storia

Elio Marzorati, l’ultimo partigiano

Se n’è andato, a 95 anni, Elio Marzorati, uno degli ultimi partigiani, se non l’ultimo, che ancora viveva ad Albate.

Con Peppino Molteni l’avevamo intervistato nel 2014, un lungo racconto di vita (guardatela sul sito dell’Unione Circoli Cooperativi / 25 aprile). Come tanti ragazzi di forse nemmeno 20 anni, aveva fatto la giusta scelta: entrare nei Gap (Gruppi d’Azione Patriottica) per collaborare alla riconquista della libertà. La scuola, il lavoro alla Rosasco, da lì, dall’iniziale della ditta dove lavorava il suo nome di battaglia Rosa… tante azioni… Il fallimento del rapimento del Petrovich, dove vennero catturati i componenti del commando Ballerini e Cantaluppi, poi fucilati; lo scappare perché braccato dai fascisti, l’andare in montagna e l’essere protagonista dei giorni di quella “bella primavera” in alto lago, con la fine della vittoriosa guerra di liberazione. Come tanti partigiani, poi il ritorno al lavoro; una lunga vita, la famiglia, i figli, tante gioie e tanti dolori.

Dal lungo suo racconto – mi riferisco a quell’intervista – l’emergere degli ideali, delle scelte, di quella gioventù – come diceva Ernesto Gorrieri – il combattere senza odiare, per una giusta causa, la Libertà di tutti.

Elio Marzorati non ha voluto festeggiare questo 25 aprile chiuso in casa… ora sarà, libero, a volare in Paradiso. [Luigi Nessi]

Prima parte del video con l’intervista a Elio Marzorati

Seconda parte del video con l’intervista a Elio Marzorati

10 aprile/ Arciwebtv/ Marx oltre i luoghi comuni

Dalle 15/ Dal canale video di Peppino Molteni, Unione dei circoli cooperativi di Albate, riproponiamo l’incontro di presentazione del libro Marx oltre i luoghi comuni dell’11 gennaio 2019 scritto da Paolo Ferrero, vicepresidente del Partito della sinistra europea, e Bruno Morandi. Ad accompagnare Ferrero nella presentazione Antonello Patta, segretario regionale di Rifondazione comunista, che ha organizzato la serata.  Leggi l’articolo di Pietro Caresana su ecoinformazioni.com.

Gli altri programmi del 10 aprile.

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8 aprile/ Arciwebtv/ Resistenza virale/ La Resistenza in Sabina

Dalle 18/ Si intravede arrivare il 25 aprile, per questo, dalla Campagna dell’Arci nazionale, Resistenza virale, abbiamo selezionato OSTEREI – Monte Tancia 1944, un documentario sulla Resistenza in Sabina. La lotta partigiana tra Rieti e Roma, la battaglia del Monte Tancia del 7 aprile 1944 e la storia delle Fosse Reatine, con testimonianze storiche, fatti e interviste. A cura del Teatro delle Condizioni Avverse. Cliccate qui per conoscere la programmazione nazionale di Resistenza virale.

Gli altri programmi dell’8 aprile.

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1 aprile/ Arciwebtv/ Fabio Cani/ Inquadramento storico olgiatese

Dalle 14/ Dagli archivi di ecoinformazioni, playlist col la prima parte del secondo incontro presso l’Istituto Terragni di Olgiate Comasco nell’ambito del progetto Generazioni@ComUnità, sviluppato durante il 2019 da Anteas, Auser, Ancescao, Arci e Ada di Como. Fabio Cani inquadra il momento storico prima di cedere la parola a Vladimiro Pina, il cui intervento sarà prossimamente su questa pagina. Leggi l’articolo di Massimo Patrignani sul blog di Generazioni@ComUnità.

Gli altri programmi del 1° aprile.

