Solidarietà

28 luglio/ Camerlata civile: “L’umanità appesa a un filo”

Sono tempi bui, di notte talora le nostre città fanno paura e si popolano dei fantasmi dell’intolleranza, dell’odio, del razzismo. Sono tempi violenti ma l’irrefrenabile forza dell’umanità supera qualsiasi eclissi della ragione. In piazza Camerlata (via Santa Brigida e Respaú) a Como, sabato 28 luglio, le ragazze e i ragazzi del clan del Gruppo Scout Como 45, dopo la notte, hanno fatto all’alba splendere il sole della speranza. Importante partecipare all’iniziativa che si svolge nel corso di tutta la giornata portando il proprio simbolo di Pace e di fratellanza, sospendendolo al filo sottile steso dagli scout al quale già si aggrappano sagome umane colorate e felici, postando sui social l’immagine del proprio contributo all’iniziativa. Leggi  nel seguito il comunicato che invita all’azione a cui ha già aderito la rete Como senza frontiere.

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5 luglio/ Cantù/ Festa della cooperativa Garabombo

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Si terrà giovedì 5 luglio al Parco del Bersagliere di Cantù la festa della cooperativa Garabombo. Alle 19,30 la cena, a base di ricette tradizionali cucinate con prodotti equosolidali. Seguirà alle 21 il concerto dei Vino raro, con il tributo a Rino Gaetano
Durante la manifestazione ci saranno servizio bar e stand informativi.
L’iniziativa si terrà anche in caso di maltempo. [AF, ecoinformazioni]

Un ostello a San Francesco

Negli stessi giorni in cui nel Mediterraneo i disperati muoiono atrocemente a centinaia, vediamo a Como comparire i manifesti di Casa Pound che se la prendono con i poveri di San Francesco. Troppo ben trattati, troppo aiutati, a discapito delle mostre sul design che si tengono all’interno del complesso. Colpisce il tono strafottente, goliardico, che ricorda in forma fossile l’ironia spavalda delle squadracce fasciste, ma anche la tranquillità impudente di chi si sente ormai protetto dalla repubblica Di Maio-Salvini. Dove ci porterà questo insulto ai morti e ai poveri, questa incapacità di valutare la proporzione e l’ordine di quel che accade nel mondo? Dove ci porterà quest’odio infantile e lugubre? (altro…)

22 maggio/ “Repubblica centrafricana: la pace e la convivenza sono un sogno impossibile?”

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Martedì 22 maggio dalle 20,45, il centro “Cardinal Ferrari” (viale Battisti 8 a Como) ospiterà un incontro dal titolo “Repubblica Centrafricana: pace e convivenza sono un sogno impossibile”?, organizzato da Il Settimanale della Diocesi di Como, dalla Caritas di Como e dal centro missionario diocesano di Como, in collaborazione con  Amici del Centrafrica onlus. Interverrà come testimone Padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano  e direttore della Caritas di Bouar.
Per informazioni, telefonare allo 031 267421. [AF, ecoinformazioni]

Video/ Speranza e buone pratiche per alleviare la tragedia

Claudio Fontana (Como accoglie), Olivia Piro (Refugees welcome) e Marco Luppi (Il settimanale della diocesi di Como) insieme Massimo Ferrari, regista del docufilm Dove vanno le nuvole, proiettato alla fine degli interventi, hanno dato alle tante persone presenti al cardinal Ferrari di Como il 6 maggio sera la misura di quanto ciascuno può fare prendendosi la responsabilità di risolvere un frammento dell’immenso problema posto dalle migrazioni che politiche globali sconsiderate e assassine determinano e politiche locali altrettanto colpevoli trasformano in tragedie quotidiane anche per coloro che non sono morti nel viaggio verso la fortezza Europa.  (altro…)

6 maggio: “Dove vanno le nuvole” al Cardinal Ferrari

dove vanno le nuvole“Dove vanno le nuvole”. È il titolo del film documentario di Massimo Ferrari che affronta i temi dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti, a partire dalle storie di chi ha trasformato la paura in opportunità, costruendo modelli di convivenza sorprendenti. A Como, domenica 6 maggio, alle 20.45 al centro Cardinal Ferrari, è prevista una proiezione a ingresso gratuito.

