Canzo/ Lo Curto/ Mostra Popoli nativi e loro culture

Canzo è un piccolo paese del Triangolo Lariano di circa 5.000 abitanti, conosciuto per i suoi Corni, per le belle passeggiate che offre tra il lago del Segrino e le Prealpi circostanti, per essere stato il rifugio operoso del pittore Salvatore Fiume e anche per aver dato i natali nel 1857 a Filippo Turati. Non tutti sanno però che da un paio d’anni questo piccolo paese ospita anche un’interessantissima mostra permanente dedicata ai Popoli Nativi e alle loro culture, frutto dell’appassionato lavoro come medico volontario di Aldo Lo Curto.

Oltre 150 oggetti tra maschere, utensili, strumenti musicali ed altri manufatti artigianali, ricevuti in dono come ringraziamento per le cure offerte in oltre 40 anni di attività, sono stati ceduti da Lo Curto al Comune di Canzo e sono ora sapientemente esposti presso le settecentesche sale Roscio di Villa Meda.                                                                                                                                               

Siciliano di Agrigento, laureato a Pavia, specializzato in chirurgia plastica, Aldo Lo Curto ha iniziato la sua attività di medico itinerante nel 1978, affiancando la sua attività di medico di famiglia a Canzo a sempre più frequenti periodi di volontariato all’estero.                                       

Inizialmente ha messo a disposizione la sua specializzazione in chirurgia plastica per operare i lebbrosi presso la missione di Marituba e poi presso il lebbrosario di Madre Teresa a Calcutta. Successivamente ha preferito organizzare in totale autonomia le sue spedizioni, sulla base dei suoi contatti diretti con le popolazioni indigene e con i medici locali.

Nel corso delle sue spedizioni spesso si è trovato a lavorare da solo e con scarsi mezzi in aree molto isolate, lontane da ambulatori o ospedali, facendo affidamento esclusivamente sulla propria professionalità e sulla capacità di entrare in empatia con le persone. Fondamentale  è sempre stato per lui improntare il rapporto con i popoli indigeni sul rispetto reciproco e sul desiderio di condivisione e scambio delle conoscenze, in particolare rispetto alla medicina tradizionale e al concetto di malattia, per i nativi direttamente legato al rapporto con la spiritualità. In questo modo è riuscito a sviluppare nel corso degli anni legami continuativi con alcune popolazioni in particolare, presso le quali torna periodicamente anche oggi. Grazie anche ai numerosi sponsor che ha coinvolto in tutti questi anni, quando si reca presso di loro porta aiuti concreti (materiale scolastico, viveri, medicinali ecc) e  lavora soprattutto sulla prevenzione sanitaria e l’educazione alla salute.  Tra le attività di divulgazione, ha scritto numerosi libri sulle proprietà medicinali delle piante dei diversi paesi e alcuni innovativi manuali illustrati di educazione sanitaria, in grado di spiegare, in modo molto semplice e comprensibile, come prevenire le principali malattie. Uno di questi libri : “Indio: manual de saude” ha ricevuto il prestigioso Premio Rolex nel 1993.

Le sue fotografie e gli oggetti artigianali raccolti sono stati esposti in diversi musei all’estero, come il Musée de la Civilization del Québec in Canada, il Musée de Confluences di Lione in Francia, il

Museum of Cultures (MUSEC) di Lugano e in Italia il Museo della Bambola e del Giocattolo a Rocca di Angera, il MUDEC di Milano e il Museo delle Civilità (MuCiv) a Roma. [Testo a cura di Anna Toffoletti, immagini di Aldo Lo Curto, Mario Rusconi e Giordano Riva, per ecoinformazioni]

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