrastrutturale ritenuto prioritario per lo sviluppo del territorio provinciale. Il “Tavolo” – richiamate le decisioni assunte nelle sedute del 7 novembre 2011 e del 17 giugno 2013 e, da ultimo, il 22 settembre 2014 – ribadisce che l’inserimento dell’opera tra le iniziative infrastrutturali prioritarie finanziate attraverso il c.d. Decreto “Sblocca Italia” costituisce il coronamento di uno sforzo corale pluriennale di tutti gli attori del territorio e rappresenta un’occasione imperdibile per consentire l’effettiva realizzazione dell’opera. In quest’ottica il “Tavolo” sollecita una ulteriore intensificazione degli sforzi comuni e convergenti di tutti i soggetti coinvolti per pervenire, entro la scadenza del prossimo 31 agosto 2015, a garantire tutte le condizioni tecniche e finanziarie necessarie alla effettiva cantierabilità dell’intervento».

«A tal fine il Tavolo per la Competitività e lo Sviluppo della provincia di Como – prosegue la nota –: esprime soddisfazione per il completamento, nei tempi previsti dagli accordi programmatici in essere della progettazione definitiva dell’infrastruttura da parte dell’Amministrazione Provinciale e per la sua validazione da parte dei competenti uffici dell’Anas; auspica una rapida e positiva evoluzione della procedura avviata presso il Provveditorato Regionale delle Opere Pubbliche, con l’insediamento e l’apertura della Conferenza di Servizio, nonché della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale avviata dai competenti uffici di Regione Lombardia; prende atto positivamente che Regione Lombardia, coerentemente alle richieste contenute nelle precedenti decisioni assunte dal “Tavolo”, ha avviato lo stanziamento di proprie risorse a cofinanziamento dell’opera; sollecita una ulteriore intensificazione degli sforzi comuni e convergenti di tutti i soggetti e gli attori istituzionali coinvolti per garantire tutte le condizioni tecniche e finanziarie necessarie alla effettiva appaltabilità e cantierabilità dell’opera; • chiede alla Camera di Commercio di Como di rappresentare a tutti i soggetti coinvolti le volontà condivise e le scelte espresse dal “Tavolo”». [md, ecoinformazioni]

Indagine congiunturale quarto trimestre 2014

commento_CCIAA_IV_trim_2014La Camera di commercio comasca ha presentato i dati economici del Comasco alla fine dell’anno appena passato. Migliora leggermente il manifatturiero, male commercio e servizi, sono diminuite le ore di cassa integrazione.

 

«Per il settore manifatturiero comasco il 2014 si conclude bene, con una variazione della produzione del +1,4% – spiega l’introduzione al documento di analisi economica della Camera di Commercio di Como per l’ultimo trimestre del 2014 –. Il dato tuttavia è inferiore a quello dei precedenti trimestri. Complessivamente la performance comasca è stata migliore a quella lombarda che, con il suo rallentamento, potrebbe generare qualche allarme. Il fatturato cresce sia sul mercato estero che interno. Gli ordini invece sono in flessione. Le previsioni sono coerenti con il quadro generale: per gli imprenditori comaschi non mancano le preoccupazioni. Finalmente il settore manifatturiero artigiano sembra avere toccato il punto di svolta, dopo una lunga sequenza di trimestri problematici. La produzione aumenta del +0,8% in linea con il fatturato che cresce sia sul fronte interno che estero. Ordini e aspettative tuttavia restano negativi, mostrando la fragilità del ciclo».

«Per quanto riguarda il commercio, i dati a disposizione mettono in luce il perdurare delle difficoltà del settore – prosegue lo scritto –: il trimestre si conclude con una nuova flessione del fatturato e le aspettative non lasciano presagire un cambio di rotta. Per quanto riguarda i dati di vendita di prodotti di largo consumo confezionati presso supermercati e ipermercati Como chiude l’anno con un aumento del +2,1% a valore e -0,6% a volume, variazioni decisamente superiori a quelle nazionali e regionali. Anche nel settore dei servizi prevalgono le difficoltà. La variazione del fatturato è ancora negativa, seppur di poco (-0,9%), in controtendenza al dato regionale: non si assiste ancora al tanto agognato rimbalzo dopo oltre tre anni di contrazioni. Le previsioni restano pessimistiche. Per contro nelle costruzioni potrebbe essere stato toccato il pavimento della crisi: a Como il fatturato del quarto trimestre è cresciuto del +3,4%, in controtendenza al dato regionale».

