Federico Brugnani

Mantegazza per la Memoria a Mariano Comense

Lunedì 27 gennaio anche Mariano ha ospitato una interessante iniziativa per celebrare il giorno della memoria. Unitre, Università delle Tre Età, ha organizzato l’iniziativa Chi ignora la storia è condannato a riviverla. (altro…)

Inverigo esprime solidarietà a Liliana Segre

Nella serata di mercoledì 27 novembre, in chiusura di una sessione dove sono stati affrontati una serie di punti di “ordinaria amministrazione” ed il piano di Diritto allo Studio, il Consiglio Comunale di Inverigo ha votato una mozione su un tema che ha purtroppo assunto una rilevanza nazionale.

I consiglieri Mario Canzi (capogruppo di maggioranza) e Alessandra Trevisani (assessora all’istruzione) hanno infatti presentato al Consiglio una mozione di solidarietà e plauso alla Senatrice Liliana Segre. Va ricordato che la Senatrice a vita ha un legame con Inverigo, dal momento che i suoi nonni Giuseppe Segre e Olga Loewy furono arrestati nel maggio del 1944 nella casa dove erano sfollati, tuttora esistente e sita in prossimità del municipio, per essere deportati ad Auschwitz dove morirono.

Illustrata dallo stesso Canzi, la mozione parte ovviamente col ricordare il clima di odio che ha costretto all’assegnazione di una scorta alla stessa Segre, per arrivare testualmente a:

  • Esprimere ferma condanna per gli insulti rivolti alla Senatrice Liliana Segre confermando la propria avversione a ogni atteggiamento e azione che richiami a comportamenti di odio antisemiti e razzisti;
  • Manifestare alla Senatrice Liliana Segre la piena solidarietà, insieme al riconoscimento del suo impegno in difesa della libertà, del rispetto delle minoranze, dei più alti valori etici, morali, civili e contro il razzismo e l’antisemitismo;
  • Accogliere e applaudire favorevolmente l’istituzione della Commissione per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza;

Dopo una breve discussione, in cui i consiglieri di minoranza di Inverigo in Movimento hanno chiesto ed ottenuto l’inserimento di un passaggio in cui si ricordasse che la Segre ha portato in passato la sua testimonianza anche nella sala consiliare di Inverigo (ai tempi in cui il capogruppo Bartesaghi era sindaco), e l’altro gruppo Per Inverigo ha espresso dissenso rispetto all’apprezzamento riportato nel testo verso la Commissione di contrasto al razzismo (ovviamente considerata una manovra politica), la mozione è comunque stata approvata all’unanimità dei presenti.

Lo scioglimento dei ghiacciai spiegato a Inverigo

Venerdì 22 novembre si è chiusa a Inverigo la rassegna Il pianeta sta bruciando! sui cambiamenti climatici, organizzata dal Circolo ambiente Ilaria Alpi col patrocinio delle amministrazioni comunali di Lurago d’Erba e Inverigo. Relatore della serata è stato Roberto Sergio Azzoni, glaciologo dell’Università degli Studi di Milano. (altro…)

La rivolta Zapatista (e relativo caffè) a Lurago d’Erba

Giovedì 21 novembre la sala consiliare del Comune di Lurago d’Erba ha ospitato la penultima serata della rassegna storico-culturale “La Storia Siamo Noi”, avente per oggetto la sollevazione Zapatista del gennaio 1994, “una rivolta fuori dagli schemi”. Questa volta, a margine della serata era stata allestita una postazione di degustazione e vendita di caffè “zapatista”, a cura della torrefazione artigianale autogestita Malatesta di Galbiate, dove i presenti hanno potuto degustare e acquistare caffè provenienti dai territori zapatisti del Chiapas, contribuendo a sostenere le comunità locali.

Dopo la presentazione di Giovanni Molteni e l’introduzione del moderatore Federico Brugnani, ha preso la parola il relatore Roberto Cammarata, ricercatore e docente di filosofia politica all’università Statale di Milano, nonché presidente del consiglio comunale di Brescia.

