Emergenza umanitaria Como San Giovanni

Emergenza umanitaria/ Innumerevoli appelli al governo/ Basteranno?

donnacomosangiovannifontanaFacciamo una breve sintesi. L’emergenza umanitaria di Como è sempre più grave, evidente l’impossibilità del Comune di gestirla e altrettanto impossibile coordinare in modo efficace la meravigliosa attività del volontariato che in varia forma ha sostituito e sta sostituendo le istituzioni, salvando vite umane e dignità della città. (altro…)

Emergenza umanitaria/ L’europarlamentare Eleonora Forenza chiede lo stato di emergenza

Eleonora_ForenzaLa parlamentare europea Eleonora Forenza (Sinistra unitaria europea – Sinistra verde nordica) su sollecitazione del Prc comasco ha scritto al prefetto di Como perché si affronti con decisione l’emergenza umanitaria della Stazione San Giovanni: «Mi rivolgo a Lei perché decida di proclamare lo stato di emergenza, consentendo a Croce Rossa Italiana e Protezione Civile Nazionale di dispiegare tutti i mezzi a loro disposizione». Leggi nel seguito il testo della lettera al prefetto inviata per conoscenza al sindaco di Como. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Con quale diritto?/ La Svizzera “risponde”

Featured Image -- 51987Evidentemente garantire la certezza del diritto non è un obbiettivo delle autorità delle autorità di frontiera in Europa. Questa è una delle cause della migrazione senza speranza di moltitudini di esseri umani che “tentano” di passare il confine in una sorta di gioco dell’oca mostruoso che in caso di negazione del diritto a procedere li retrocede mille chilometri indietro costringendoli poi a ritornare e provare ancora. A Como. I consiglieri comunali di Paco-Sel e la parlamentare socialista ticinese Lisa Bosia Mirra, insieme a Firdaus e Como senza frontiere, hanno per questo chiesto alle autorità elvetiche e italiane di conoscere quali norme siano in vigore oggi (visto che un mese fa erano evidentemente diverse e che cambiano in base al termometro del razzismo nei diversi paesi). Per il momento è arrivata solo la risposta svizzera da Berna, firmata da Stabsadj Attila Lardori (Fachspezialist Kommunikation/Medien) che riportiamo integralmente. Particolarmente imbarazzante la “risposta” relativa agli ordini di servizio sui quali si dichiara: «per motivi tattici, non vengono comunicati». (altro…)

Video/ Emergenza umanitaria/ A Rebbio un pomeriggio di verifica e confronto nazionale

RebbioSenzaFrontiere-01Si è svolto nel pomeriggio di sabato 6 agosto l’incontro tra le varie realtà che a Como e in altre città italiane si occupano della situazione dei profughi e dei migranti; la discussione si è svolta prima sul prato antistante la stazione di Como San Giovanni, poi è proseguita alla parrocchia di Rebbio.

Presenti con la rete Como senza frontiere, oltre alle varie associazioni, enti e singole persone di Como, anche Baobab di Roma, Accoglienza degna di Bologna, la rete Melting Pot, Cambio passo di Milano, Naga, e ancora altre persone giunte da svariate località. Presente, sul prato della stazione di Como anche il sindaco del capoluogo, Mario Lucini.

On line su ecoinformazioni il resoconto e le fotografie; già disponibili, sul canale youtube di ecoinformazioni, gli altri video di Pietro Caresana degli interventi.

Emergenza umanitaria/ Ceruti: individuare soluzioni permanenti Como è di confine

Featured Image -- 52215Il consigliere comunale comasco del M5s Luca Ceruti, dencia una “latitanza istituzionale”. Leggi nel seguito il comunicato.
“La situazione migranti è oggi del tutto, o quasi, gestita dal volontariato comasco e da volenterosi cittadini che stanno sopperendo alla latitanza istituzionale.
Il tanto sbandierato coordinamento del 21 luglio 2016 ha unicamente elencato i servizi offerti dai diversi attori seduti al tavolo ma nulla si è fatto per approntare una risposta di lungo periodo. L’attuale situazione, con la presenza di oltre 300 migranti a San Giovanni, era già prevedibile.
In commissione comunale III (commissione Sociale), abbiamo più di un mese fa, sottolineato la mancanza delle istituzioni che a nessun livello hanno saputo intervenire: il Governo è inesistente, i deputati comaschi anche, il Prefetto si limita a poco più dell’indispensabile, il Comune di Como nella persona dell’ass. Magatti non risponde neanche ai propri doveri di legge; 90 MSNA (nda, minori stranieri non accompagnati) stazionano ai giardini invece di essere presi in carico dall’Ente.
Il consiglio comunale, maggioranza e minoranza tutta, non ha ritenuto di dover intervenire in maniera ufficiale: in sede di bilancio nessun ODG è stato proposto o votato sul tema, non sono state individuate e nemmeno cercate risorse disponibili.
I migranti non diventino strumento di propaganda elettorale, né pro ne contro, ma che siano individuate soluzioni di accoglienza al di là dell’emergenza contingente, Como città di confine lo resterà per sempre”. [Luca Ceruti, M5s]

 

 

 

