La bella Como/ Legàmi in grado di contrastare il razzismo


La bella Como impazza sui giornali italiani. Tra i tanti nei quali viene riconosciuta la straordinaria accoglienza che l’attivismo politico, il volontariato di ogni colore (che bello poter vedere riconosciuto finalmente che il volontariato ha anche idee politiche) suggeriamo la lettura dell’ampio servizio su Famiglia cristiana di Giulia Cerqueti con le foto di Grazia Lissi e de Il manifesto del 20 giugno che giustamente evidenzia che c’è una lega razzifascista fatta per creare problemi e trarne profitti personali e un altro Nord che si associa in Lega per affrontarli.
Essere onesti vuol dire, nel caso dell’emergenza umanitaria alla stazione San Giovanni, chiarire che non è possibile dare al problema una soluzione. Chi crede che se ci fosse lui a decidere in poco tempo risolverebbe la questione o è in malafede o è cretino. La soluzione infatti non può che essere la risoluzione delle ingiustizie planetarie, l’abbandono del liberismo assassino e delle guerre da esso generate e l’acquisizione di una nuova e reale consapevolezza che le persone sono più importanti delle merci che producono e consumano. Temiamo che per le soluzioni si dovrà quindi attendere un po’.

Importante incontro il 17 agosto in mattinata nella sala Stemmi in Comune con l’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti e diversi esponenti dell’associazionismo e dell’attivismo sociale impegnati per i diritti dei profughi. C’è una buona notizia: è confermato che grazie all’intesa con Filt-Cgil che mette a disposizione un suo spazio in stazione e l’associazione Il gabbiano in collaborazione con latri soggetti sarà attivato uno spazio di informazioni su norme e diritti dei migranti. Un servizio essenziale anche perché, nonostante l’impegno di Asgi e altri qualificati legali, spesso a dare informazioni ai migranti accampati sono persone di buona volontà, ma prive della necessaria competenza. L’assessore ha ribadito che a suo avviso l’emergenza deve essere affrontata inevitabilmente con l’intervento dello stato. Magatti ha chiesto anche che si intensifichi l’informazione verso i minori che non devono temere l’ospedale come se fosse un carcere, ma affidarsi alle cure del personale. Preoccupante la segnalazione di Save the children che i minori – come accade anche in tutt’Italia – tendano a scappare dalle strutture dove con l’intervento del Comune vengono ospitati. [Luciana Carnevale, ecoinformazioni]
Nella serata di Ferragosto si è tenuto nel prato sotto gli alberi del piccolo parco davanti alla stazione lo “sconcerto” per e con i profughi che lì sostano e passano le notti all’aperto in questo mese d’agosto. Un mese spesso piovoso a Como,ma, fortunatamente il tempo finora è stato clemente verso chi ancora non ha un tetto e ha reso possibile anche un momento di festa.
Il Prc provinciale comasco e i Giovani comunisti, in piena adesione con quanto indicato dalla rete Como senza frontiere, colgono con una nota ufficiale le tre principali questioni riguardanti l’emergenza umanitaria a Como San Giovanni: incalzare le istituzioni; evitare lo sgombero dei profughi; contrastare le velleitarie proposte di contromanifestazioni. Si tratta di un documento che pur nella sua brevità coglie i punti fondamentali della questione e esprime la necessità, largamente sentita dagli attivisti e dai volontari che si stanno prodigando per i diritti dei migranti in città, di non essere forzati a compiere che inevitabilmente li danneggerebbero. Leggi nel seguito il testo integrale del documento.
Quando ci sono centinaia di disperati all’addiaccio sapete noi che facciamo? Semplice, noi ci mettiamo lì e valutiamo. Possiamo resistere per mesi, a valutare. Eh, valutare non è facile. Si devono fare le telefonate, alcune anche lunghe. Faticose. Poi è anche estate, caldo. I posti dove mettere i disperati ci sono, questo sì, una decina almeno. Anche i container, con calma, ci sono. Ma si deve scegliere dove collocarli, capite? Telefonate. Almeno due a settimana. Tempi lunghi. E quelli di Roma a godersi le ferie. Mentre noi qui stiamo valutando se tocca a noi valutare. Non c’è fretta, del resto. Dico, se fosse un terremoto, sfollati, protezione civile, finanziamenti, decreti (e appalti). E subito. Ma questi qui sono forse sfollati? No, questi sono, stiamo valutando, africani all’aperto. [Andrea Rosso, ecoinformazioni]
Stefano Martinelli, fondatore e animatore della Parada par tucc, invita alla partecipazione al Non concerto di Ferragosto alle 21 alla Stazione di Como San Giovanni: «Care paradiste e cari paradisti, siamo nel pieno dell’estate e ci auguriamo che le vostre giornate siano all’insegna del meritato relax e del miglior divertimento. Ci sembra però giusto condividere tutta la nostra energia e il nostro entusiasmo anche con chi da piùdi un mese è costretto a sostare e vivere nei pressi dei giardini della stazione San Giovanni di Como. Sarebbe bellissimo riuscire a riempire e colorare le loro giornate con musica, giochi, incursioni, spettacoli improvvisati e tutto ciò che vi viene in mente è di cui siete capaci!
Claudio Fontana ci regala ancora un reportage fotografico. Ecco le immagini dell’ultima settimana di emergenza umanitaria a Como San Giovanni con la visita dei e delle parlamentari svizzeri, l’impegno di Firdaus e di tante e tanti altre/i, l’ugualmente corale attivismo alla mensa solidale di Sant’Eusebio e l’arrivo dell’acqua fornita dalla Cri. 


