giustizia

Conoscere per aiutare/ Un corso dell’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti

accoglienzaeassitenzalegaleL’Osservatorio giuridico per i diritti dei migranti promuove un  percorso formativo di due incontri, sabato 12  e 19 novembre dalle 15 alle 18 nella sede del Csv in via Col di lana 5 a Como, per i volontari che operano nell’ambito dell’accoglienza delle persone richiedenti protezione internazionale. L’iniziativa nasce dalla necessità di offrire strumenti di conoscenza dal punto di vista giuridico per poter fornire un servizio con maggior efficacia per la tutela dei diritti. Le iscrizioni all’iniziativa che offerta gratuitamente si raccolgono all’email info@csv.como.it entro il 10 novembre. Nel seguito del post il programma dell’iniziativa.

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Asgi/ No alla criminalizzazione della giustizia

Lisa Bosia MirraFerma presa di posizione dell’Asgi a sostegno della parlamentare Lisa Bosia Mirra, accusata fantasiosamente di reati mentre si adoperava perché non se ne commettessero.Le violazioni delle leggi formali e sostanziali sono invece evidentemente quegli atti dei governi che contddicono la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione di Ginevra e le Costituzioni degli stati democratici.

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Il volontariato si fa giustizia

volontariatogiustiziaUna tiepida serata di inizio estate in una delle cornici più suggestive della Città murata, un bicchiere di vino, e fra una tartina alle olive nere e un sorriso i racconti di vecchi compagni di liceo o amici appena conosciuti. Questa la calda atmosfera in cui si è svolto l'”apericena” conviviale che ha preceduto la proiezione del film Il volontariato si fa giustizia, martedì 21 giugno al Chiostrino di Sant’Eufemia, organizzato dal Centro servizi per il volontariato di Como.

Ognuno dei circa 80 partecipanti ha trovato un posto a sedere nella piazzetta, chi sui gradini, chi ad uno dei tavolini, e da un colorato pouf Alessandra Bellandi, referente del Servizio giustizia e orientamento al volontariato del Csv, ha invitato gli ospiti a parlare di sé, mantenendo lo stesso clima accogliente ed informale di inizio serata.

Dopo l’intervento del presidente dell’Avc Gianfranco Garganigo, che ha descritto il lavoro sulla giustizia riparativa come il «produrre socialità di cui il nostro territorio ha bisogno», è intervenuto Marcello, volontario dell’associazione Mani aperte di Buccinigo, che si occupa di preparare e fornire pasti alle persone indigenti. Marcello ha raccontato della sua condanna a 3 mesi di carcere per guida in stato di ebrezza, convertita in ore di volontariato. Da qui l’incontro con il Csv e con l’associazione, e un lungo percorso carico di soddisfazioni che oggi, a distanza di 6 anni, l’ha portato ad essere responsabile di serata, ovvero colui che si occupa di controllare che tutto si svolga nel modo corretto.

E’ intervenuto quindi Vincenzo, volontario dell’Associazione sportiva paraplegici Osha-Asp, che entusiasta ha descritto il gruppo di cui fa parte come “fantastico”, e ha manifestato la sua volontà di continuare pur avendo terminato il periodo “obbligatorio”.

A questo punto la parola è andata alla magistrata del Tribunale di Como Luisa Lo Gatto, che ha descritto l’incontro con il Csv e con la giustizia riparativa un vero e proprio mutamento di rotta nella sua vita, un’uscita da quel «malinteso senso di indipendenza del magistrato che porta a stare in astrazione» che l’ha riportata a colloquiare con il territorio. Ha anche permesso a lei e ai suoi colleghi di rivalutare il reato, non più atto legato esclusivamente al quantum di pena applicabile, ma frattura di un patto sociale da ricomporre, da utilizzare, in modo da garantire il massimo beneficio a tutti gli attori implicati. Uno degli strumenti più efficaci si è rivelata, e continua a farlo, l’autovalutazione sul percorso svolto dell’imputato, grazie al quale si stabilisce una collaborazione con i magistrati per provare a cambiare il sistema partendo da un approccio nuovo.

È poi venuto il momento di Mariangela Volpati, presidente dell’Associazione Osha-Asp, una delle protagoniste del filmato, che contenta ha rivelato di aver “tirato fuori tutto”nel video, anche le difficoltà e le domande che accompagnano spesso la disabilità, ma soprattutto la determinazione nel trarre la forza dalla propria diversità. Ha infine sottolineato come il volontariato da obbligo riesca a trasformarsi in potenzialità, prima di passare la parola ai videomaker, Ilaria Mariuccio e Andrea Aliverti, e al supervisore, Luca Morici, ringraziandoli per la cura, la pazienza e la dedizione dedicati al progetto, e per la delicatezza e la semplicità con cui sono riusciti a raccontare quattro diverse realtà.