«Per quanto riguarda la demografia d’impresa, il numero delle registrate è risultato pari a 48.358, con un calo di -975 unità rispetto a dicembre 2013 (-2,0%) e di -472 unità rispetto a settembre 2014 – termina a nota –. Analogo l’andamento del sottoinsieme delle 43.325 imprese attive, che hanno perso 774 unità rispetto all’anno precedente (-1,8%) e 402 negli ultimi tre mesi. Le iscrizioni sono state pari a 650 e le cancellazioni 1.128 (di cui 727 non d’ufficio). I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel trimestre considerato sono stati complessivamente 54, in leggero calo rispetto ai 62 di 12 mesi prima. Le ore di cassa integrazione autorizzate sono risultate in forte calo rispetto ai dati di fine 2013 (-33,8%) (l’indagine)». [md, ecoinformazioni]

Alberghi?

piazza cavour comoNel 2013 sono diminuiti in quasi tutta Italia quelli di fascia più bassa. A Como -11 unità.

 

«Per il 2013, è stato calcolato che la consistenza degli esercizi alberghieri in Italia ammontava a 33.316 strutture, presenti per quasi il 30% nelle sole regioni Trentino Alto Adige (16,5%) ed in Emilia Romagna (13,4%) – si legge in una nota dell’Annuario statistico regionale lombardo –. In Lombardia sono state contate 2.830 unità, pari all’8,5% del complesso nazionale, con il 60% concentrato nelle province di Brescia (671 strutture), Milano (637 esercizi) e Sondrio (390 strutture). Rispetto al 2012, a livello nazionale, la numerosità degli esercizi alberghieri diminuisce di 412 unità. Quasi tutte le regioni sono interessate dal fenomeno, a partire da Lombardia e Trentino Alto Adige, che perdono, rispettivamente, il 4,2% ed il 4,3% delle proprie strutture, fino a Toscana, Marche e Campania dove, sempre in termini percentuali, si calcolano le perdite minime (-0,1% per tutte le tre regioni menzionate). Uniche regioni in cui si rileva una crescita degli esercizi alberghieri sono Sicilia (+4,2%), Sardegna (+2,1%), Lazio (+1,7%), Molise (+0,9%), Umbria (+0,5%) e Puglia (+0,4%). In Lombardia, la contrazione del numero di strutture alberghiere (-125 unità) riguarda tutte le province ad esclusione di Lodi, che accresce di una unità il proprio contingente (da 27 a 28 esercizi). In termini assoluti, Brescia è la provincia che risente maggiormente del fenomeno (-65 strutture), seguita da Como e Milano (-11 in ciascuna di esse), mentre a Cremona e a Monza e Brianza si registra la “minima” perdita (-1 unità per ognuna). In proporzione sulla propria dotazione del 2012, invece, la contrazione più forte si ha a Mantova (-9,9%) e la minima a Bergamo (-0,7%). Sebbene il fenomeno sia piuttosto generalizzato e la diminuzione riguardi, principalmente, gli alberghi ad una e due stelle (rispettivamente, -48 e -56 strutture) ed in modo più limitato gli esercizi a tre e quattro stelle (-9 strutture per questi ultimi e -18 esercizi nella categoria “tre stelle”), si rileva un andamento di segno opposto per gli alberghi di lusso ed a 5 stelle (+2 strutture, una in provincia di Milano ed una in provincia di Bergamo) e per le residenze turistiche. La diminuzione di queste ultime in ragione di una unità per ciascuna delle province di Varese, Pavia e Monza e Brianza, infatti, risulta compensata dagli aumenti che si registrano a Bergamo (+3 strutture), a Brescia (+2 esercizi) ed a Como e Cremona (+1 unità per ognuna di queste). A livello regionale, pertanto, si rileva una crescita delle residenze turistiche di 4 unità (+2,1% in termini proporzionali sul dato del 2012).
Dei 2.830 esercizi alberghieri presenti in Lombardia nel 2013, il 43,2% appartenevano alla categoria tre stelle (1.222 in termini assoluti), che risulta anche la più diffusa in tutte le province ad esclusione di Milano, nella quale la categoria più nutrita è quella degli alberghi a 4 stelle (32,8%, pari a 209 strutture).
Sempre a Milano si concentra quasi la metà degli alberghi a 5 stelle e di lusso (17 esercizi sui 35 presenti in regione nel 2013). Per questa categoria, la seconda provincia in termini di strutture ospitate è Brescia (11 esercizi), mentre le restanti 7 si trovano a Como (4 strutture), Sondrio, Bergamo e Mantova (una struttura per ciascuna provincia). Del tutto assenti a Lodi, le residenze turistiche ammontano, nel 2013, a poco meno di 200 unità e sono concentrate nelle province di Milano (30,2%, pari a 58 esercizi), Brescia (27,1%, corrispondente a 52 strutture) e Sondrio (16,7%, pari a 32 unità)».

