Solidarietà
Ricordi e sogni di un Abbondino d’oro
Abbiamo chiesto a Luigi Nessi, appena insignito (finalmente) dell’Abbondino d’oro, un primo commento. «La notizia me l’ha comunicata stamane Anna Veronelli. La mia prima reazione? Ma andate al diavolo! Perché io? in città ci sono molte altre persone che lo meritano più di me. Penso a don Giusto, a don Roberto, a Flavio Bogani, …
Mi dicono che è giusto così. Questo premio devo condividerlo con le tantissime persone che ho incrociato nella mia vita, iniziando dai miei genitori. Quando ero a Novara, anni di dopoguerra, tutte le domeniche veniva a casa mia un povero. Un pezzo di pollo per lui c’era sempre. Ho fatto le scuole con accampati nei corridoi gente del Polesine e gente dell’Istria. E la scuola si faceva tranquillamente, ricordo quelle belle ragazze, alte, capelli lunghi…
Poi ad Albate; orfano io e i miei fratelli siamo stati aiutati da tante persone.
Ricordo il Collegio, il lavoro, luogo di crescita umana e sociale. E oltre il lavoro cominciavano gli impegni in Oratorio e nel quartiere; condivisi con tanti amici con i tanti preti (vicari, parroci) che il Signore mi ha fatto incontrare, grande il loro impegno nella mia parrocchia.
Era gli anni ’60-‘70 cristianesimo e rivoluzione; le Acli di Labor, l’impegno dell’essere cattolico di sinistra.
Il referendum sul divorzio per il No, i Consigli di quartiere spontanei, il far nascere l’US Albatese tanti anni fa, tanti giovani e ragazzi, tanti dirigenti, allenatori, collaboratori. Tutti coinvolti attraverso lo sport in Oratorio. Ricordo la gente che arrivava dal Sud e la scuola popolare, l’impegno per tutte le difficoltà del quartiere e della città, il volontariato in Croce Rossa, l’avvicinarsi al carcere. Poi i Consigli di Circoscrizione istituzionalizzati, il periodo di Solidarietà e partecipazione, e in Consiglio Comunale: all’opposizione con Botta e Bruni, poi in maggioranza con Lucini.
Un impegno politico che continua con La prossima Como.
In pensione, tante altre possibilità di impegnarsi. Ricordo i traslochi “Caritas” nella fine anni ’90, l’accoglienza dei ragazzi bosniaci, preceduti dai libanesi e dai kossovari.
Indimenticabili le cose belle condivise con i famigliari, miei e di mia moglie, sopratutto con Lei che mi s(u)opporta.
Tante persone conosciute, tutte con il loro lato positivo, anche se hanno posizioni di pensiero e sociali diverse. L’importante è comunque, sempre, il confronto.
Quale il sogno per questa città che, personalmente amo più nelle sue periferie?
Che non ci sia più nessuno che debba dormire sotto i portici (tra essi ci sono anche tanti italiani)
Che Como sia consapevole e responsabile del suo ruolo di città di frontiera, quindi di transito, per tante e tante persone che cercano una vita migliore, quindi attrezzata adeguatamente per questo.
Che Como sia accogliente sempre, come lo sono tante associazioni laiche e cattoliche che a Como operano.
Che nei quartieri ci siano persone disponibili per non lasciare soli gli anziani e le persone che lì abitano.
E permettetemi, siccome anche la mia vita nella US Albatese è stata importante, il sogno di palestre e campi sportivi migliori.
Sogni? »[Luigi Nessi]
Uno striscione Giusto
Come piccolo segno di solidarietà con don Giusto dopo l’attacco fascista dei giorni scorsi con l’esposizione a Rebbio di uno striscione ingiurioso da parte di Forza Nuova, abbiamo immaginato un banner da usare sulle pagine facebook di ciascuno, ma anche nelle comunicazioni mail. Vi invitiamo ad usarlo e a diffonderlo ulteriormente. [Como senza frontiere] (altro…)
7 ottobre/ Menaggio/ Mio fratello che guardi il mondo

Domenica 7 ottobre, alle 20,30, l’oratorio di Menaggio ospiterà l’incontro Mio fratello che guardi il mondo, organizzato dallo stesso oratorio insieme all’associazione In viaggio e al Coordinamento comasco per la pace. Interverrà Marina Buzzetti, infermiera che dal 2016 al 2018 ha prestato soccorso ai migranti nel Mediterraneo sulle navi di Save the Children e Open Arms.
Prc/Se Lombardia/ Antonello Patta: «Solidarietà a Fabrizio Baggi, oggetto di intimidazioni fasciste»

In merito alle minacce via web subite a Como da Fabrizio Baggi Antonello Patta (Prc/Se Lombardia) ha dichiarato:
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15 e 16 settembre/ L’isola che c’è: pronti per la XV edizione

Alla conferenza stampa indetta la mattina di giovedì 6 settembre per presentare la XV edizione de L’isola che c’è, la fiera provinciale delle relazioni e dell’economia solidale (che quest’anno si terrà sabato 15 e domenica 16 settembre, dalle 9 alle 23), Martino Villani, vicedirettore e responsabile territoriale del Csv Insubria, e Stefano Martinelli, presidente dell’associazione L’isola che c’è, hanno accolto molto positivamente una partecipazione numerosa, sintomo di un interesse profondo e condiviso rispetto a un’iniziativa sempre attesissima, che inaugura l’anno sociale delle realtà del terzo settore nella provincia di Como (di cui sono promotori “capofila” l’associazione L’isola che c’è, la cooperativa sociale Ecofficine e il Csv Insubria) e che, in un’epoca segnata da individualismo e frammentazione, rilancia l’importanza e la bellezza della cooperazione e del confronto. (altro…)
Un medico anestesista rianimatore di Emergency a Kabul: sostenere chi aiuta popolazioni in difficoltà
Accade che anche le tragedie smettano di essere “di moda” e il circo mediatico (anche quello spesso a esso sottoposto dei social) dimentichi e abbandoni persone, territori continenti. Ma per quelle persone, per quei territori, per quei continenti continua l’azione degli attivisti internazionali come i volontari di Emergency. Si tratta di azioni concrete vitali, eccellenze italiane di umanità e professionalità, esempi che fanno risaltare l’evidenza della necessità di un “aiutiamoli a casa loro” di senso opposto al blaterare violento e razzista che è governo in Italia. Un testimonianza per ricordarsi che sostenere Emergency e le ong che si occupano di limitare i danni che le politiche coloniali, neocoloniali, imperialiste e rapaci dei paesi ricchi sempre più animano determinando morte, regimi autoritari, povertà, devastazioni ambientali, fuga da territori che sono stati depredati e oppressi per interessi privati di gruppi di potere privi di scrupoli e umanità. (altro…)
Video/ In Camerun con don Giusto
Sala piena il 7 agosto sera all’Oratorio di Rebbio per il reportage del viaggio appena concluso da don Giusto della Valle tornato per qualche giorno in Camerun dove ha vissuto 13 anni. Nel suo racconto non solo le realtà religiose aiutate dalla Diocesi di Como di uno dei territori ancora sotto la minaccia dei terroristi di Boko Haram, ma soprattutto la vita concreta delle comunità visitate: povertà, ma anche ricchezza di relazioni, ospitalità, accoglienza, una popolazione giovane con una vitalità incontenibile Già sul canale di ecoinformazioni tutti i video della serata.