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26 marzo/ Arciwebtv/ La Palestina della convivenza

Dalle 18/ La Palestina della convivenza. Storia dei palestinesi 1880 -1948, riempie l’ex chiesa di San Francesco a Como. Per l’inaugurazione allo Spazio Ratti, in largo Spallino 1 a Como, della mostra che sarà aperta dall’11 al 25 maggio 2013 più di cento persone hanno seguito il saluto del sindaco di Como Mario Lucini, gli interventi di Michele Luppi e Adriana Mascoli a nome degli organizzatori e di Khader Tamimi presidente della Comunità palestinese di Lombardia. Tra i presenti consiglieri comunali, l’assessora Gisella Introzzi, molti e molte appartenenti alla comunità palestinese comasca e a alle tante organizzazioni che insieme hanno reso possibile l’iniziativa. L’inaugurazione si è conclusa con un rinfresco palestinese a cura della Sara e Amal della Comunità palestinese di Lombardia.

Gli altri programmi del 26 marzo.

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24 gennaio/ Commemorazione partigiana

Venerdì 24 gennaio 2020 ricorre il 75° anniversario dell’uccisione dei partigiani Enrico Cantaluppi (di 21 anni) di Lipomo e Luigi Ballerini (di 19 anni) di Albate, torturati e fucilati dai fascisti dopo un’azione contro il maggiore Petrovich della GNR.

L’ANPI li ricorderà con una breve cerimonia e la deposizione di una corona alle ore 11.00 a Como in viale Innocenzo XI angolo via Benzi, dove furono uccisi.

Alla commemorazione saranno presenti la presidente del Consiglio comunale di Como Anna Veronelli, in rappresentanza della Città, e Giuseppe Rigamonti, assessore alla cultura del Comune di Lipomo. Interverrà Silvio Peverelli.

Tutti e tutte sono invitate a partecipare per ricordare e tenere viva la memoria del sacrificio di giovani che hanno dato la vita per gli ideali di libertà, giustizia sociale, pace e fratellanza.

La rivolta Zapatista (e relativo caffè) a Lurago d’Erba

Giovedì 21 novembre la sala consiliare del Comune di Lurago d’Erba ha ospitato la penultima serata della rassegna storico-culturale “La Storia Siamo Noi”, avente per oggetto la sollevazione Zapatista del gennaio 1994, “una rivolta fuori dagli schemi”. Questa volta, a margine della serata era stata allestita una postazione di degustazione e vendita di caffè “zapatista”, a cura della torrefazione artigianale autogestita Malatesta di Galbiate, dove i presenti hanno potuto degustare e acquistare caffè provenienti dai territori zapatisti del Chiapas, contribuendo a sostenere le comunità locali.

Dopo la presentazione di Giovanni Molteni e l’introduzione del moderatore Federico Brugnani, ha preso la parola il relatore Roberto Cammarata, ricercatore e docente di filosofia politica all’università Statale di Milano, nonché presidente del consiglio comunale di Brescia.

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Cammarata con l’ausilio di filmati originali, prima di entrare nel vivo della sollevazione zapatista, come doverosa premessa ha dato alcuni cenni relativi alla rivoluzione messicana degli anni ’10 del secolo scorso di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Ha poi efficacemente illustrato il differente approccio indio al rapporto con la “madre terra” rispetto al pensiero occidentale, un approccio che ribalta il rapporto di proprietà, non la terra appartenente all’uomo ma l’uomo appartenente alla terra; approccio questo che influenza lo stesso Zapata, il cui obiettivo non è prendere il potere, ma redistribuire le terre. E proprio il filo che lega le promesse di redistribuzione della terra della rivoluzione del 1910 con la riforma agraria mai realizzata, ha condotto 80 anni dopo al levantamiento zapatista che in breve, grazie anche all’escamotage dell’uso del passamontagna a coprire il volto degli insorti, è diventata la rivolta di tutti gli oppressi e le vittime di ingiustizie; per dirla col subcomandante Marcos, la rivolta del gay a S. Francisco, del palestinese in Israele, della donna sola in metropolitana alle dieci di sera, e via dicendo. Grazie al passamontagna, Marcos diviene uguale agli altri, e contemporaneamente rivendica il diritto alle differenze mettendo in atto una rivolta che, pur partendo da basi apparentemente utopistiche, ha saputo reinventare se stessa fino a portare i propri protagonisti col volto coperto all’interno del parlamento di Città del Messico dopo una lunga marcia, e a ottenere la Dichiarazione dei diritti delle popolazioni indigene da parte delle Nazioni Unite.