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Comunità resistenti: Arci Terra e Libertà incontra attiviste e attivisti del Movimento No Tav

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La questione dei cantieri del treno ad alta velocità in Val di Susa è aperta ormai da una trentina di anni. Chi non è del posto ne ha una visione spesso distorta, in un senso o nell’altro, facendo affidamento alla narrativa “manichea” veicolata dai media mainstream, o viceversa idealizzando l’attivismo di resistenza che si è venuto a creare sul posto, senza però prestare altrettanta attenzione alle ingiustizie da combattere nella sua realtà di appartenenza. Fraintendimenti, questi, che è bene evitare, affermano gli attivisti e le attiviste No Tav intervenuti, nel pomeriggio di sabato 14 aprile allo Spazio Parini (via Parini 6) all’incontro Comunità resistenti, organizzato dal circolo Arci Terra e Libertà in preparazione alla VIII edizione di Lario Critical Wine, previsto per domenica 6 maggio alla Società agricola “La Runa” di Erba e dedicato, appunto, al tema della resistenza collettiva all’oppressione.

Un punto di forza del movimento No Tav, secondo Gabriella Tittonel, attivista  e portavoce del Movimento Cattolici per Valle, è proprio la sua “trasversalità” rispetto alle appartenenze politiche e all’età degli attivisti della (e poi anche per la) Val di Susa, accomunati da valori forti, rivendicati senza compromessi in opposizione a un progetto dannoso nei confronti dell’ambiente e del tessuto sociale locale e inutilmente dispendioso, sostenuto da avversari di grande peso, spesso con l’uso e con l’abuso della forza bruta. Con gli anni, si è venuta a creare in Val di Susa una sorta di grande “famiglia” che si è poi allargata del contributo, sul posto oppure a distanza, di altri sostenitori, singoli o associati, italiani e non solo; senza contare la pluriennale esperienza di lotta che già accomuna molti attivisti valsusini e piemontesi, tra cui Nicoletta Dosio, un’importante figura di riferimento per il movimento No Tav intervenuta all’incontro, che sottolinea l’importanza di tutti e di ciascun contributo attivo. Oltre alle contestazioni per l’alta velocità, Dosio ha vissuto gli scontri al Lingotto nella Torino degli anni Settanta, preludio all’ondata di licenziamenti, delocalizzazioni e privatizzazioni che la new economy neoliberista ha portato con sé, e ha assistito alla costruzione dell’autostrada del Fréjus, altra grande opera a cavallo delle Alpi occidentali, condotta con la “cooptazione” de facto delle associazioni ambientali con il pretesto di costruire “un’autostrada ecologica”.

Anche per quanto riguarda la Tav, la posta in gioco è alta, non soltanto a livello geografico e ambientale (pure molto alta: sono già stati abbattuti boschi di castagni secolari e una farfalla unica della Clarea, la zerinzia, è a rischio di estinzione), ma soprattutto dal punto di vista della società, delle relazioni, in un’area abitata da circa 60 000 persone.  In un senso ancor più ampio, la resistenza valsusina è un messaggio di attivo e non negoziabile dissenso verso gli abusi di potere perpetrati in difesa di lavori dannosi, costosi e pretestuosi che preludono a un progetto ormai datato, sia perché un collegamento ferroviario tra Italia e Francia è già in essere, sia perché diversi paesi europei toccati da una linea transeuropea ad alta velocità, che corresse da Lisbona a Kiev, hanno ormai da tempo abbandonato o interrotto i lavori, mentre lo Stato italiano e i suoi contribuenti si sono trovati a pagare spese sproporzionate per un’opera dall’impatto devastante.