Emergenza umanitaria/ Crolla la tenda/ Il volontariato non ferma il vento

tendacrollataecamionLe raffiche di vento di stamattina hanno fatto crollare la tenda profughi della Croce Rossa in viale Innocenzo a Como. Sarà ripristinata, ma l’episodio dimostra la vulnerabilità estrema del meccanismo di accoglienza, affidato alla generosità dei volontari e praticamente non gestito dalle istituzioni. Un pessimo presagio. Che succederà quando, tra poche settimane, pioggia e freddo faranno sul serio? [Andrea Rosso, ecoinformazioni]
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Emergenza umanitaria/ Colletta alimentare straordinaria per sfamare i profughi

coletta alimentare straordinariacoopMentre il governo non si accorge dell’emergenza umanitaria di Como e preferisce, tradendo la Costituzione,  partecipare alla nuova guerra in Libia, a Como non si sa più cosa inventare per evitare il disastro e per scongiurare il pericolo che  ci siano i primi morti. Anche il Comitato soci Lega Coop in collaborazione con l’associazione Incroci  fa la sua parte e organizza sabato 6 e domenica 7 un’edizione straordinaria della Colletta alimentare al Supermercato Coop di via Giussani a Como per dare alimenti alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio che si avvia a dover garantire 500 pasti a sera. 

Emergenza umanitaria/ Paco-Sel, Pd, Como civica, Prc, Gc chiedono al prefetto l’intervento della Protezione civile

Featured Image -- 51987Sempre più pressanti e sempre più autorevoli le richieste al prefetto di Como di attivare la Protezione civile e perché il governo nazionale assuma la gestione dell’emergenza umanitaria senza lasciare sola l’amministrazione comunale e la rete della generosità della società civile lariana e non solo. Con una lettera inviata il 2 agosto al prefetto, al sindaco e all’assessore alle Politiche sociali di Como le forze politiche del centro sinistra e della sinistra comasca lanciano un ulteriore appello a «decretare lo stato di Emergenza e coinvolgere la Protezione civile nazionale» e per ottenere un «diretto e immediato coinvolgimento del Ministero degli Esteri, perché si impegni a creare, rapportandosi con le autorità elvetiche, un corridoio umanitario». Nel seguito il testo integrale della lettera. (altro…)

Emergenza umanitaria/ L’Arci: intervenga lo Stato

arcicomoL’Arci di Como chiede l’intervento del governo per l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni. La solidarietà non può essere lasciata sola. La straordinaria dimostrazione di solidarietà dell’associazionismo, dell’attivismo politico dal basso e del volontariato comasco non può essere utilizzato dal governo per sfuggire alle responsabilità della gestione della gravissima crisi umanitaria in corso a Como con l’arrivo di migliaia di profughi in fuga da guerre, violenza e povertà. Ora anche il governo deve fare la sua parte. Como non può essere lasciata sola.

Il Comune ha fino ad ora coordinato gli interventi della Caritas, della Croce rossa, della Parrocchia di Rebbio, della Rete Como senza frontiere e degli innumerevoli altri e altre che generosamente si sono attivati organizzando ogni forma di azione positiva, mettendo a disposizione generi di prima necessità, attivando mense come quella della parrocchia di Sant’Eusebio che fornisce già più di 200 pasti alla sera o proponendo ai migranti occasioni di solidarietà culturale come con l’iniziativa animata da Filippo Andreani e da molti altri artisti con l’Arci e la rete Como senza frontiere alla Stazione San Giovanni il 27 luglio e il concerto di Fatoumata Diawara dell’1 agosto alla mensa della parrocchia di Sant’Eusebio. Persino dalla vicina Svizzera, il cui governo è responsabile della ulteriore chiusura delle frontiere in dispregio persino delle Convenzione di Ginevra, è venuto un essenziale contributo con l’associazione Firdaus che assicura quotidianamente un pasto ai migranti mentre anche da altre regioni italiane si è messa all’opera la rete della solidarietà.

L’Arci ha dato il suo pieno sostegno a tutte queste iniziative e alla più ampia informazione sull’emergenza umanitaria comasca e ora, proprio perché è parte di quel tessuto di società civile che fino ad ora ha evitato il disastro e ha dato della nostra città l’immagine positiva che merita, chiede che il governo finalmente si attivi e che venga affrontata la situazione con i mezzi e le professionalità che la crisi peraltro crescente in numero e necessità, richiede. Con lo stesso spiegamento di professionalità, competenza e umanità con cui il prefetto e il questore di Como hanno assicurato la sicurezza alla Stazione San Giovanni con il necessario impegno di uomini e mezzi e con l’ammirevole capacità di gestione di situazioni certo non facili dimostrato dalle forze dell’ordine ora è necessario che il governo rompa gli indugi e prenda atto della gravità della situazione disponendo l’intervento della Protezione civile nazionale. Infatti solo con un’adeguata assunzione di responsabilità del governo, che determinerà risorse e mezzi sufficienti a gestire la situazione, si potrà evitare che con il susseguirsi di arrivi si verifichino problemi sanitari e sociali e si assicureranno pienamente i diritti delle persone transitanti costrette da leggi europee sbagliate a soggiornare in bivacchi attorno alla stazione in cerca di vie di fuga verso il Nord Europa. Lo sviluppo dell’azione governativa non determinerà naturalmente il disimpegno della società civile lariana lasciandole però compiti più idonei di collaborazione, di supporto e di offerta di opportunità aggiuntive e innovative che realizzino pienamente l’accoglienza. I diritti primari chiediamo vengano assunti doverosamente dallo Stato. [Arci provinciale Como]

 

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