acqua pubblica

Presidio per l’acqua pubblica il 4 agosto davanti al Pirellone

Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’Acqua Pubblica invita mercoledì 4 agosto alle 17,30 a Milano, davanti al Pirellone in via F. Filzi, al presidio in difesa dell’acqua pubblica contro i colpi di mano estivi della giunta Formigoni. Tutte le informazioni sul blog Acquacomo.

8245 firme per l’acqua bene comune

Sono 1197 le firme per i tre referendum a difesa dell’acqua pubblica raccolte la scorsa settimana in provincia di Como, che si vanno ad aggiungere alle precedenti per un totale di 8245, ben oltre l’obiettivo stabilito alla settima settimana di campagna, cioè 6.859.
In tutta la Lombardia sono ormai abbondantemente superate le 125mila firme (125.392).
Tutte le informazioni sulla raccolta in provincia di Como sul blog acquacomo.

La festa della Costituzione fa raggiungere le 800 mila firme per l’acqua

Sono 800 mila le firme raccolte fino ad oggi in Italia. Anche il 2 giugno, Festa della Repubblica e della Costituzione migliaia di cittadini hanno scelto i diritti e hanno firmato per i 3 referendum. Anche a Como la raccolta delle firme procede con entusiasmo e sono state ampiamente superate le 6000 fime. Tutte le informazioni sul blog  Acquacomo

Speranze per l’acqua in Lombardia

Fermata la privatizzazione dell’acqua in Lombardia. La Corte costituzionale blocca la legge regionale che separando la gestione dalla erogazione apriva la strada alle speculazioni private. Soddisfazione degli ambientalisti lariani.

Roberto Fumagalli, del Comitato italiano per il Contratto mondiale sull’acqua, accoglie positivamente la decisione della Corte costituzionale di bocciare la legge regionale lombarda che obbligava alla separazione della gestione delle reti dall’attività di erogazione dei servizi idrici. Con la sentenza n. 307 del 16 novembre 2009, la Corte costituzionale ha dichiarato infatti l’illegittimità dell’art. 49, comma 1, della legge della regione Lombardia del 12 dicembre 2003, n. 26 modificata nel 2006, in seguito al ricorso presentato dal governo Prodi. La commissione sottolinea come «le competenze comunali in ordine al servizio idrico, sia per ragioni storico-normative, sia per l’evidente essenzialità di questo alla vita associata delle comunità stabilite nei territori comunali, devono essere considerate quali funzioni fondamentali degli enti locali». L’obbligo alla sostanziale privatizzazione, previsto dalla legge regionale, era stato contrastato dalla proposta di referendum abrogativo sostenuto da 144 Comuni lombardi che nel 2009 aveva portato alla modifica della legge regionale. Nel concreto la sentenza boccia i Piani d’Ambito e le delibere di alcuni Ato (Ambiti territoriali ottimali) che nel periodo 2006-2008 avevano adottato il principio della separazione gestione/ erogazione. Tra questi anche l’Ato di Como, oltre a quelli Cremona, Lecco, Pavia, Varese e provincia di Milano. Si tratta dunque ― per Fumagalli ― di una vittoria a difesa dell’acqua pubblica in Lombardia. La cosa è tanto più importante perché avviene in concomitanza con la recente approvazione in Parlamento del decreto Ronchi sulla liberalizzazione dei servizi pubblici compresa l’acqua. In questa situazione nella quel la Corte costituzionale sembra offrire una possibilità alla difesa dell’acqua pubblica almeno in Lombardia è necessario per Fumagalli «ricominciare tutto da capo a partire dalla valutazione della legittimità stessa di Como acqua, nata in base a norme che non sono più valide. E naturalmente è necessario ripartire anche con le mobilitazioni a difesa dell’acqua pubblica». D’altra parte la soddisfazione dell’assessore a Reti, servizi di pubblica utilità e sviluppo sostenibile della regione Lombardia Massimo Buscemi fonda sul fatto che la Consulta ha considerata legittima la scelta di mettere a gara i servizi idrici. Proprio ciò che gli ambientalisti avevano impedito con il referendum. [Tommaso Marelli, per ecoinformazioni]

 

«Un attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua»

Così Roberto Fumagalli commenta la contestazione dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici agli affidamenti in house degli acquedotti di 64 Ato.

L’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (www.autoritalavoripubblici.it) ha avviato un procedimento istruttorio volto ad accertare l’eventuale inosservanza della normativa per l’affidamento del servizio idrico integrato su 64 Ato (Ambiti territoriali ottimali per i servizi idrici) che hanno disposto lo stesso in favore di società completamente pubbliche. L’Authority, un organo costituito da sette membri nominati con determinazione adottata d’intesa dai presidenti della Camera e del Senato, contesta il fatto che le autorità pubbliche di controllo divengano parte in causa anche come società controllate. Per Roberto Fumagalli, referente del Contratto mondiale sull’acqua, «si tratta di un chiaro attacco politico contro la gestione pubblica dell’acqua, anche perché i decreti successivi alla legge Galli ne consentono l’affidamento a società completamente pubbliche e non si può quindi considerare un atto illegittimo». «Evidentemente il nuovo Governo – aggiunge l’ambientalista comasco – a pochi giorni dall’insediamento, ha voluto dare un segnale a favore delle privatizzazione dell’acqua, contestando le scelte di gestione pubblica assunte dalla maggior parte degli Ato italiani». Per l’esponente comasco del Contratto mondiale sull’acqua questo atto «è forse destinato a favorire gli interessi delle lobby economiche. In Lombardia ad esempio la società A2A, derivante dalla fusione di Aem Milano con Asm Brescia, ma con una componente azionaria che riconduce alle grandi multinazionali private dell’acqua, vorrebbe mettere le mani sugli acquedotti di tutta la Regione e questo quando, proprio in Lombardia, ben 132 comuni hanno proposto un referendum abrogativo della legge regionale, che obbliga a mettere a gara i servizi idrici». Un processo che porterà i cittadini lombardi ad esprimere il loro voto contro la privatizzazione dell’acqua nel 2009.

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