Fogli di via/ Attivisti “cattivi” espulsi da Como
Abbiamo già denunciato da queste pagine il rischio che una questione complessa come quella dei diritti dei migranti e dell’accoglienza fosse affrontata con gli strumenti manichei di chi divide gli attivisti in buoni e cattivi. (altro…)
È raro che un’opera d’arte venga sottoposta a una così dura prova dai fatti che vi accadono intorno. Capita a “Le mani” di Massimo Clerici e Doriam Battaglia, la grande scultura collocata il 30 maggio del 2000 in viale Tokamachi, sotto la scalinata che porta alla stazione ferroviaria di Como San Giovanni. Voleva essere un simbolo della dedizione al servizio dello Stato e fu accolta allora da non poche critiche, come succede invariabilmente per qualsiasi intervento urbano.
Una posizione unitaria sul tema migranti condivisa da Prc, Sel-Si, Paco-Sel e Uds per evitare che che si utilizzi la forza per completare lo sgombero dell’accampamento di Como San Giovanni, rafforzare l’azione politica contro gli effetti nefasti della famigerata Bossi-Fini, aprire urgentemente corridoi umanitari. leggi nel seguito il testo del comunicato.

Una notte terribile con pioggia battente, l’insostenibilità del riparo precario in stazione e di quello ancora peggiore nel bivacco nel parco antistante hanno indotto la mattina del 21 settembre un altro consistente gruppo di migranti a abbandonare la stazione.
Molti di loro si sono diretti al Campo governativo che raggiunge le 250 registrazioni (dato non ufficiale) altri hanno scelto di tentare la fortuna ancora una volta verso la svizzera, altri di dirigersi in altre città.
Giornata tranquilla il 20 settembre all’accampamento migranti di Como San Giovanni e anche al Campo governativo di via Regina Teodolinda dove si segnala un aumento degli ospiti a circa 149 persone (dato non ufficiale). Vietata in stazione la distribuzione di acqua e alimenti i migranti si dissetano con “l’acqua del sindaco” e forse è meglio, almeno dal punto di vista della qualità.
Nonostante gli strilli dei giornali di domani, la piccola rissa notturna tra migranti costretti in una situazione esasperante da settimane non ha alcun rilievo salvo per chi vuole così acutamente argomentare: “se litigano sono delinquenti”.
Ciò che però sta succedendo lentamente e inesorabilmente, mentre si attende lo sgombero, è la tendenza a ricadere anche in questa vicenda nello stupido semplificatorio gioco della ricerca dei “cattivi”, aiutata anche dall’esasperazione edulcorata del giudizio sulle azioni positive dei “buoni” a cui si deve certamente tanto, ma non vogliono, né meritano, l’affronto della santificazione coatta in una narrazione esagerata dell’epopea della solidarietà comasca che toglie prestigio a quanto di umano si è realmente fatto in mille diversi modi. Così, dimenticandosi che i “cattivi” veri sono coloro che hanno affamato e bombardato le terre da cui i profughi arrivano e che qui i “cattivi” veri sono coloro che non rispettano i diritti umani e quelli che trasformano ogni sofferenza in affare e opportunità di potere, si vaneggia che i “cattivi” sarebbero tutte e tutti coloro tra i migranti e tra i solidali e le solidali che non voglio andare al campo. Chi scrive ritiene che l’interesse dei migranti passi per il campo governativo perché esso, lungi da essere una soluzione, è tuttavia preferibile allo sgombero e alla deportazione. Ma è opportuno denunciare lo squallido tentativo di semplificazione che ignora l’autonomia e la capacità di giudizio dei migranti stessi e fornirà una giustificazione a espulsioni e repressioni. Mentre la Bella Como propone invece la necessità di restare umani. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]
Dopo una vacanza interminabile iniziata il 21 luglio, nella quale si sono svolti tuttavia incontri informativi ai quali hanno partecipato alcuni consiglieri e consigliere con il sindaco e con l’assessore alla Politiche sociali, torna a riunirsi il Consiglio comunale di Como. La seduta, nella forma “aperta”, che dovrebbe assicurare la possibilità di intervento di tutti i principali soggetti e reti che hanno dato vita all’esperienza della Bella Como che da giugno a oggi ha affrontato l’emergenza umanitaria della Stazione San Giovanni, si aprirà lunedì 19 settembre alle 20,30. Leggi nel seguito la comunicazione ufficiale dal Notiziario comunale.
Uno dei luoghi comuni più tristemente diffusi su chi migra è che “non abbia più niente da perdere”. L’impressione è che le decine di giovani, quasi tutti africani (la maggior parte di etnia
Il sindaco di Como risponde su fb alle critiche che gli sono state fatte da alcuni volontari impegnati nella solidarietà ai migranti. Nel post “A cosa penso?”, che pubblichiamo integralmente nel seguito, Mario Lucini preferisce non ribattere punto su punto, invita all’unità di coloro che hanno a cuore gli interessi dei migranti e afferma: «Cosa ha fatto il Comune in questi mesi lo sanno anche i rappresentanti delle associazioni