78396616_2463255370468191_5482694210551283712_n

Cammarata con l’ausilio di filmati originali, prima di entrare nel vivo della sollevazione zapatista, come doverosa premessa ha dato alcuni cenni relativi alla rivoluzione messicana degli anni ’10 del secolo scorso di Pancho Villa ed Emiliano Zapata. Ha poi efficacemente illustrato il differente approccio indio al rapporto con la “madre terra” rispetto al pensiero occidentale, un approccio che ribalta il rapporto di proprietà, non la terra appartenente all’uomo ma l’uomo appartenente alla terra; approccio questo che influenza lo stesso Zapata, il cui obiettivo non è prendere il potere, ma redistribuire le terre. E proprio il filo che lega le promesse di redistribuzione della terra della rivoluzione del 1910 con la riforma agraria mai realizzata, ha condotto 80 anni dopo al levantamiento zapatista che in breve, grazie anche all’escamotage dell’uso del passamontagna a coprire il volto degli insorti, è diventata la rivolta di tutti gli oppressi e le vittime di ingiustizie; per dirla col subcomandante Marcos, la rivolta del gay a S. Francisco, del palestinese in Israele, della donna sola in metropolitana alle dieci di sera, e via dicendo. Grazie al passamontagna, Marcos diviene uguale agli altri, e contemporaneamente rivendica il diritto alle differenze mettendo in atto una rivolta che, pur partendo da basi apparentemente utopistiche, ha saputo reinventare se stessa fino a portare i propri protagonisti col volto coperto all’interno del parlamento di Città del Messico dopo una lunga marcia, e a ottenere la Dichiarazione dei diritti delle popolazioni indigene da parte delle Nazioni Unite.

Il successivo intervento di Jacopo della Torrefazione Malatesta, imperniato sulla descrizione del suo recente viaggio in Chiapas e anche esso supportato da documentazione fotografica, ha in parte smorzato l’ottimismo per questi risultati conseguiti, descrivendo le contromosse attuate recentemente dal potere centrale (direttamente o per mano di paramilitari) per attenuare le conquiste ottenute col levantamiento.

Insomma, una sollevazione basata su premesse più che giuste e che rispetto ad altre ha saputo adottare modalità di lotta più efficaci (a partire dal non essere rivoluzione volta a sovvertire il potere impadronendosene e sostituendolo con un contropotere, bensì ribellione tesa a rivendicare diritti e riconoscimento soprattutto culturale all’interno di un ordine costituito), ma che non per questo è immune dalle spinte reazionarie tese a ripristinare il contesto precedente.

Dopo alcuni interventi da parte del pubblico presente, la serata si è conclusa davanti alla postazione allestita dalla Torrefazione zapatista, il cui caffè è andato letteralmente a ruba. (f.b. ecoinformazioni)

22 novembre/ I ghicciai stanno scompranedo a Inverigo con Roberto Sergio Azzoni

Riscaldamento globale, cambio climatico, riduzione dei ghiacciai, inquinamento atmosferico: sono questi alcuni degli argomenti che verranno trattati all’interno della rassegna Il Pianeta sta bruciando!, organizzata dal Circolo Ambiente Ilaria Alpi, col patrocinio dei comuni di Lurago d’Erba e Inverigo.

(altro…)

Lurago d’Erba/ Il Pianeta sta Bruciando!

Venerdì 8 novembre si è aperta presso la sala consiliare di Lurago d’Erba la mini-rassegna Il pianeta sta bruciando! sui cambiamenti climatici, organizzata dal circolo ambiente Ilaria Alpi col patrocinio delle amministrazioni comunali di Lurago e Inverigo.

Alla presenza di un folto pubblico, Roberto Fumagalli ha aperto la serata coi ringraziamenti alle amministrazioni comunali e alle associazioni aderenti (GASS Lurago, Le Contrade e CAI Inverigo), ed è entrato nel vivo ricordando come mutamenti nelle condizioni climatiche siano sempre esistiti, ma mai repentine come di questi tempi.

E’ toccato quindi a Giovanni Molteni fare gli onori di casa e  portare i saluti della amministrazione di Lurago.

