Anpi Como

Memoria resistente: continua la ricerca sui luoghi della lotta di liberazione

Tenendo fede a un impegno assunto con la realizzazione del progetto Memoria resistente, promosso nel 2012 da Anpi, Arci, Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” ed ecoinformazioni con il contributo di Regione Lombardia, continua il lavoro di ricerca sui luoghi in cui la lotta di liberazione dal nazifascismo è ricordata con monumenti o lapidi.

A distanza di poco più di un anno e mezzo dalla pubblicazione, presentiamo un primo aggiornamento (per accedere all’aggiornamento clicca MemoriaResistente-Agg) che raccoglie alcuni luoghi sfuggiti alla prima catalogazione (per accedere all’opuscolo originale clicca MemoriaResistente02) : si tratta di lapidi, cippi e iscrizioni diffuse su tutto il territorio della provincia, da Cantù a Vercana, realizzate nel corso dei passati decenni.

Bisogna anche segnalare che nei mesi passati sono stati collocati in alto Lario i 39 pannelli del sistema segnaletico La fine della guerra, dedicato appunto agli anni 1943-1945 e centrato sulle vicende della lotta partigiana; lo stesso museo di Dongo recentemente inaugurato, anche se non si è voluto sottolineare nella sua intitolazione con la giusta evidenza il ruolo della Resistenza, è un apporto alla conoscenza di quegli eventi e di quei protagonisti.

Con l’aggiornamento, offriamo il nostro piccolo ulteriore contributo a tener viva la memoria della Liberazione.

La pubblicazione originale è stata inviata anche alla redazione di Radio3 che domani scandirà il palinsesto con il racconto delle storie fissate nelle lapidi che ricordano la Resisetnza. “In tutta Italia – scrive la redazione – i segni di memoria sui muri testimoniano il sacrificio dei coduti e delle vittime, e il 25 aprile Radio3 li racconterà”. Se vi capita di cogliere nelle trasmissioni di Radio3 di domani documentazione proveniente dal territorio comasco, segnalatelo a ecoinformazioni.

Imbrattato il Monumento alla Resistenza europea

monumentoresistenza-bmp[1]L’Anpi comasca denuncia i vandalismi chiedendo un maggiore impegno delle istituzioni.

«Ieri [venerdì 14 marzo], per l’ennesima volta, ignoti hanno imbrattato il Monumento alla Resistenza europea ai giardini a lago a Como – dichiara l’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Como –. L’inciviltà che purtroppo dilaga nella nostra società non si ferma nemmeno davanti ad un luogo simbolo del riscatto dei popoli europei contro la barbarie nazifascista».

«Luogo che oggi si trova in uno stato di degrado e di incuria – denunciano gli scriventi –.
La sezione Anpi di Como auspica ed invita ad un maggiore impegno verso la gestione e la valorizzazione a tutela del Monumento alla Resistenza europea, anche ponendo la massima attenzione storica, culturale e artistica da parte dell’Amministrazione comunale, della Provincia e della Regione Lombardia».

«Invitiamo inoltre l’Amministrazione comunale ad attrezzare turisticamente gli spazi circostanti, incentivando le visite culturali – concludono –.
Crediamo profondamente che la città di Como debba riappropriarsi di questo importante monumento alla Memoria, facendone la punta di orgoglio della sua unicità in Europa e nel mondo». [md, ecoinformazioni]

Sempre con noi/ L’Anpi Como ricorda Perugino Perugini

perugino2Nella ricorrenza della sua scomparsa, l’Anpi di Como ha voluto omaggiare una figura importantissima come quella di Perugino Perugini,a cui è intitolato il circolo cittadino. Sabato 15 febbraio infatti una delegazione di giovani dell’associazione ha fatto visita, a Como, alla famiglia di Perugino, per una giornata di ricordi e racconti.  Sul sito dell’Anpi di Como  una biografia completa di Perugino Perugini.

Cinque anni sono passati da quel 15 febbraio, ultimo giorno di vita di Perugino Perugini, colonna dell’Anpi, del Pci, di Italia Cuba, presenza irrinunciabile per tutto l’associazionismo cittadino. Una personalità ancora molto presente nei ricordi di amici e compagni, a cominciare dalla sua stessa famiglia, la moglie Giordana Meregalli e la figlia Laura.

Dalla sua abitazione in centro a Como, Giordana ha aperto metaforicamente l’album dei ricordi, facendo così rivivere Perugino ai giovani in visita. Un racconto lungo una vita, all’insegna dell’impegno politico e sociale: «Perugino non si è mai tirato indietro, fin da giovanissimo- ha riportato Giordana- nel ’43, ad appena diciassette anni, venne catturato a Milano dai fascisti per la soffiata di una spia, subendo poi ogni tipo di torture». Un evento traumatico, che vide Perugini scampare di poco alla deportazione in Germania, salvato poi dal «sacrificio di un suo amico, catturato insieme a lui, che si prese tutta la colpa finendo così internato in una campo di concentramento». D’altronde Perugino aveva già imparato sulla sua pelle il prezzo per le proprie idee, per via delle sfortune paterne. «Il padre, Feliciano- ha continuato la moglie- ferroviere umbro, venne licenziato insieme a tanti altri colleghi per aver fatto deragliare un treno pieno di armi, mentre infuriava la lotta con i fascisti subito dopo la loro presa del potere». Proprio per questo la famiglia fu costretta a spostarsi a Milano, dove però la vita non fu mai semplice. Feliciano infatti continuò a subire ogni tipo di persecuzione, perdendo alla fine anche il suo nuovo lavoro, in una fabbrica di bilance affettatrici.

Con un educazione così forte, Perugino non si tirò indietro dal far mancare il suo contributo alla Resistenza nella fase più dura del secondo conflitto mondiale. Un impegno che mantenne intatto anche in tempo di pace, militando fin da subito nel ricostituito Partito Comunista: «ci conoscemmo proprio nelle sede milanese del Pci- ha sorriso Giordana- all’inizio eravamo solo amici, ma lui è sempre stato innamorato di me». Un rapporto strettissimo il loro, capace di superare tutte le difficoltà: «ci siamo sposati nel ’53, per poi trasferirci a Como l’anno dopo, dove aprì un negozio di bilance e affettatrici. Lavoravamo entrambi, e lui dava una grande mano ai suoi genitori, rimasti senza pensione».

La sua militanza non fu mai messa in discussione, anche dopo il trasferimento in riva al lago. «La prima cosa che fece, arrivato nella nuova casa, fu cercare la sede del Pci», ha riporta la vedova, anche lei attivissima militante comunista. «il suo impegno è stato riconosciuto da tutti, tanto che dal ’75 al ’77 ricoprì la carica di consigliere provinciale, e alla fine del suo mandato venne elogiato da tutti per il suo contributo».

peruginoUn uomo instancabile, «grande appassionato di sport, corsa e bici soprattutto», che dopo la pensione andava a dare una mano al suo ex socio in difficoltà, «continuando imperterrito a lavorare». In seguito al suo addio al Partito, arrivato dopo «alcuni contrasti personali, tanti atteggiamenti che non capiva», dedicò tutto sé stesso all’associazionismo, dove aveva “esordito” come militante di Italia Urss: «per anni ha dedicato tutto se stesso all’Anpi, ma anche a Italia Cuba. Per l’Anpi, dopo aver sostituito Mella, divenne una presenza fissa». Associazione di cui fu fino all’ultimo segretario, infaticabile e insostituibile, tanto che far diventare l’intitolazione a suo nome del giovane circolo cittadino un omaggio non solo doveroso, ma necessario.

«Un’altra cosa che non ha mai sottovalutato – ha concluso Giordana – è l’attenzione per la cultura. Uomo di grande conoscenza, veniva invitato molto spesso dalle scuole, per raccontare le sue esperienza e il suo impegno. Ecco, diventa necessario che voi giovani non dimentichiate gli esempi di quelli come Perugino, continuando a portare avanti il ricordo di valori e idee di anni molto difficili. Non bisogna dimenticare, assolutamente». Un impegno gravoso e difficile, ma per cui i giovani e non solo dell’Anpi hanno da sempre un grande alleato. Sempre con noi, Perugino. [Luca Frosini, ecoinformazioni]

Anpi/ Ricordare sempre, ricordare tutto

 

ANPI_PROVVCon una nota l’Anpi di Como parla della tormentata storia del confine orientale e della Giornata del ricordo e chiede al sindaco di Como di non concedere spazi pubblici alle  destre anticostituzionali. Il comunicato:  «In Italia, con legge del 30 marzo 2004, il 10 febbraio di ogni anno si celebra la “Giornata del ricordo”, in cui si commemora il drammatico esodo degli italiani giuliano-dalmati e le vittime che perirono nelle foibe. Tuttavia, forze di estrema destra come Militia di Como, si sono appropriate di questa giornata per rinfocolare la retorica nazionalista degli “italiani brava gente” e per erigere un muro di silenzio sui gravi crimini commessi dai fascisti e dall’esercito italiano negli anni dell’occupazione della Jugoslavia.La storia del nostro confine orientale è tormentata, dolorosa, ma soprattutto complessa. In considerazione di tale complessità, isolando la tragedia delle foibe dal contesto storico, si persegue solo l’obbiettivo di strumentalizzare faziosamente la memoria.

Il senso delle iniziative volte al ricordo dovrebbero invece essere dirette alla rigorosa ricostruzione storica a tutto campo, indagando tutti -e ribadiamo tutti- i drammi che contraddistinsero quelle terre abitate da una popolazione multietnica.
La storia del confine orientale d’Italia non si può quindi farla iniziare nel 1945, ma si dovrebbero considerare anche i vent’anni precedenti, quelli appunto dell’aggressione fascista e della feroce pulizia etnica subita da sloveni e croati.

In ragione di queste considerazioni, scopriamo con incredulità che l’Amministrazione comunale di Como concede nuovamente una delle piazze principali della città a Militia, organizzazione di estrema destra che considera una giornata di lutto il “25 aprile”, che inneggia al nazista Priebke come ad un eroe, che presenta libri su militanti del partito nazista ed esalta il ventennio fascista.

Chiediamo quindi al Sig. Sindaco un forte segnale di rottura rispetto al passato, non concedendo più spazi pubblici a Militia così come ad altre organizzazioni che non si riconoscono in alcun modo nella Costituzione italiana e nei suoi valori fondanti, cioè l’antifascismo, la democrazia e le libertà». [Anpi sezione di Como Perugino Perugini]

 

Lucini antifascista, non può essere stato forzato da Militia

sel comoSel esprime con un comunicato sorpresa e disappunto per la scelta del sindaco di Como di negare la sala per l’incontro con la storica Alessandra Kersevan, chiede vengano spiegate le ragioni del diniego e esprime solidarietà all’Anpi e all’Istituto Perretta. Leggi nel seguito del post il testo del comunicato.

«Abbiamo appreso con sorpresa e disappunto che il Sindaco, Mario Lucini, non ha concesso l’uso di una sala comunale per la Conferenza pubblica con la storica Alessandra Kersevan, in occasione della Giornata della Memoria e del Giorno del Ricordo. Chiediamo al sindaco di conoscere i motivi di una decisione assolutamente imprevista e imprevedibile. Mario Lucini condivide con noi i valori antifascisti su cui è stata costruita la Repubblica italiana. Siamo certi che la sua scelta non sia stata motivata dalle affermazioni di Militia − Kersevan è “nota per lo spiccato negazionismo che la contraddistingue sul dramma delle Foibe” −. Il serio e approfondito lavoro della ricercatrice sulle responsabilità del fascismo italiano durante l’occupazione nazifascista della Jugoslavia merita attenzione e rispetto.

Condividiamo la scelta degli organizzatori che «Per rispetto alle drammatiche vicende che intorno al “confine orientale” ebbero luogo negli anni prima e dopo la seconda guerra mondiale e la fine del fascismo» hanno deciso di mantenere l’appuntamento, spostandolo al Salone Bertolio, in via Lissi sabato 1 febbraio 2014 alle 15.30; Sel di Como parteciperà all’incontro.

«I diritti umani sono le basi fondamentali della nostra democrazia che non può ignorare i rischi cui possono essere esposti gli innocenti» ha detto Giorgio Napolitano nella Giornata della Memoria. Noi di Sel, ogni giorno impegnati contro ogni forma di razzismo ed ogni rigurgito negazionista, manifestiamo preoccupazione per la perdita di memoria alla quale stiamo assistendo. Lo dimostrano episodi di razzismo come le scritte apparse sui muri della città di Roma e l’invio di tre pacchi contenenti teste di maiale indirizzati alla Sinagoga, all’ambasciata israeliana, al museo di Roma. Siamo convinti che per evitare che si diffonda una cultura di destra anche sul nostro territorio il lavoro dell’Anpi di Como “Perugino Perugini” e dell’Istituto di Storia Contemporanea “Pier Amato Perretta” sia prezioso. A loro esprimiamo la nostra vicinanza e la nostra solidarietà». [Sel Como]

Anpi/ Manifestare a Como e a Cantù

nazicestinoLa sezione di Como dell’Anpi conferma il giudizio del tutto negativo sul comportamento del sindaco di Cantù già espresso dall’Anpi provinciale e invita a manifestare a Como e a aderire anche al presidio di iniziativa democratica previsto venerdì 13 a Cantù in piazza Garibaldi alle 21. Leggi nel seguito del post il comunicato. (altro…)

Anpi/ Deriva antidemocrata e anticostituzionalista

nazicestinoCon una lettera aperta a Claudio Bizzozero Guglielmo Invernizzi, presidente dell’Anpi provinciale di Como, denuncia la gravità della scelta fatta dal sindaco di Cantù evidenziando come l’accogliere le richieste nazifasciste e razziste e l’attenzione data alla ministra Kyenge  possano essere lette come  cerchiobottismo per ottenere visibilità. Il documento conclude ricordando al sindaco di Cantù la gravità della responsabilità che si è assunto e invitandolo a riparare all’errore.  Leggi la lettera.

Anpi/ Manifestazione antifascista giovedì 12 settembre a Como

nazicestinoL’Anpi sezione di Como del tutto contraria alla concessione di uno spazio pubblico a movimenti anticostituzionali: «Le motivazioni presentate dalla lista Lavori in corso di Bizzozero per giustificare la scelta di concedere a Cantù uno spazio pubblico a movimenti ispirati al nazifascismo sono a dir poco allucinanti e vergognose. Non ci si può nascondere dietro un cosiddetto “fatto tecnico”. Nemmeno di buonafede possiamo parlare, in quanto non crediamo ci sia ormai da tempo alcun dubbio su quali siano i valori di questi gruppi estremisti di destra: le loro manifestazioni e le loro parole d’ordine sono permeate da xenofobia, razzismo, autoritarismo, omofobia, prevaricazione e di richiami verso ideologie nazifasciste. Soprattutto è chiarissimo quanto siano completamente in contrasto con i valori antifascisti e democratici della nostra Costituzione. Per questi motivi, chiediamo una volta di più di scendere in piazza giovedì 12 settembre alla Manifestazione antifascista presso il Monumento alla Resistenza europea ai Giardini a lago a Como, dalle 18 alle 21».

Anpi: impedire l’oltraggio alla città di Como

nazicestinoApprendiamo oggi da fonti della stampa e dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre di Milano che il raduno neonazista europeo promosso da Forza Nuova nel milanese potrebbe essere spostato a Como. Nel malaugurato caso che la notizia si rivelasse fondata, l’Anpi sezione di Como sosterrà l’iniziativa e la mobilitazione democratica volta ad impedire questo ennesimo oltraggio alla città di Como ad opera di forze xenofobe e razziste. (altro…)

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