Carovana antimafie 2015

Carovana antimafie/ 12 comuni con Avviso pubblico a Palazzo Cernezzi

foto-carovana-avviso-pubblicoritQuanto è importante oggi discutere di mafia nel nord Italia e sottolinearne le peculiarità e le differenze rispetto a quella più conosciuta, più evidente? A più di vent’anni dagli assassini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ancora molto, e forse ancora di più, secondo quanto detto l’8 ottobre, all’incontro dell’associazione Avviso pubblico con i sindaci della provincia di Como nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi promosso nell’ambito dell’iniziativa Carovana internazionale antimafie.

La tavola rotonda, introdotta da Vincenzo D’Antuono, presidente di Arci Como, attraverso una panoramica sull’attività di Carovana, che dal 1994 attraversa l’Italia e da qualche anno l’Europa puntando i riflettori sul tema della legalità e della giustizia sociale , ha evidenziato come da anni si conoscano i dati sull’infiltrazione mafiosa nel territorio ma come sembri essere indispensabile un ripensamento della strategia di contrattacco e prevenzione. Strategia che deve innanzi tutto partire da una maggiore formazione, informazione e consapevolezza all’interno delle amministrazioni locali parallelamente alla diffusione di un nuovo approccio alla quotidianità, basato sul coraggio di contrapporsi a una cultura che mette in primo piano i propri interessi a spese di una porzione di coscienza, come ha osservato David Gentili, responsabile regionale di Avviso Pubblico, nel corso del suo intervento.

Quello che resta fondamentale da capire, sottolineato ed evidenziato sia dal prefetto Bruno Corda che dal sindaco di Como Mario Lucini e dalla carovaniera Valeria, è che sul nostro territorio l’infiltrazione mafiosa è subdola, non manifesta, si configura piuttosto come un sistema avvolgente che crea commistioni pericolose e insospettabili. Preoccupa soprattutto la tendenza ad attribuire una connotazione positiva alla criminalità organizzata da parte di piccole e medie imprese che vedono, forse ingenuamente, una possibilità di colmare in tempi inferiori e con maggiore efficacia quelle che vengono vissute come lacune dello Stato. Il rischio è di scivolare silenziosamente nelle profondità dell’ingranaggio mafioso, danneggiando non solo la propria attività, ma la comunità intera. A questo l’associazione Avviso Pubblico si prefigge di ovviare, attraverso un’attività ventennale di collegamento fra amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati, come affermato anche dall’assessore alla Legalità e ai Diritti del comune di Como, Marcello Iantorno.

Avviso pubblico, ad oggi conta più di trecento soci e continua ad investire sul territorio, sulle relazioni, contro la corruzione, contro la presenza e il radicamento delle mafie, per la democrazia e per il bene della collettività, fornendo «un luogo in cui contagiarsi positivamente, in cui le buone prassi dei singoli comuni possono diventare buone prassi collettive» come ha spiegato David Gentili.

Resta da considerare il tema del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia, ancora ben al di sotto della soglia del 50%, nonostante le tendenze positive registrate in Lombardia; la chiave del problema è comprendere, come sottolinea Tommaso Marelli coordinatore provinciale di Libera Como, il ruolo primario, in quest’ambito, delle amministrazioni comunali che si configurano come soggetti principali del processo decisionale in merito al destino del bene soggetto a confisca. «Amministrazioni che però troppo spesso sono lasciate sole e senza le risorse necessarie per ristrutturare o adeguare gli immobili sequestrati che di conseguenza spesso giacciono in stato di abbandono. Se oltre al bene, lo Stato lasciasse ai comuni anche solo una piccola parte dei patrimoni oggetto di sequestro o intervenisse comunque in aiuto economico alle amministrazioni, la gestione sarebbe più semplice» ha commentato Mauro Roncoroni, sindaco di Cermenate.

All’incontro, chiuso da una proposta di futura collaborazione tra amministrazioni e associazioni per l’ampliamento delle iniziative di Carovana su tutto il territorio provinciale nelle prossime edizioni arrivata da D’Antuono, hanno partecipato le rappresentanze di dodici comuni della provincia di Como: Menaggio, Uggiate Trevano, Guanzate, Bregnano, Cadorago, Cermenate, Lomazzo, Vertemate con Minoprio, Fino Mornasco, Merone, Olgiate Comasco e Como.

Carovana antimafie 2015 è stata promossa da Arci Como, Avviso Pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace, Auser Como. Con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano, già aderenti ad Avviso pubblico. [Marisa Bacchin, ecoinformazioni]  Presto on line sul canale di ecoinformazioni anche gli altri video dell’incontro.

 

 

Centinaia di studenti comaschi accolgono la Carovana antimafie

20151007_103159Primo giorno di Carovana antimafie e uno Spazio  Gloria gremito: gli e le studenti delle scuole secondarie comasche di secondo grado  hanno assistito allo spettacolo di Daniele Biacchessi (Il paese della vergogna – storie di mafia) e al dibattito fra Giampiero Rossi, giornalista, autore del libro La Regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia [2015, ed. La Terza, 228p, 18 euro], Valeria Benzoni, sindaca di Lomazzo e Gianluca Pedrazzini, vice sindaco di Menaggio. 

«È la ventunesima edizione nazionale di Carovana antimafie – ha ricordato Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci provinciale e di Xanadù – manifestazione nata in Sicilia dopo le stragi in cui morirono Falcone e Borsellino. L’obiettivo: dare voce alla società civile, sottolineare come non sia solo una lotta di Forze dell’ ordine e magistratura ma di tutti. Nel duemila è uscita dalla regione meridionale e ha coinvolto tutta la penisola fino ad arrivare in Lombardia: uno dei luoghi maggiormente inquinate dalla malavita organizzata.
carovana2015comoA questo proposito, il giornalista Giampiero Rossi, nel libro La regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia, racconta l’avanzata del potere mafioso e il suo più recente salto di qualità: «Quando avevo la vostra età – ha spiegato il giornalista ai ragazzi – stavo a Milano, pensavo ci fosse un problema legato alla mafia. Manifestavo contro, lo vivevo però come qualcosa di lontano, astratto. Invece è vicino, piano piano ho capito come sia un mio vero nemico».
Nella nostra regione, in particolare (ma non solo): «Uomini d’azienda che considerano il pizzo alla stregua di un normale costo d’esercizio, concorrenza eliminata grazie alle minacce degli ‘amici’ calabresi, politici comprati e ricattati. Ormai in Lombardia la ’ndrangheta è entrata negli uffici della classe dirigente.Negli ultimi anni la locomotiva dell’economia italiana non ha cercato di fermare l’avanzata mafiosa. Al contrario, molti hanno spalancato le porte delle loro ‘fabbrichette’ a manager e mediatori che in altri tempi avrebbero definito ‘poco raccomandabili’. Hanno scelto la ’ndrangheta come socio, finendone puntualmente stritolati. La mafia calabrese è quella più presente, potente e, per certi versi, accettata. Per anni la politica ha cercato di minimizzare, ma adesso anche gli ultimi negazionisti si sono arresi alla drammatica evidenza.Anni di indagini hanno rivelato il progressivo radicamento dei clan calabresi e la ramificazione dei loro insediamenti e dei loro interessi economici. Soprattutto nella filiera dell’edilizia e nel grande cantiere dell’Expo».
Carovana Antimafie non termina oggi: giovedì 8 ottobre, nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi, alle 10, l’associazione Avviso pubblico (Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie), nelle vesti del responsabile regionale David Gentile, incontrerà sindaci ed amministratori della provincia di Como. L’iniziativa sarà aperta dall’intervento di Marcello Iantorno, assessore alla Legalità del Comune di Como, vedrà la partecipazione del prefetto di Como Bruno Corda e sarà concluso da una relazione sui beni confiscati alle mafie in provincia di Como a cura di Libera.
L’incontro a Como è stato organizzato da: Arci Como, Avviso pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-Camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace e Auser Como, con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano (già aderenti ad Avviso pubblico). [aq, ecoinformazioni]