Luca ha evidenziato la coralità del progetto, e la generosità che sta alla base di tutto quello che hanno raccontato nel film.

Ilaria ha descritto lo stupore e la voglia di conoscere il mondo del volontariato per la prima volta, e il desiderio di non tagliare nessuna scena o frase, anzi di aggiungerne sempre nuove.

Andrea, che da operatore nel campo della giustizia si é trovato a filmare ed accompagnare nelle riprese persone che svolgevano lo stesso lavoro, ha parlato di questo nuovo modello di giustizia come di uno strumento che connette le diverse realtà al posto di disconnetterle.

Come ultima testimonianza Mauro Oricchio, del Csv e direttore Coordinamento Comasco per la Pace, ha presentato Andrea Cusano, un ex detenuto casertano trasferitosi da pochi anni a Cantù insieme alla nuova compagna. Andrea ha raccontato una realtà diametralmente opposta rispetto a quelle descritte durante la serata. In carcere per oltre 14 anni, non ha mai avuto a che fare con volontari che gli consentissero di “evadere”(allusione accompagnata da un sorriso) dalle 20 ore su 24 passate in cella, o con attività che gli permettessero di reintegrarsi nella società, di imparare un mestiere da praticare una volta uscito. Non ha avuto da ridire sulla condanna o la relativa pena scontata, ciò che ha sostenuto essergli mancata invece è stata proprio la connessione con il se stesso futuro, con le prospettive aldilà delle sbarre, condizione che a suo parere sarebbe stata molto diversa se solo avesse incontrato associazioni come quelle presentate nel filmato.

Ringraziando tutti Alessandra Bellandi, avendoci ormai incuriositi abbastanza, ci ha invitati ad assistere finalmente alla proiezione, divisi in due gruppi vista l’affluenza non prevista.

Ora, per descrivere il film, che racconta del quotidiano agire nel mondo del volontariato di quattro persone, Marco, Mariangela, Salvatore e Mario, potrei spendere ancora molte parole, e fra queste ne sceglierei alcune come emozionante, semplice, poetico, diretto, vero. Ma preferisco affidarmi a quelle di Stefano Benni, inserite a conclusione del video: «La memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo».

Sono sicura che una delle azioni da fare per tenere vivo il mondo è proprio lasciarsi condurre in questo breve viaggio fra volontariato, giustizia e nuove possibilità guardando il video. Forse vi impegnerà per 20 minuti, ma ciò che vi regalerà durerà decisamente più a lungo. [Ilaria Romeo, ecoinformazioni]

 

30 maggio/ Don Luigi Merola: «Nessun bambino nasce delinquente»

merolalomazzo

Terzo impegno comasco per il prete anticamorra dopo San Fermo e la Feltrinelli di Como, lunedì 30 maggio all’Oratorio di Lomazzo in via Milano 24 alle 20,30 il CcP invita all’incontro Riflessioni ad alta voce di un prete scomodo con don Luigi Merola.
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Como con Amnesty per Giulio Regeni

veritaregeniApprovata nel Consiglio comunale di Como del 28 aprile la mozione della consigliera Anna Veronelli su verità e giustizia per Giulio Regeni. Nel dibattito ha dato pieno sostegno alla proposta Celeste Grossi (Paco-Sel)  con una sintesi anche di altre vicende analoghe a quella del ricercatore torturato dal regime di Al Sisi, come quella dell’uccisione di Calipari salvatore di Giuliana Sgrena. (altro…)

La corruzione e il controllo mafioso del territorio

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Si è svolto il 15 aprile nella biblioteca comunale di Como il convegno organizzato dall’Aged La corruzione e il controllo mafioso del territorio con la partecipazione di Alessandra Dolci (Pm presso la Procura di Milano nonché componente della Dda ) e Nando Dalla Chiesa. 
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8 aprile/ Non mi uccise la morte.. la storia di Giuseppe Uva al Gloria

VIVASPOSA_UVA-1Venerdì 8 aprile alle 21, lo Spazio Gloria promuove una serata sulla vicenda di Giuseppe Uva, il quarantenne varesino morto nel 2008 dopo una notte passata nella caserma dei carabinieri. Verrà proiettato l’ultimo film di Ascanio Celestini Viva la sposa, un road movie in cui attraverso il suo personaggio, Celestini rivolge uno sguardo di comprensione all’umanità dolente (ma non del tutto vinta) che popola il film. Viva la sposa è stato presentato all’ultimo Festival di Venezia e prima dell’uscita scatenò dure reazioni e critiche da parte del Coisp, il sidacato della polizia, per i riferimenti che il film riporta sulla storia di Giuseppe Uva. Prima del film interverranno Lucia Uva, sorella di Giuseppe e Fabio Ambrosetti,  legale di parte civile di Lucia Uva nel processo ancora in corso sulla morte del fratello. Ingresso riservato ai soci Arci: intero 7 euro, ridotto 5 euro. Info http://www.spaziogloria.it

14 febbraio/ One Billion Rising

one billionAnche l’Arci aderisce e sostiene One Billion Rising , la campagna del movimento globale contro la violenza sulle donne che il 14 febbraio porterà nelle piazze di tutto il mondo migliaia di persone. Insieme all’Italia, infatti,  207 paesi nel mondo hanno raccolto l’invito a manifestare con la danza la volontà di cambiamento, scegliendo l’arte, la musica e la poesia come segno di sfida e di celebrazione.  Il 14 febbraio, giorno di San Valentino tradizionalmente dedicato agli innamorati, diventa l’occasione per testimoniare l’impegno e la volontà di fermare con ogni mezzo culturale, legale e civile la violenza sulle donne e sulle bambine. Vogliamo che questa giornata diventi una testimonianza d’amore verso tutte quelle donne maltrattate, abusate, sempre più spesso costrette a subire violenze in silenzio. Il tema scelto per questa edizione è la Rivoluzione: in Italia l’attenzione si concentrerà sulle donne che vivono una condizione di paura ed emarginazione come le donne migranti, che costrette ad abbandonare il loro paese per sfuggire a guerre e condizioni di vita inaccettabili, subiscono violenza fisica e psicologica durante i loro lunghi e dolorosi spostamenti. La danza sarà il mezzo per affermare che ogni donna ha il diritto di vivere e decidere del proprio corpo e del proprio destino. Balleremo in tutto il mondo, per le donne in fuga dalle guerre e dalla violenza, per i diritti, dalla parte di tutte!

A Como l’appuntamento è alle 15.30 in Piazza Verdi, davanti al Teatro Sociale. La Scuola di danza contemporanea del Teatro Sociale di Como, con l’insegnante e coreografa Arianna Bracciali, scenderà in piazza e chiede a tutte le altre scuole comasche, a tutte le ragazze e donne di ballare insieme. Chiunque voglia partecipare è invitato ad indossare vestiti coi colori della manifestazione (bianco, rosso, rosa) e ad imparare la coreografia “Break the Chain” (link https://www.youtube.com/watch?v=mRU1xmBwUeAi ) che verrà ballata in tutte le città aderenti all’iniziativa. La referente dell’iniziativa Arianna Bracciali è a disposizione di chiunque voglia informazioni o delucidazioni sulla coreografia e sarà presente in piazza già dalle ore 15 per un “ripasso”.

Arci/ Piena verità sulla morte di Giulio Regeni

sito_x_Giulio«Proviamo orrore e profonda indignazione per l’assassinio di Giulio Regeni. Orrore per il modo atroce in cui è stato ucciso. L’autopsia porterà ulteriori chiarimenti. Ma è già chiaro fin d’ora che la morte di Giulio è dovuta a lunghe e terribili torture. Indignazione per il comportamento delle autorità egiziane di fronte a questo assassinio. La contradditorietà delle versioni fornite, gli arresti improvvisati e poi i rilasci, il cupo silenzio che avvolge tutta la vicenda, dimostrano che la richiesta di verità e giustizia verrà ostacolata in ogni modo. Purtroppo quanto è successo a Giulio è già accaduto a molti altri, colpevoli di opporsi alla dittatura militare di Al Sisi. Sparizione di persone, arresti arbitrari, uso sistematico della tortura e dell’assassinio sono la prassi di un regime violento che non sopporta la minima opposizione. Eppure il governo italiano è stato tra i primi a dare credito al regime di Al Sisi. Sappiamo bene che il nostro paese ha forti interessi in Egitto. Ma per ottenere verità non basta chiederla, bisogna mettere in atto comportamenti coerenti.

Non è più accettabile che   per interessi economici o strategici  si stringano accordi e alleanze con regimi che non rispettano diritti umani, praticano persecuzioni, torture e assassinii.

L’Italia si muova in tutte le sedi internazionali, dalla Ue all’Onu, affinché venga imposto al regime egiziano la fine delle violenze, degli assassini, delle sparizioni degli oppositori e vengano ristabiliti i principi essenziali di uno stato di diritto. Lo dobbiamo a Giulio, al suo coraggio, alla sua passione civile. Lo dobbiamo ai tanti come lui.» [Arci nazionale]

L’Arci ha inoltre aderito all’iniziativa promossa da Articolo 21 di listare a lutto sito e profili Fb e Twitter per chiedere a voce alta alle autorità egiziane verità e giustizia per Giulio Regeni.

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