Emergenza umanitaria Como San Giovanni

Emergenza umanitaria/ Sinistra italiana interroga Alfano

luiginobordocelesteDopo la visita a Como San Giovanni è stata  presentata da Franco Bordo e dal capogruppo Arturo Scotto, in rappresentanza di tutto il gruppo parlamentare di Sinistra italiana, l’interrogazione a risposta scritta al ministro degli Interni Angelino Alfano per  conoscere: «Quali interventi urgenti intenda mettere in atto il Ministero dell’Interno per risolvere la complessa situazione presente nella città di Como e in cui versano moltissime persone già in condizioni di grave disagio; Quali azioni intenda il Ministero dell’Interno attuare affinché la prefettura accetti di coordinare le azioni necessarie per l’accoglienza, l’assistenza e il ricovero dei profughi bloccati alla frontiera di Chiasso, azioni che non possono evidentemente ed in alcun modo pesare dal punto di vista organizzativo ed economico sul solo Comune di Como; Quali azioni intenda attivare il Ministero per gli Affari Esteri affinché la Repubblica Elvetica predisponga dei “corridoi umanitari” per i profughi che intendono attraversare il territorio svizzero». Leggi nel seguito per post il testo integrale dell’interrogazione. (altro…)

Prc, Gc e Uds/ Fuori dal tavolo di collaborazione dell’emergenza umanitaria

fabriziosimonaalicestefanoprcNon c’è dubbio che se il Prc, I giovani e le giovani comuniste e l’Unione degli studenti non avessero dato un contributo decisivo di solidarietà, efficienza, organizzazione e presenza continua le prime fasi dell’emergenza umanitaria alla Stazione San Giovanni di Como sarebbero state molto più drammatiche. Non c’è dubbio che per tutti/ e e soprattutto per coloro che hanno una chiara prospettiva di laicità e di impegno politico a sinistra sia stato difficile praticare l’indispensabile necessità di collaborare anche con soggetti non tutti aperti al dialogo e talora gelosi di abitudini, riti burocratici e prassi in grado di perpetrare il controllo di piccoli ambiti di potere e di ostacolare l’efficienza e la trasparenza delle decisioni. (altro…)

27 luglio/ Non di solo pane vive l’uomo/ Alla stazione distribuzione di musica solidale

Andreani Live 591Non sono molte le cose belle da ricordare dell’Expo milanese, territorio corrotto e corruttore, dedicato a un tema decisivo in modo strumentale e truffaldino. Tra esse il padiglione della Santa sede con la sua capacità di porre con forza, scrivendolo sull’edificio stesso, che l’umanità non è solo cibo e rifugio, ma molto di più, affetto, condivisione e amore per i fratelli e le sorelle, essere parte di una sola popolazione, quella umana.

Per questo è così importante l’iniziativa animata stasera da Filippo Andreani, dall’Arci  e da Como senza frontiere per regalare suoni solidali ai migranti accampati in stazione. Per questo è così importante e segno della vitalità della città della solidarietà che tanti musicisti abbiano aderito (Musica spiccia, Sulutumana, Lelecomplici, Potage, Luca Ghielmetti e tanti e tante altre). Non sarà un concerto, sarà un dialogo, tanto diretto da essere musicale. Perché l’accoglienza è condivisione e contaminazione di culture, musica e letterature, politica e umanità, colori e emozioni, tonalità e poesia. Certo occorrono anche mense, servizi igienici, dentifricio e coperte. Ma senza la solida base delle note che più di ogni altra cosa sanno esprimere l’identità e l’unicità della specie umana non sarà mai sufficiente neppure la migliore organizzazione degli interventi per l’emergenza profughi alla stazione San Giovanni che per noi dovrebbe essere pubblica, statale e comunale insieme, lasciando alle tante organizzazioni che oggi meritoriamente se ne occupano il compito di aggiungere non di costruire impropriamente l’ossatura di ciò che è indispensabile. È singolare che le diverse reti attive sul territorio, mostrando inevitabilmente difficoltà non colmabili con la buona volontà, debbano occuparsi di gestire servizi vitali che invece andrebbero affidati alle istituzioni con adeguate risorse (oggi negate dallo stato),  professionalità e capacità organizzative  mentre è trascurato il versante culturale che pure è essenziale per la costruzione di un mondo nuovo senza  guerre, violenze e povertà. Fare anche solo un piccolo passo verso un nuovo mondo possibile (e urgente) come quello dei musicisti che il 27 luglio alle 21 suoneranno a San Giovanni sarà affrontare finalmente anche dal punto di vista culturale le grandi marginalità in modo non solo emergenziale, ma strutturale. Perché da millenni sappiamo che non di solo pane vive l’uomo e se si pensa che si debba fornire ai profughi solo pane si sta, anche senza volerlo, affermando che essi non sono persone, ma solo bocche e stomaci da sfamare. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