Fumagalli ha quindi presentato l’ospite Frank Raes, climatologo di livello internazionale, ex consulente della Commissione Europea, belga di nascita e in Italia da 30 anni.

Ha preso quindi la parola Raes, presentandosi e informando dell’esistenza, a Laveno Mombello, di un museo della Tecnologia dell’Antropocene da lui curato. E’ seguita una interessante e coinvolgente dissertazione cronologica supportata dalla proiezione di immagini, sulla terra, la vita, la razza umana, a partire da 4,5 miliardi di anni fa (nascita della Terra, che presumibilmente vivrà ancora altrettanto a lungo), passando alla formazione della Vita negli Oceani 1 miliardo di anni dopo, quindi la formazione della Vita sulla Terra dopo altri 3 miliardi di anni grazie alla formazione dello strato di Ozono in atmosfera. Grazie ai fossili conosciamo la storia di questi ultimi 600 milioni di anni, con le grandi estinzioni di massa verificatesi, ultima quella di 100 milioni di anni fa. Dopo i primi ominidi, 200 mila anni fa arriva l’homo sapiens. In tempi molto più recenti, 12.000 anni fa ha inizio l’Olocene. Raes cita poi le grandi rivoluzioni, la Rivoluzione Cognitiva di 50 mila anni or sono, la Rivoluzione Agricola e infine la Rivoluzione Industriale di pochi secoli fa.

Raes

La trattazione si è fatta sempre più di effetto, con musica di Haydn in crescendo a supportare immagini dell’attuale era dell’Antropocene (era delle trasformazioni provocate dall’uomo su ambiente e clima), un turbinio di immagini commentate da Raes e culminato in una significativa esplosione finale.

L’intervento prosegue sottolineando come l’uomo muta la composizione chimica di atmosfera e oceani, provoca estinzioni di animali e piante, fino a far ipotizzare da alcuni che la sesta estinzione di massa potrebbe coinvolgere l’uomo stesso. Di sicuro, il sintomo più evidente dell’Antropocene è il cambiamento climatico. Raes ha quindi enunciato alcuni messaggi sul cambiamento climatico:

  • La terra è un sistema aperto, e come tale crea ordine; riceve energia dal sole e la “redistribuisce” nei vari fenomeni che favoriscono la vita (calore, evaporazione, precipitazioni…); tuttavia da 200 anni a questa parte l’uomo tratta la terra come un sistema chiuso (come tale creando disordine), scavando per estrarre materie prime necessarie a creare l’energia anziché sfruttare gratis quella che già abbiamo
  • Il cambiamento climatico è a livello planetario: la CO2 prodotta in eccesso non viene riassorbita prima di un secolo, e nel frattempo si diffonde ovunque determinando i suoi nefasti effetti ovunque
  • Il cambiamento climatico è ingiusto, perché va a discapito anche di chi vive in aree e in generazioni che non hanno contribuito a crearlo

L’accordo di Parigi del 2015 sancisce che il cambiamento climatico è una minaccia, e va affrontato progressivamente, contenendo l’aumento di temperatura rispetto all’era preindustriale entro i 2° C, provando a limitarlo entro 1,5 °C; occorre evitare l’ingestibile (mitigare gli effetti, riducendo l’emissione di gas serra), e gestire l’inevitabile (adattarsi agli impatti che comunque ci saranno anche contenendo l’aumento di temperatura entro i 2°).

Gli studi dicono che per contenere l’aumento di temperatura entro i 2°, occorre ridurre da subito le emissioni di CO2, e azzerarle (ovvero renderle pari all’assorbimento naturale di CO2 da parte delle piante) entro il 2080. Per contenere l’aumento di temperatura entro 1,5 ° occorrerebbe azzerare la produzione di CO2 entro il 2050.