«Come già posto in evidenza, tra 2012 e 2013, le categorie che maggiormente subiscono un ridimensionamento sono quelle degli alberghi ad una e due stelle – prosegue il comunicato –. In termini assoluti, Brescia è la provincia che scomparire il maggior numero di alberghi sia a due stelle (-31 esercizi), sia ad una stella (-14 unità). Ciononostante, la geografia degli alberghi di queste ultime categorie mostra come la maggior parte quelli a due stelle rimanga concentrata proprio a Brescia (che, nel 2013, ospitava il 22,1%, pari a 99 strutture) e come tale provincia sia seconda solo a quella di Milano per gli alberghi ad una stella. Questi ultimi, difatti, risultano presenti per quasi il 23% nella provincia del capoluogo di regione e per ed il 21,4% in provincia di Brescia (si parla, rispettivamente, di 82 e 77 esercizi). Infine, osservando la distribuzione sul territorio degli esercizi alberghieri appartenenti alle categorie più basse, si può notare come quelli a due stelle siano minimamente presenti a Cremona e Lodi (3 esercizi per ognuna di queste) e come a Monza e Brianza si raggiunga il numero più piccolo (3 unità) per le strutture ad una stella». [md, ecoinformazioni]

Video/ Coprogettare/ Amministrazione pubblica e imprese sociali insieme

5 COPROGETFrancesca Paini, portavoce del Forum comasco del Terzo settore, ha aperto venerdì 30 gennaio l’incontro Coprogettare esprimendo soddisfazione nel vedere la sala di Confocoperative piena di esponenti del terso settore (in sala anche i consiglieri del Comune di Como Roberta Marzorati e Italo Nessi ed il consigliere regionale Luca Gffuri) e replicato il successo della prima iniziativa del rinato Forum che aveva avuto come relatore Luigi Bobba.

Le relazioni di Lele Marinoni e Paolo Dell’Oro del Consorzio Consolida, di Omar Piazza di Confocoperative Bergamo e l’intervento di Bruno Magatti, assessore alle Politiche sociali del Comune di Como, hanno messo a fuoco alcune delle principali esperienze lombarde di coprogettazione e confermato l’impegno del Comune a puntare su questo strumento di collaborazione tra istituzione pubblica e imprese sociali anche al di là della sperimentazione che si sta avviando per lo stabile di via Volta. Magatti ha comunicato che l’atteso bando per l’avvio della prima esperienza comasca sta per essere emanato e che presto  sarà seguito da altre proposte. La scelta della coprogettazione fatta dalla politica al governo della città è ormai pienamente condivisa anche dai tecnici. Ricco il dibattito con domande ai relatori per ulteriori approfondimenti delle esperienze narrate. Già on line su canale di ecoinformazioni  tutti i video.

Guarda gli altri video dell’incontro sul canale di ecoinformazioni.

Corto Circuito all’ascolto!

logo_cortocircuitoCorto Circuito, Cooperativa Sociale attiva dal 2009 sul territorio comasco per sostenere e rendere accessibile a livello locale la filiera corta e il consumo responsabile, ha elaborato un questionario per migliorare la qualità delle proprie attività. «Hai mai fatto acquisti dalla Cooperativa o hai partecipato a sue iniziative? Anche le tue risposte possono essere molto importanti!» la cooperativa chiede di compilare entro il 15 febbraio il questionario web disponibile all’indirizzo: it.surveymonkey.com/s/CortoCircuito012015. Ai partecipanti all’iniziativa, avranno in omaggio un pacco da 1 kg di farina semintegrale prodotta con grano locale dalla Cooperativa e verranno messi a conoscenza dei risultati del sondaggio. Info www.cooperativacortocircuito.it

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