7 e 8 ottobre/ Carovana antimafie a Como

carovanaDal 6 al 10 ottobre farà tappa nelle principali città lombarde la Carovana internazionale antimafie 2015, iniziativa promossa per la prima volta dall’Arci in Sicilia nel 1994 e che da più di vent’ anni pone al centro il tema della legalità e della giustizia sociale. Durante la prima giornata la Carovana toccherà tre luoghi simbolici di Milano: il Consiglio regionale, dove si parlerà di appalti, Piazza Diaz, luogo storico del riciclaggio in cui verrà ricordato il lavoro del generale Dalla Chiesa, e Casa Chiaravalle, il più grande bene confiscato alla criminalità organizzata della Lombardia che oggi ospita i campi della legalità. Nelle successive tappe lombarde, la Carovana internazionale antimafie toccherà Lecco, Como, Bergamo, Brescia, Mantova, Cremona, per concludersi in Cascina Triulza all’interno di Expo Milano 2015.

A Como sono previsti due appuntamenti sul tema delle mafie nei nostri territori. Mercoledì 7 ottobre dalle 9 alle 13 allo Spazio Gloria di Arci Xanadù in via Varesina 72, Carovana incontrerà gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La mattinata sarà divisa come ogni anno in un momento di spettacolo, che per questa occasione vedrà protagonista Daniele Biacchessi in Il paese della vergogna – storie di mafia e un momento di dibattito, con la partecipazione di Giampiero Rossi, giornalista, autore del libro La Regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia [2015, ed. La Terza, 228p, 18 euro], Valeria Benzoni, sindaca di Lomazzo e Gianluca Pedrazzini, vice sindaco di Menaggio. L’incontro riservato agli studenti si concluderà con il racconto dei campi antimafia in Lombardia dell’estate 2015. Giovedì 8 ottobre, nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi alle 10, l’associazione Avviso pubblico (Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie), nelle vesti del responsabile regionale David Gentile, incontrerà sindaci ed amministratori della provincia di Como. L’iniziativa sarà aperta dall’intervento di Marcello Iantorno, assessore alla Legalità del Comune di Como, vedrà la partecipazione del prefetto di Como Bruno Corda e sarà concluso da una relazione sui beni confiscati alle mafie in provincia di Como a cura di Libera.

Carovana Antimafie a Como è promossa da: Arci Como, Avviso Pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei Laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace e Auser Como, con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano (già aderenti ad Avviso Pubblico).

[jl, ecoinformazioni]

Carovana antimafie/ Como c’è

marcello iantorno

Su proposta dell’assessore alla Legalità Marcello Iantorno la Giunta del Comune di Como  ha concesso il patrocinio alla Carovana Antimafia 2015 che farà tappa a Como mercoledì 7 e giovedì 8 ottobre. Sono previsti la mattina del 7 un incontro con gli studenti delle scuole medie allo Spazio Gloria del Circolo Arci Xanadù con uno spettacolo teatrale su storie di mafia, interventi di esperti e rappresentanti delle istituzioni. La mattina  dell’ 8 ottobre la Carovana sarà in sala Stemmi a Palazzo Cernezzi dove è previsto un incontro sul tema di sindaci e degli amministratori di Como e dei comuni della provincia e l’associazione Avviso pubblico per la quale sarà presente il coordinatore regionale David Gentili.

Per l’assessore Iantorno «La sensibilizzazione dei giovani e della popolazione comasca al tema della realizzazione delle azioni di contrasto alla criminalità organizzata sul nostro territorio e in generale del rigoroso rispetto della legalità  deve costituire obbiettivo fondamentale delle forze sane del nostro territorio. La manifestazione della Carovana Antimafia 2015 è uno di questi momenti di coinvolgimento della popolazione.  Como ha aderito alla rete di Enti locali Avviso Pubblico e sta lavorando con altri Comuni della provincia ad accrescere il numero dei comuni aderenti e a creare un coordinamento tra le Amministrazioni al fine di realizzare insieme le buone pratiche cui devono attenersi tutte le pubbliche amministrazioni contro tutte le illegalità. È  un lavoro importante e nelle prossime settimane sarà divulgato il programma delle future iniziative».

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