Nel caso di contenimento entro i 2° dell’aumento di temperatura, ogni essere umano avrebbe a disposizione nel corso della propria esistenza 100 tonnellate di emissioni di CO2. Attualmente negli Stati Uniti siamo a 16 tonnellate/anno a persona, in Europa 7, in India e Africa 2. Si è poi calcolato che una vita “spensierata” (utilizzo dell’automobile senza limiti, fare un paio di viaggi in aereo l’anno, fare spesso il bagno per lavarsi, mangiare carne tutti i giorni) determina emissioni di CO2 pari a 14,3 tonnellate/anno; una vita “da monaco” (spostarsi coi mezzi pubblici, lavarsi con la doccia, adottare un regime vegetariano) provoca emissioni pari a 3,3 tonnellate/anno.

A livello individuale è quindi auspicabile iniziare almeno gradualmente ad adottare comportamenti “virtuosi”; altri provvedimenti possono essere presi a livello collettivo: politiche per stimolare l’innovazione tecnologica (energie rinnovabili, economia circolare), per far pagare chi inquina (tasse innovative), per educare e cambiare modelli culturali.

Occorre in definitiva tornare ad un rapporto virtuoso con la natura, efficacemente simboleggiato nel Nastro di Mobius dell’immagine di apertura, dove il lato interno e il lato esterno sono intrecciati e si scambiano, come deve avvenire tra Uomo e Natura.

Rimane tempo per numerose domande da parte di un pubblico attento e del moderatore Roberto Fumagalli, in cui si evidenzia un differente approccio tra Raes e Fumagalli, decisamente pessimista il secondo rispetto alla volontà del mondo politico e istituzionale nei confronti del cambiamento climatico, quanto ottimista il primo nel mettere in evidenza più volte come il mondo politico abbia risposto positivamente attivando politiche che, in Europa, hanno portato a una riduzione delle emissioni di CO2 del 24%, solo in parte dovute alla delocalizzazione di siti produttivi in altri continenti (a fronte purtroppo di un aumento di emissioni nel resto del mondo pari al 60%).

In attesa della seconda serata della rassegna, dedicata allo scioglimento dei ghiacciai, l’invito è quindi quello da una parte di adottare con la dovuta gradualità comportamenti individuali virtuosi, dall’altra di chiedere alla politica programmi conseguenti; e magari passare a Laveno per approfondire il tema con una visita al Museo delle Tecnologie dell’Antropocene. [Federico Brugnani, ecoinformazioni]

Voci Femminili a Inverigo, 14, 21 e 24 novembre

LOGO CPO

Ancora un giorno per iscriversi al Laboratorio di Teatro e Danza “Voci Femminili”, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di Inverigo.

Giovedì 7 novembre chiudono infatti le iscrizioni (informazioni al 3480369066) per questa attività gratuita a cura della danzatrice, performer e coreografa Roberta Goeta; si tratta di un laboratorio di teatro e danza dedicato alle donne e ragaze dai 16 anni, che vuole essere un’occasione di ri-scoperta di sé, ma anche possibilità di ‘creare insieme’ intrecciando gesti e parole, in una trama suggestiva e ricca di sorprese per tutti.

unnamed (1)

Le attività si terranno le sere dei giovedì 14 e 21 novembre dalle 20.30 alle 22.30 presso l’oratorio di Romanò di Inverigo (piazza San Michele), e domenica 24 novembre dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, con un evento finale sempre domenica 24 alle 18.30.

Sempre a cura della commissione Pari Opportunità, proseguono “i giovedì della commissione”, presso il bar Cooperativa di Eleonora in via Cadorna 8, giovedì 28 alle 20.30. Si tratta di uno spazio aperto a tutte le donne per potersi confrontare, raccogliere proposte, condividere idee, rappresentare i propri bisogni, prendere consapevolezza di sé e dei propri diritti; il tema della serata sarà Adolescenti, Questi Sconosciuti.

Inverigo, genitori (e non solo) in festa

Nel pomeriggio di sabato 21 settembre, nella splendida cornice dei giardini della villa La Rotonda di Inverigo si è tenuta la quarta edizione della festa di inizio anno scolastico, organizzata dai genitori della scuola primaria Don Gnocchi (meglio nota come Tempo Pieno Inverigo).

(altro…)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: