Perché è importante un presidio sanitario per i migranti transitanti
I rischi per la salute dei migranti transitanti possono essere conseguenti alla situazione sanitaria del Paese di origine o di quelli attraversati prima di arrivare in Italia e anche alle condizioni igienico sanitarie presenti nei centri di prima accoglienza spesso sovraffollati. Anche se è previsto che vengano sottoposti a primi accertamenti in questi centri, non è dato di sapere se questo è davvero avvenuto perché a queste persone non viene rilasciata nessuna certificazione che attesti lo stato di salute e , inoltre, molti scappano prima che gli esami vengano effettuati.
Nella situazione comasca abbiamo avuto il caso di un bambino con la malaria, contratta nel suo paese di origine, ma manifestatasi anche al suo arrivo alla stazione San Giovanni. Chiaramente la madre non aveva con se’ nessun farmaco ed è stato necessario portare il bambino in ospedale dove però non si è più ripresentato per proseguire le cure. Consideriamo inoltre che alcune malattie infettive, come ad es. la tubercolosi, può dare sintomi che inizialmente possono essere sottovalutati e quindi la patologia potrebbe non essere diagnosticata. I rischi invece relativi alla permanenza in luoghi come la stazione San Giovanni e nel prato antistante, sono riconducibili essenzialmente alla promiscuità, alle cattive condizioni igieniche e all’esposizione a fattori climatici avversi (troppo caldo, pioggia, vento). Pertanto è molto probabile che queste persone contraggano infezioni gastro intestinali, respiratorie e di tipo dermatologico ( tipo scabbia e pidocchi). Ancora più a rischio e la situazione dei/delle bambini/e e dei/delle neonati/e, per i problemi di alimentazione non adeguata e per gli stessi rischi a cui sono esposti gli adulti, ma con una capacità di risposta immunitaria inferiore; delle donne incinte, che rischiano di partorire senza assistenza e in condizione di estrema precarietà dal punto di vista igienico o che potrebbero andare incontro a complicanze nel corso della gestazione. Difficilmente poi vengono presi in considerazione i rischi per la salute mentale, causati dalle sofferenze, dai traumi e dalle violenze subite durante il viaggio. Molti degli “ospiti” sono minorenni e dai loro racconti sono emerse storie di separazioni dalle famiglie, di esperienze di perdita di amici durante il viaggio, di periodi di isolamento e maltrattamenti soprattutto nei campi in Libia, di violenze sessuali subite.


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