Il successivo intervento di Jacopo della Torrefazione Malatesta, imperniato sulla descrizione del suo recente viaggio in Chiapas e anche esso supportato da documentazione fotografica, ha in parte smorzato l’ottimismo per questi risultati conseguiti, descrivendo le contromosse attuate recentemente dal potere centrale (direttamente o per mano di paramilitari) per attenuare le conquiste ottenute col levantamiento.

Insomma, una sollevazione basata su premesse più che giuste e che rispetto ad altre ha saputo adottare modalità di lotta più efficaci (a partire dal non essere rivoluzione volta a sovvertire il potere impadronendosene e sostituendolo con un contropotere, bensì ribellione tesa a rivendicare diritti e riconoscimento soprattutto culturale all’interno di un ordine costituito), ma che non per questo è immune dalle spinte reazionarie tese a ripristinare il contesto precedente.

Dopo alcuni interventi da parte del pubblico presente, la serata si è conclusa davanti alla postazione allestita dalla Torrefazione zapatista, il cui caffè è andato letteralmente a ruba. (f.b. ecoinformazioni)

Video / Terre di frontiera – il lavoro oltre confine

Il terzo appuntamento del progetto GenerAZIONI@ComUnità con gli studenti del Liceo Terragni di Olgiate è stato dedicato ad un aspetto molto importante della storia economica e sociale del territorio: il frontalierato. 50 studenti e studentesse – molto attenti e coinvolti – hanno ascoltato l’introduzione storica di Fabio Cani, presidente di Arci ecoinformazioni, ed i contributi “sul campo” di Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale dei lavoratori frontalieri CGIL, e Roberto Cattaneo, volontario di Ada e responsabile provinciale dei lavoratori frontalieri Uil. I video integrali della conferenza

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Video/ “C’era una volta il muro” tra teatro, arte, politica e futuro

Le ultime due giornate di C’era una volta il muro hanno offerto lo spettacolo teatrale [guarda i videoIl muro e lo specchio a cura della Compagnia dell’elefante 2019, la visita guidata [guarda i video] con gli studenti delle mostre allestite alla Ex Fornace a Milano, a cura di Melina Scalise (Fondazione Tadini), Il confronto dialogo [guarda i videoCos’è un murocondotto da Mauro Sabbadini, con Salvatore Carruba (presidente de Il Piccolo teatro) e Roberto Escobar (filosofo, politico e critico cinematografico) e Milano città senza muri? [guarda i video], coordinata da Laura Miani, con Cosima Buccoliero (direttrice Carcere Minorile Beccaria e direttrice del Carcere di Bollate), Simone Gambirasio (giornalista), Modou Gueye (Centro Internazionale di quartiere), Maryan Ismail (operatrice culturale), Nino Romeo (Camera Sud Milano), Tommaso Santagostino (antropologo), Elio Savi (presidente ReAgire aps). On line sul canale di Arci Lombardia tutti i video dell’iniziativa.

Dall’8 al 14 novembre/ Milano/ C’era una volta il muro

In molti ci hanno chiesto perché Arci, assieme ad altri, si è impegnato nell’anniversario dei 30 anni della caduta del muro di Berlino. Chi lo ha chiesto non mette in discussione l’importanza di quell’evento e neppure che se ne debba discutere.

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