Centinaia di studenti comaschi accolgono la Carovana antimafie

20151007_103159Primo giorno di Carovana antimafie e uno Spazio  Gloria gremito: gli e le studenti delle scuole secondarie comasche di secondo grado  hanno assistito allo spettacolo di Daniele Biacchessi (Il paese della vergogna – storie di mafia) e al dibattito fra Giampiero Rossi, giornalista, autore del libro La Regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia [2015, ed. La Terza, 228p, 18 euro], Valeria Benzoni, sindaca di Lomazzo e Gianluca Pedrazzini, vice sindaco di Menaggio. 

«È la ventunesima edizione nazionale di Carovana antimafie – ha ricordato Enzo D’Antuono, presidente dell’Arci provinciale e di Xanadù – manifestazione nata in Sicilia dopo le stragi in cui morirono Falcone e Borsellino. L’obiettivo: dare voce alla società civile, sottolineare come non sia solo una lotta di Forze dell’ ordine e magistratura ma di tutti. Nel duemila è uscita dalla regione meridionale e ha coinvolto tutta la penisola fino ad arrivare in Lombardia: uno dei luoghi maggiormente inquinate dalla malavita organizzata.
carovana2015comoA questo proposito, il giornalista Giampiero Rossi, nel libro La regola. Giorno per giorno la ‘ndrangheta in Lombardia, racconta l’avanzata del potere mafioso e il suo più recente salto di qualità: «Quando avevo la vostra età – ha spiegato il giornalista ai ragazzi – stavo a Milano, pensavo ci fosse un problema legato alla mafia. Manifestavo contro, lo vivevo però come qualcosa di lontano, astratto. Invece è vicino, piano piano ho capito come sia un mio vero nemico».
Nella nostra regione, in particolare (ma non solo): «Uomini d’azienda che considerano il pizzo alla stregua di un normale costo d’esercizio, concorrenza eliminata grazie alle minacce degli ‘amici’ calabresi, politici comprati e ricattati. Ormai in Lombardia la ’ndrangheta è entrata negli uffici della classe dirigente.Negli ultimi anni la locomotiva dell’economia italiana non ha cercato di fermare l’avanzata mafiosa. Al contrario, molti hanno spalancato le porte delle loro ‘fabbrichette’ a manager e mediatori che in altri tempi avrebbero definito ‘poco raccomandabili’. Hanno scelto la ’ndrangheta come socio, finendone puntualmente stritolati. La mafia calabrese è quella più presente, potente e, per certi versi, accettata. Per anni la politica ha cercato di minimizzare, ma adesso anche gli ultimi negazionisti si sono arresi alla drammatica evidenza.Anni di indagini hanno rivelato il progressivo radicamento dei clan calabresi e la ramificazione dei loro insediamenti e dei loro interessi economici. Soprattutto nella filiera dell’edilizia e nel grande cantiere dell’Expo».
Carovana Antimafie non termina oggi: giovedì 8 ottobre, nella sala Stemmi di Palazzo Cernezzi, alle 10, l’associazione Avviso pubblico (Enti locali e regioni per la formazione civile contro le mafie), nelle vesti del responsabile regionale David Gentile, incontrerà sindaci ed amministratori della provincia di Como. L’iniziativa sarà aperta dall’intervento di Marcello Iantorno, assessore alla Legalità del Comune di Como, vedrà la partecipazione del prefetto di Como Bruno Corda e sarà concluso da una relazione sui beni confiscati alle mafie in provincia di Como a cura di Libera.
L’incontro a Como è stato organizzato da: Arci Como, Avviso pubblico, Libera Como, Acli Como, Cgil-Camera del lavoro di Como, Spi-Cgil Como, Cisl dei laghi, Cooperativa Garabombo, Comitato soci Coop Como, Coordinamento comasco per la Pace e Auser Como, con il patrocinio dei comuni di Como, Menaggio e Uggiate Trevano (già aderenti ad Avviso pubblico). [aq, ecoinformazioni]

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