La lotta dal basso agli abusi fa convergere i No Tav con altri analoghi movimenti di lotta ai quali finisce, inevitabilmente, per collegarsi, nei princìpi, nelle modalità, nelle pratiche. Questa comunanza favorisce l’affluenza di nuovi aiuti in Val di Susa, e trova applicazione concreta nell’avvio di nuove forme di resistenza, meno intuitivamente associate al concetto di “lotta” ma proprio per questo ancor più preziose. Daniele Forte interviene a presentare la realtà di cui è promotore, Etinomia – imprenditori etici per la difesa dei beni comuni, denominazione di per sé esplicativa: una forma di cooperazione che, lungi dal provare l'”eccezionalità” degli attivisti valsusini, ne dimostra la capacità reattiva rispetto all’oppressione imposta dall’alto, presentandosi come esperienza imitabile per quanto riguarda altre località, con altre storie analoghe e differenti. A tal proposito, Forte e poi _ invitano a non pensare alla Val di Susa come a un “punto di raccolta” dell’attivismo dal basso, per prima cosa perché il suo esempio deve essere riapplicato diffusamente sul territorio («E a Como – osserva Forte, dopo aver sfogliato il primo numero del mensile di ecoinformazioni – certo non mancano ingiustizie da denunciare!»), sia perché la concentrazione di tale attivismo è un’arma a doppio taglio: rafforza la lotta degli abitanti della valle, certamente, ma a rischio di velocizzare una repressione en masse del dissenso: uno scenario che una società già fragile e sempre più “atomizzata” e politicamente disimpegnata non può permettersi di facilitare.
[Alida Franchi, ecoinformazioni]

Già on line sul canale di ecoinformazioni  i video di tutti gli interventi dell’iniziativa di Alida Franchi.

Emergenza freddezza

DSCN0044.JPGFa freddo, a Como, la sera del 2 aprile. Quest’anno, la primavera si fa aspettare. Puntualissima, in compenso, è arrivata la fine annunciata del programma di accoglienza “invernale”, ampliato nel dicembre scorso con l’installazione di tre tendoni con servizi nel cortile interno del centro Cardinal Ferrari per far fronte anche a una parte delle persone fino ad allora ricoverate – in condizioni di fortuna – all’autosilo Val Mulini.  Dopo la notte di Pasqua – quella cioè compresa tra l’1 e il 2 aprile -, la disponibilità del Centro Cardinal Ferrari è stata ridotta ai soli tendoni, così che circa cinquanta persone “senza fissa dimora” si sono trovate nuovamente private di una qualsiasi dimora. Certo, c’è pur sempre la strada: fa freddo, si diceva, e spesso piove (ma per questo, a Como, nessuno è così sfacciato da parlare di emergenza!), ma è questione di settimane e di freddo non si potrà più parlare. Allora altre strutture verranno chiuse, e le persone completamente  abbandonate a se stesse saliranno ulteriormente di numero. Al di là delle parole, però, quella che è stata definita “emergenza freddo” è in realtà una strutturale mancanza di accoglienza nel territorio, che di sicuro non si dissolverà con l’arrivo della bella stagione. (altro…)

11 marzo/ Cagno/ “Un tetto per tutti”

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Per raccogliere fondi per l’iniziativa Emergenza freddo, volta a fornire accoglienza notturna nel periodo invernale per le tante persone senza dimora della città di Como, le Amministrazioni e le parrocchie di Albiolo, Bizzarone, Cagno, Faloppio, Rodero, Ronago, Solbiate, Uggiate Trevano, Valmorea e altre associazioni tra cui G.S. Bindun, Polisportiva Intercomunale, Caritas provinciale, organizzano per domenica 11 marzo un quadrangolare di calcetto a 6 giocatori che si svolgerà al Palasport intercomunale di Cagno (via Brella 15) domenica 11 marzo, dalle 16. Seguiranno altre attività.

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13 marzo/ Cantù Mirabello/ “Comunità Resistenti. L’esperienza di ‘Terre in moto’ nelle Marche”

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Martedì 13 marzo alle 18,30, il circolo Arci Mirabello di Cantù (via Tiziano 5) ospiterà un’iniziativa del Circolo Arci Terra e Libertà di Como, Comunità resistentiL’esperienza di ‘Terre in Moto’ nelle Marche, un apericena conviviale con Raffaele Pozzi e Ilaria Santandrea sulla loro esperienza con “Terre in Moto”. A seguire Dj Set. [AF, ecoinformazioni]

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