Economia

Criminalità organizzata ed economia/ Tante sinergie ancora da scoprire

cminaleconomiaNel 1875/76 la relazione della Commissione d’inchiesta Fianchetti-Sonnino definì la mafia come «sviluppo e perfezionamento della prepotenza diretta a ogni scopo di male».

Dobbiamo studiare ancora molto il tema della criminalità organizzata – non stiamo parlando della “banda dell’Ortica che voleva organizzare il colpo della vita rapinando una banca milanese – e ancora di più il tema dell’intreccio tra criminalità organizzata ed economia – spesso criminale.

Se nella ricerca storica ci fermassimo al dopoguerra 1940-45 e procedessimo fino al conflitto di mafia 1962/63 ci imbatteremmo nella minimizzazione anche da parte dei mezzi di comunicazione e di informazione, oltre che della magistratura. Basta ricordare il discorso per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 1968, quando “si raccomanda la misura di prevenzione del soggiorno obbligato perché il mafioso fuori dal proprio ambiente diventa pressoché innocuo”, per intuire i ritardi che già si erano accumulati nella verifica della criminalità organizzata.

Il rapporto tra criminalità mafiosa (anche di ndrangheta, camorra, sacra corona unita) e criminalità economica si è rafforzato sempre più frequentemente, per ripulire e reimpiegare denaro sporco e per fare affari loschi anche con il mondo politico.

Va ricordato che la mafia nelle alleanze non accetta mai posizioni di subalternità. Il magistrato Paolo Borsellino disse che “lo Stato e la mafia sono due poteri che occupano lo stesso territorio: o si fanno la guerra o si alleano”.

La Lombardia e la provincia di Como si sono accorte d’essere territorio occupato dalla criminalità organizzata proveniente dalla Calabria: la ndrangheta ha un potere che la magistratura sta svelando, con non poca fatica anche per l’omertà di imprenditori assoggettati ai criminali.

Due avvocati, Roberto Rallo e Marcello Iantorno, hanno organizzato, mercoledì 17 dicembre,  il  seminario d Criminalità organizzata ed economia, la presenza della criminalità organizzata nelle attività economiche e produttive Serata dedicata agli avvocati e ai giornalisti – per l’assegnazione dei crediti formativi – cui s’è notata l’assenza del mondo imprenditoriale (presente soltanto il direttore di Confcommercio Como Graziano Monetti, che è anche giornalista), in particolare del mondo industriale (eppure non a caso il seminario si è tenuto nella sede di Unindustria a Como).

Ospite importante la p.m. Alessandra Dolci, della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che sta proseguendo nelle inchieste e indagini sui crimini della ndrangheta tra Lodi, Milano, Lecco e Como.

Ha moderato il dibattito il cronista di giudiziaria del quotidiano La Provincia Paolo Moretti. [Guido Capizzi, per ecoinformazioni]

Cresce la Zootecnia a Como e Lecco

Firma 'Piano salva stalle'Per Coldiretti: «Passo importante è il Piano salva stalle siglato sabato scorso.

 

«Un Piano salva stalle per tutelare le oltre 2.800 stalle delle province di Como Lecco, oltreché la zootecnia dell’intera Pianura Padana. Il documento è stato siglato sabato scorso, 29 novembre, a Provaglio d’Iseo (Brescia) dal presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, dal presidente della Coldiretti regionale Ettore Prandini e dai ministri all’Agricoltura Maurizio Martina e all’Ambiente Gian Luca Galletti nell’ambito del forum Made in Italy dopo Expo 2015 – ricorda un comunicato di Coldiretti Como e Lecco –. Il piano prevede che entro 45 giorni il Governo emetta un decreto per la ridefinizione delle zone vulnerabili, dopo il quale le Regioni avranno 30 giorni per disegnare la nuova mappa di gestione degli effluenti da allevamento».

«Si tratta di un passo importante per la salvezza di un settore fondamentale per l’economica lombarda e per lo stesso territorio lariano, dove il peso della zootecnia è in crescita – dichiarano Fortunato Trezzi e Francesco Renzoni, presidente e direttore della Coldiretti interprovinciale –. In un anno, 57 nuove stalle sono nate nelle nostre due province. Ma non dobbiamo dimenticare che in Lombardia, nello stesso periodo, ben 160 imprese zootecniche hanno chiuso: dobbiamo quindi evitare che centinaia di aziende in tutto il Nord Italia vedano messo a rischio il loro futuro, con contraccolpi drammatici sia sui livelli occupazionali che sulla produzione agricola».