Emergenza umanitaria/ Le forze politiche di maggioranza dal prefetto

manostazioneSi è svolto il 22 luglio l’incontro chiesto dalle forze politiche che sostengono la giunta Lucini con il prefetto di Como Bruno Corda. Nella delegazione che ha partecipato all’incontro presenti Andrée Cesareo (Pd), Stefano Fanetti (Pd), Celeste Grossi(Paco-Sel, Si), Luigi Nessi (Paco-Sel), Edoardo Riva (Psi), Stefania Soldarini (Como civica), Marco Tettamanti (Como civica). Leggi nel seguito il comunicato delle forze politiche. (altro…)

Perché è importante un presidio sanitario per i migranti transitanti

manostazioneI rischi per la salute dei migranti transitanti possono essere conseguenti alla situazione sanitaria del Paese di origine o di quelli attraversati prima di arrivare in Italia e anche alle condizioni igienico sanitarie presenti nei centri di prima accoglienza spesso sovraffollati. Anche se è previsto che vengano sottoposti a primi accertamenti in questi centri, non è dato di sapere se questo è davvero avvenuto perché a queste persone non viene rilasciata nessuna certificazione che attesti lo stato di salute e , inoltre, molti scappano prima che gli esami vengano effettuati. (altro…)

Emergenza umanitaria/ Magatti: la speranza

brunomagattiUn passo avanti è stato fatto. La decisione, il 21 luglio,  del prefetto di Como di affidare al Comune  il coordinamento delle azioni sull’emergenza umanitaria alla Stazione San Giovanni, dando quindi maggiori possibilità d’azione all’assessore alle Politiche sociali Bruno Magatti permette almeno un’accelerazione delle procedure dando più possibilità a una persona sicuramente interna politicamente, idealmente e per storia di vita alla cultura dell’accoglienza e dei diritti umani.

Si tratta però di una missione difficilissima per la quale si corre il rischio che non basti né l’impegno dell’assessore (che peraltro non inizia ieri) né la disponibilità solidale della città che si è fatta sentire sia nella neonata Rete Como senza frontiere che nelle altre organizzazioni, da più tempo attive, parte della Rete dei servizi per la grande marginalità. La scelta fatta di non dichiarare lo stato di emergenza e di non far scattare l’intervento della Protezione civile espone i profughi accampati e il Comune che dovrà coordinare le azioni al rischio di mezzi e personale insufficienti, risorse inadeguate, tempi di intervento incompatibili con le necessità delle persone. Le soluzioni messe in campo dal Comune su cui sta lavorando Magatti sono opportune. Si pensa a un tendone della Croce rossa, allestito nello spazio vicino alla stazione, nell’area dei Padri Somaschi che già hanno assicurato di mettere a disposizione dell’emergenza bagni e docce della palestra del Collegio Gallio. Si parla (finalmente) dell’installazione a cura di Cento stazioni di una serie di servizi igienici veri collegati alla rete idrica e delle fogne. Si parla di soluzioni per le mense e  almeno a un primo passo per la tutela della salute grazie alla Caritas e alla Croce rossa. Magatti che ha esposto le sue intenzioni nell’incontro del 21 notte in stazione con il parlamentare di Sinistra italiana Franco Bordo non ha nascosto le difficoltà, ma si è detto convinto che sia possibile con l’impegno di tutti farcela invitando a percepire le istituzioni non estranee al tessuto di azione positiva della città. I tempi sono strettissimi, qualche rigurgito di razzismo e xenofobia già si è manifestato, non è mancata persino qualche provocazione fasciorazzista resa inoffensiva dalla preziosa presenza costante delle Forze dell’ordine, le condizioni di vita delle persone che vivono nel parco della stazione San Giovanni sono vergognose per una delle città più ricche del pianeta, ma vedere la determinazione con la quale Magatti si dimostra convinto che si possano trovare soluzioni deve far sperare che la sua missione non sia impossibile. Il nostro giornale pure nella sua modesta possibilità di azione non farà mancare, praticando il giornalismo partecipato che abbiamo scelto,   a tutti coloro che si occupano dell’emergenza (amministratori, reti, persone) il supporto di un’informazione libera, inossequiosa, laicamente schierata verso i deboli e contemporaneamente solidale verso tutte le azioni che cercano di risolvere i problemi. La stessa prospettiva dell’Arci di cui non casualmente la nostra impresa giornalistica è parte. [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni] [Foto Marisa Bacchin]

Emergenza umanitaria/Franco Bordo (Si): Le istituzioni devono fare la loro parte

marcobordo celesteA Como per rendersi conto dell’emergenza umanitaria di Como San Giovanni il deputato di Sinistra italiana Franco Bordo ha denunciato la gravità della situazione, ringraziato i volontari e preannunciato un suo intervento sul ministro dell’interno perché agisca sulla Prefettura di Como per ottenere che le istituzioni facciano doverosamente la loro parte.  (altro…)

L’emergenza umanitaria della Stazione a Palazzo Cernezzi

Stazione san giovanniAl Consiglio comunale del 21 luglio la dichiarazione  preliminare di Celeste Grossi (Paco-Sel) ha affrontato il tema dell’emergenza umanitaria in Stazione: «La città di Como non ha responsabilità dirette nelle motivazioni dell’esodo che coinvolge interi popoli, ma non può e non vuole esimersi dal compito di governare la situazione di emergenza umanitaria che si è venuta a creare». leggi nel seguito il testo della dichiarazione. (altro…)

ecoinformazioni on air/ Emergenza coordina il Comune

profugjhistazione sangiovanniIl servizio di Gianpaolo Rosso in onda il 21 luglio alle 19,15 su Radio Popolare. Ascoltalo nel  sito di Radio Popolare nelle pagine di Metroregione.

Como come Ventimiglia, questa sembra la prospettiva. La città risponde con generosità agli appelli della rete Como senza frontiere che tenta di dare soccorso a centinaia di migranti che sistematicamente respinti alla dogana elvetica sperano di riuscire prima o poi a passare il confine per arrivare nell’agognata Germania.

Sono in massima parte eritrei giovani, molti i minori, le donne incinte e persino un neonato, e vivono nel giardino della stazione da settimane. Caritas, Croce rossa e parrocchia di Rebbio fanno il possibile per offrire almeno un pasto al giorno, ma sono sempre più urgenti un presidio sanitario, mediatori culturali per esporre ai profughi i loro diritti, un riparo notturno al coperto e prima ancora bagni e docce. Le tante organizzazioni della rete della solidarietà che raggruppa dai ragazzi e ragazze della scuola di italiano per stranieri all’Arci, dai partiti di sinistra, alla Cgil, dal Coordinamento comasco per la Pace all’Isola che c’è ha chiesto un intervento urgente e affermano di non poter reggere più a lungo. La soluzione decisa oggi dalla prefettura è affidare il coordinamento delle attività al Comune di Como, affidare alla Cri la gestione degli aspetti sanitari, d’intesa con le Ferrovie installare servizi igienici, affidare alla Caritas la gestione dei pasti e la distribuzione di vestiario e generi di prima necessità. Intanto stasera alle 21,30 in Stazione ci sarà il parlamentare di Sinistra Italiana Franco Bordo per incontrare i profughi, gli attivisti della solidarietà e affermare la rilevanza politica nazionale della questione.  [Gianpaolo Rosso, ecoinformazioni]

 

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