La Lombardia produce il 40 per cento del latte italiano e ha la metà di tutti i suini a livello nazionale e «Le stalle di bovini e suini sono passate – secondo gli ultimi dati dell’Anagrafe zootecnica analizzati da Coldiretti – da 24.422 a 24.262: con un calo medio di 13 al mese». «La situazione è di un generale calo in particolare nelle province a maggiore vocazione zootecnica – spiegano da Coldiretti –: diminuzione causata da chiusure, accorpamenti, ristrutturazioni parziali dell’attività con la chiusura dell’allevamento e la continuità con la coltivazione dei terreni».

In controtendenza il dato lariano: «In provincia di Como le stalle sono passate da 1.663 (anno 2013) a 1.707 (anno 2014) con un saldo positivo di 40 unità; in provincia di Lecco, da 1.094 (anno 2013) a 1.111 (anno 2014), con 17 unità in più».

«La mancata revisione delle zone vulnerabili sarebbe un colpo mortale anche perché gli ultimi studi dimostrano che l’agricoltura ha un impatto di appena il 10 per cento sulle falde, tutto il resto deriva da scarichi industriali e residenziali – afferma Prandini –. La verità è che l’espansione edilizia degli ultimi anni ha non solo consumato suolo, ma anche stravolto gli equilibri ambientali dei nostri territori. E adesso una mappa vecchia di 20 anni rischia di danneggiare la nostra economia mettendo in ginocchio la zootecnia senza per questo risolvere il problema». [md, ecoinformazioni]

Mdf: «È troppo tardi per essere pessimisti!»

DecrescitaFelice-COPAll’insegna di questa parola d’ordine si è svolto venerdì 5 dicembre, a Moltrasio, alla Cooperativa Moltrasina, l’incontro open-day 2015 del Circolo comasco del Movimento della decrescita felice.
In incontro preannunciato dagli organizzatori come momento«per farti conoscere il nostro Circolo e invitarti a collaborare con noi alle iniziative che insieme vorremo proporre».

La serata ha visto oltre 30 persone partecipare all’ apericena iniziale proposta dalla Cooperativa e successivamente oltre 50 assistere al prosieguo della manifestazione.
Giorgio Fontana, presidente del Circolo, ha presentato, con l’aiuto di diapositive, il Movimento e le attività del sodalizio già svolte e da proporre per l’anno prossimo.
Bruno Saladino ha ripreso alcuni temi caratterizzanti la decrescita e la sua storia, insistendo soprattutto sul concetto stesso di decrescita felice che tante perplessità suscita nel grande pubblico quando non ne vengono spiegati gli aspetti più autentici.
Dopo una breve presentazione hanno preso la parola i veri protagonisti della serata: gli apicoltori  Luciano e Martino Mazzola e la perito in tecnologie alimentari Vitamaria Macchitella.
A loro il compito di presentare e di commentare il bel film/documentario di Markus Imhoof More Than Honey – Un mondo in pericolo. Una pellicola preziosa per conoscere il mondo delle api e il loro ruolo nell’equilibrio del nostro sistema naturale, nonché i rischi che esse oggi corrono a causa dell’inquinamento atmosferico. «Le api valgono molto di più di una centralina dell’Arpa»: il loro stato di salute testimonia lo stato di salute del pianeta. Non è un caso che esse siano assurte a simbolo del Mdf.

Il Circolo comasco proseguirà nella sua azione di informazione/coinvolgimento con riunioni mensili (primo mercoledì del mese) presso la Cooperativa Moltrasina. La sinergia con l’antico sodalizio è motivata dalla consapevolezza che le attività del Circolo sono in profonda sintonia con l’ambiente e la storia della Cooperativa stessa. I temi trattati dal Mdf sono infatti temi inerenti al rispetto dovuto al nostro pianeta che ha risorse finite, al rifiuto di considerare il Pil quale indice del progresso umano e civile, alla necessità di assumere, anche nella vita privata, comportamenti coerenti con il rispetto della natura e dell’ambiente…
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e a rafforzare con il loro contributo le attività del Circolo Mdf di Como. La decrescita non è una scienza circoscritta quanto piuttosto un immenso campo interdisciplinare con il quale possono cooperare le competenze più varie. Molto meglio una Decrescita felice di una Crescita infelice !!! Info www.decrescitafelice.it [Bruno Saladino per ecoinformazioni]
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14 dicembre/ Tutto per nulla

cercooffroSi avvicina il Natale e torna Regalo tutto, il mercatino dedicato al piacere del dono e dello scambio: a Fino Mornasco, domenica 14 dicembre dalle 14 18, all’Ottagono (nel Parco Comunale). Al mercatino – organizzato e promosso dalla Lista cercoffro – chiunque può portare qualcosa di cui vuole liberarsi al fine di regalarla: in questo modo si avranno diversi “offerenti” e quindi tutti saranno contenti, chi ha regalato, per il piacere del dono, e chi ha preso, per il soddisfacimento di un bisogno. leggi e diffondi il volantino dell’iniziativa e il regolamento di Regalo tutto. Info: leoni.giu@tiscali.it, tel. 031.881029; 335.6574682.

5 dicembre/ Decrescita felice a Moltrasio

decrescitaÈ troppo tardi per essere pessimisti. Con questa prospettiva il Movimento della decrescita felice è attivo a Como e organizza venerdì 5 dicembre alle 20,30 alla Cooperativa moltrasina, in via Raschi 9 a Moltrasio, un incontro con la proiezione del film More Than Honey, gli interventi di Luciano e Martino Mazzola e di Vitamaria Macchitella. Seguirà dalle 19 un buffet con apericena a 10 euro.

Provincia: nominata la commissione per lo statuto

10500556_781282518594818_2771079973542174664_nI quattro componenti saranno: Guido Rovi (Verso una nuova Provincia), Maria Grazia Sassi (Forza Italia), Giovanni Rusconi (Lega Nord), Emanuele Mambretti (Provincia Civica). Sarà necessaria una certa celerità: solo dopo l’approvazione dello statuto, l’ente provinciale potrà cominciare a lavorare

È una conditio sine qua non: «Il nuovo statuto – ha sottolineato la presidente Livio, durante il consiglio provinciale di giovedì 27 novembre – rappresenta un adempimento fondamentale in quanto, in base alla legge Delrio, solo dopo la sua approvazione, la Provincia entrerà nella pienezza dei poteri sia per quanto riguarda la struttura organizzativa che quella istituzionale, come l’attribuzione di deleghe e incarichi formali ai membri del Consiglio provinciale».
A presiedere la commissione sarà Maria Grazia Sassi, chiamata a coordinare la transizione dal precedente ordinamento a quello da poco entrato in vigore con la legge Delrio anche per il suo ruolo di consigliere provinciale uscente dell’ultima tornata amministrativa, mentre il vice presidente sarà l’ex sindaco di Lomazzo, Giovanni Rusconi. «Anche per queste esigenze amministrative e istituzionali, per garantire alla Provincia la pienezza della sua operatività – ha aggiunto Sassi – si renderà necessario procedere con sollecitudine e prevedere per l’elaborazione e approvazione del nuovo Statuto una durata dei lavori più ravvicinata rispetto alla scadenza semestrale prevista dalla legge».
Durante la seduta si è discusso sull’assesto generale del bilancio di previsione 2014 e pluriennale 2015-2016
sul quale pesa il parere negativo del revisore dei conti. Preoccupano, in particolare, l’iva sui lavori per la galleria di Pusiano non prevista e le spese legate alla disabilità.
Per Ferruccio Cotta (Verso una nuova Provincia) la responsabilità non è di quest’amministrazione e, sullo stato attuale della provincia, spiega come sia in salute, nonostante il patto di stabilità. «Ci vuole coraggio – aggiunge – e l’approvazione è un atto dovuto: nel 2014 non ci sono state scelte di carattere politico». Preoccupato, specie dal parere tecnico contrario, il gruppo di Forza Italia.
La presidente ha chiarito un punto: «I soldi per la disabilità, essendo un problema condiviso con tutte le altre province, potranno rientrare nel fondo nazionale delle politiche sociali. Faccio mie le vostre perplessità e le porterò al ministro Del Rio».
Su tredici presenti, l’assesto generale è stato approvato con nove voti favorevoli e quattro astensioni (i consiglieri di Forza Italia). In chiusura, sono state rinnovate all’unanimità le concessioni di alcune acque della provincia di Como (già in essere) per la pesca dilettantistica e professionale. Le convenzioni dureranno fino al 31 dicembre 2016 e porteranno l’amministrazione a risparmiare più di centomila euro. [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

Ex casa albergo di via Volta: a dicembre un bando per la riqualificazione

via_voltaPromuovere benessere sociale, tutelare e fare prevenzione. L’amministrazione comunale ha grandi progetti per l’edificio di via Volta 83 e lancia una sfida al terzo settore: «Facciamolo diventare insieme qualcosa di bello, non una casa della sfiga»

«Possiamo tirare avanti a campare oppure provare a raccogliere una sfida che chiede a tutti noi un passo di sostanza innovativo, nel metodo e negli obiettivi. Sia chiaro: in questo caso, vinciamo o perdiamo insieme». È perentorio l’assessore alle politiche sociali del Comune di Como Bruno Magatti, intervenuto all’incontro pubblico di presentazione rivolto agli operatori del terzo settore. La casa di via Volta 83 deve diventare un vanto per la città e un’occasione per sperimentare un metodo di lavoro, quello della co-progettazione, che se si rivelasse vincente potrebbe essere adoperato in altre circostanze.
Situato in pieno centro, l’edificio ha una superficie di tremila metri quadrati con trentanove mini appartamenti al suo interno. «È uno dei nostri gioielli di famiglia – ricorda l’assessore al patrimonio Marcello Iantorno – e ha un grande valore economico».
In concreto, un terzo della casa sarà destinata a chi necessita di un sostegno. Il restante spazio sarà occupato da chiunque voglia proporre iniziative, servizi e attività. Un mix abitativo e di utilità sociale che insieme possa promuovere un processo attivo. L’idea prevede la possibile creazione di un’impresa che produca reddito, sociale ed economico. «Non sarà l’albergatore che farà l’educatore – sottolinea Magatti – ma il contrario. La fragilità, inserita in un contesto positivo, può essere “risolta”. Del resto, possiamo continuare ad affrontare i problemi con le stesse ricette o proviamo a innescare un processo attivo».
A dicembre sarà pubblicato il bando, entro aprile dovranno essere presentati i progetti. A maggio una commissione tecnica li selezionerà e a giugno, con la firma del contratto, comincerà la co-progettazione.
Destinatari sono gli operatori e le realtà del terzo settore – presenti in massa all’ incontro -, i quali avranno il compito di scrivere un progetto e un business plan, oltre ad accollarsi il recupero e la riqualificazione dell’immobile («è in buono stato – spiega Iantorno – ma necessità di qualche lavoro d’ammodernamento»). Il Comune, dal canto suo, metterà a disposizione lo stabile, le rette per l’accoglienza di persone e nuclei segnalati dagli uffici delle politiche sociali e parteciperà al tavolo di governance.
Chi pagherà l’affitto? «Aspettiamo le vostre proposte – rispondono i due assessori – non vogliamo mettere paletti iniziali».
Perché provare una sperimentazione del tutto nuova in centro città? «Vogliamo un luogo vivo, giovane – spiega Magatti – non triste e bolso. E sappiamo quanto il contesto sia importante». [Andrea Quadroni, ecoinformazioni]

3 milioni di ristorni per Como

FRONTALIERI ALTRIPalazzo Cernezzi riceverà, per la prima volta, i ristorni dei frontalieri.

 

L’aveva chiesto il consigliere comunale della lista civica di opposizione Per Como Mario Molteni, «Quanti sono i frontalieri residenti del nostro comune? Il Comune di Como incassa i famosi ristorni dalla svizzera? A quanto ammonta tale cifra?», all’inizio di settembre non riuscendo ad avere una risposta certa. Ma la macchina comunale deve essere partita data anche la necessità stringente di trovare fondi dato che i ristorni, che spettano ai Comuni di frontiera con un numero di lavoratori frontalieri pari o superiore al 4% della popolazione residente, fanno gola a Palazzo Cernezzi per sostenere il proprio Bilancio.

«Visto l’aumento del numero dei frontalieri residenti a Como, stiamo verificando e siamo in attesa di una risposta dal Ministero (dell’Economia e delle Finanze, ndr) perché c’è la possibilità che per la prima volta possano arrivare anche a Como i ristorni dei frontalieri» ha dichiarato il sindaco Mario Lucini.

E gli uffici hanno recuperato i dati e avuto un parere positivo da Roma: «Per la prima volta, nel 2012, il numero dei cittadini che lavorano in Svizzera ha superato la soglia del 4% e con 3.506 frontalieri il Comune di Como si è garantito il diritto di accedere ai ristorni e di incassare 3 milioni e 200mila euro (per l’esattezza 3.211.414,82). L’importo è determinato dal Ministero dell’economia e delle finanze in applicazione dei criteri di ripartizione, moltiplicando la quota pro-capite di 915,9768 euro per il numero dei frontalieri risultati residenti a Como alla data del 31 agosto 2012, ossia 3.506».

«Così come previsto dalla normativa i ristorni potranno essere impiegati per i seguenti interventi – spiega l’Amministrazione –: viabilità, trasporti pubblici, opere sistemazione agraria, forestale e bonifica connesse alla viabilità, edilizia scolastica, edilizia residenziale pubblica, edilizia ospedaliera assistenziale, edilizia pubblica, strutture sportive e ricreative, acquedotti, fognature ed altre opere igieniche, servizi relativi ad opere realizzate con precedenti erogazioni (max 30%)».

«Questi soldi ora devono essere spesi per la manutenzione ordinaria – ha chiesto Molteni – asfalti, impianti sportivi, scuole, dissesti idrogeologici, che non pensino di spenderli in orchidee o altri amenicoli vari, il passato insegna, tutto per i quartieri disastrati».

«Incasseremo tre milioni di euro – spiega l’assessore al Bilancio del Comune di Como Paolo Frisoni –. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ce lo ha confermato. Per noi si tratta di un’ottima notizia, tanto più che è possibile che anche per il 2013 la percentuale dei frontalieri residenti a Como abbia superato la quota del 4% e che quindi anche l’anno prossimo beneficeremo dei ristorni».

Una boccata d’ossigeno quindi per le casse comunali che vedono ora approdare in aula l’assestamento di Bilancio: «I ristorni ci consentono di mantenere le uscite vicine a quelle previste e riusciamo a compensare gli introiti più contenuti derivanti dal piano delle alienazioni – spiega Frisoni –. I ristorni, del resto, coprono servizi e interventi che sono sempre stati erogati dal Comune di Como e finanziati con mezzi di bilancio». [md, ecoinformazioni]

Qualche segnale economico positivo

indagine congiunturale terzo trimestre 2014«Dati incoraggianti dal settore manifatturiero che vede la produzione in crescita accelerata – spiegano dalla Camera di Commercio di Como –. Per i settori commercio e servizi permangono ancora le difficoltà. Dato negativo anche il turismo provinciale che dovuto scontare il maltempo».

 

«Un’Italia a doppia velocità – dichiarano da via Parini –. La provincia di Como e la Regione Lombardia, a differenza dei dati rilevati a livello nazionale, non sono entrate in una nuova recessione tecnica: non ci sono stati due trimestri consecutivi di contrazione del prodotto. Questo è quanto mostrato dall’analisi congiunturale sul terzo trimestre 2014 condotta da Unioncamere Lombardia ed elaborata dall’u.o. Studi e statistica della Camera di commercio di Como».

Più precisamente: «Dati incoraggianti arrivano dal settore manifatturiero: rispetto ad un anno fa la produzione è cresciuta del +2,5%, in accelerazione. L’andamento assomiglia a quello di una “W”, in cui finalmente si inizia a risalire lentamente l’ultimo tratto. Il fatturato totale è cresciuto del +4,5%, anche grazie al mercato interno. Qualche preoccupazione arriva dal mercato estero: la variazione è positiva (+3,1%), ma in rallentamento rispetto alle precedenti rilevazioni e lo stesso vale per gli ordini».

«Finalmente si interrompe la sequenza di dati negativi incassati dal settore manifatturiero artigiano – prosegue lo scritto –. Non si può tuttavia parlare di ripresa, visto che la nuova variazione tendenziale della produzione si piazza nel territorio della stazionarietà (+0,1%) e non contribuisce quindi a ridurre il gap rispetto al periodo pre-crisi. Il fatturato cresce (+0,5%), grazie in particolare alla componente estera, che di trimestre in trimestre diventa sempre più rilevante (15% del fatturato totale). Ordini e aspettative tuttavia restano negativi, mostrando la fragilità del ciclo».

Qualche ombra sul commercio invece: «I dati a disposizione mettono in luce il perdurare delle difficoltà del settore e non solo per le piccole imprese: il trimestre si conclude con una nuova flessione e le aspettative non lasciano presagire un cambio di rotta. Anche i dati di vendita di supermercati e ipermercati sono negativi. Anche nel settore dei servizi prevalgono le difficoltà. La variazione del fatturato è nulla, se non negativa (-0,5%), e non si assiste quindi al tanto agognato rimbalzo dopo oltre tre anni di contrazioni; le previsioni restano pessimistiche, così come la congiuntura del settore delle costruzioni».

In difficoltà anche il turismo: «Il terzo trimestre 2014, complice il maltempo, non è stato positivo. Gli arrivi (pari a circa 415.000) sono calati complessivamente del -1,9%, mentre le presenze (oltre 1.236.000) del -7,0%: chi è venuto a visitare il territorio lariano si è fermato per meno giorni. I turisti italiani, più sensibili alle previsioni meteo, hanno registrato cali maggiori, mentre gli stranieri hanno confermato la scelta del nostro territorio in termini di arrivi (-0,1%), decidendo però di accorciare il soggiorno (-4,6%)».

«Per quanto riguarda la natimortalità di impresa, il numero delle imprese attive, pari a 43.727, è calato di 816 unità rispetto all’anno precedente (-1,8%) e di 89 rispetto al trimestre precedente – termina la nota –. Sono calate sia le iscrizioni (522) che le cessazioni (701, di cui 427 non d’ufficio). Flette in particolare il numero di imprese attive nel commercio (-264 attività), nelle costruzioni (-302), nel manifatturiero (-144). I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel trimestre considerato sono stati complessivamente 17, in leggero calo rispetto alle 19 sentenze fallimentari emesse nello stesso periodo del 2013. Le ore di cassa integrazione autorizzate sono rimaste stabili rispetto al trimestre precedente e sono aumentate del 24% rispetto ai dati di un anno prima» (l’Indagine congiunturale terzo trimestre 2014). [md, ecoinformazioni]

1164 proposta per il Brand di Como

facciatapalazzocernezziTante le proposte presentate al contest on-line di Zooppa ora la Commissione valuterà il vincitore.

 

Moltissime le proposte per il marchio promozionale di Como e ora tocca alla «commissione scegliere il brand, destinato alla promozione di Como a livello nazionale e internazionale, alla comunicazione delle innovazioni e dei cambiamenti della città, alla comunicazione culturale e turistica, nonché allo sfruttamento commerciale anche mediante attività di merchandising e licensing».

«Nell’ambito delle azioni di promozione economica e comunicazione, questo nuovo logo aiuterà ad aumentare la visibilità e l’attrattività della città, anche in vista di Expo 2015, ed è finalizzato alla successiva ideazione, produzione e diffusione di prodotti con una forte caratterizzazione grafica, quale mezzo di promozione della città e delle sue eccellenze – spiegano dal Comune di Como –. Il city branding è un’operazione attuata in via crescente da molte città nel mondo. Tanti i casi europei: Londra, Berlino, Barcellona, Amsterdam, solo per citarne alcune. Recentemente anche molte città italiane si sono dotate del marchio distintivo: Milano, Genova, Firenze, Bologna tra le tante, segno che l’opportunità di rendersi riconoscibile è condivisa dalle città più sensibili alle tematiche della promozione».

«A seguito di gara, la gestione della competizione è stata assegnata a Zooppa Europe Srl, società americana con sede a Seattle e con un ufficio operativo in Italia – ricorda la nota –. Ed è sulla piattaforma di Zooppa che si è svolta la competizione. Per il premio da assegnare al vincitore, è stato previsto un cachet di 10mila euro». [md, ecoinformazioni]

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